Fasi e flussi migratori: le donne come protagoniste
Nella Sezione: Immigrare in Italia. Il mercato del lavoro
Il saggio analizza la realtà migratoria verso l’Italia secondo una dimensione di genere, considerata significativa, non solo perché rilevante da un punto di vista numerico, ma anche per le forme e le modalità che essa ha assunto nei diversi decenni. La presenza femminile nel fenomeno della migrazione interessa infatti tutte le regioni italiane e si è modificata in relazione alle caratteristiche che i flussi migratori hanno assunto nel tempo. L’autrice analizza in queste pagine le diverse strategie e i molteplici percorsi che hanno guidato e guidano le donne nel loro migrare verso il nostro paese, evidenziando quanto le modalità di arrivo, i motivi della partenza e il progetto migratorio che ogni donna ha maturato condizionino le modalità di integrazione nel nuovo contesto.
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La precarietà autorizzata e non - Lavoratori stranieri nel mercato italiano
Nella Sezione: Immigrare in Italia. Il mercato del lavoro
La legge n. 189/02, nota come «Bossi-Fini», ha rappresentato un’occasione di emersione del sommerso svolto da stranieri che è andata al di là delle intenzioni dei promotori, secondo cui la misura avrebbe dovuto riguardare esclusivamente i lavori di servizio e che, invece, ha coinvolto anche i lavoratori dipendenti da imprese (legge n. 222/02). Questo intervento legislativo ha permesso di valutare quanto il lavoro degli immigrati, regolare e sommerso, sia ormai un fattore strutturale indispensabile di consistenti parti del tessuto produttivo. Da ciò scaturiscono le riflessioni esposte in questo articolo, che intende contribuire allo sviluppo della discussione su tale tematica proponendo una rilettura delle diverse fasi in cui si articolano i percorsi dei migranti in questo paese, alla luce delle forme che assume in ciascuna di quelle fasi il rapporto immigrazione/precarietà del lavoro.
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Regolazione dei flussi migratori e strategie di reclutamento
Nella Sezione: Immigrare in Italia. Il mercato del lavoro
L’articolo si propone di analizzare l’impatto del sistema italiano di regolazione dei flussi migratori sulle scelte di reclutamento delle aziende, facendo riferimento ai risultati di una ricerca relativa ai settori delle costruzioni, della sanità e dell’Information Technology (Ict). L’indagine, sviluppata nell’ambito di un progetto internazionale, ha la peculiarità di guardare ai flussi migratori adottando il punto di vista della domanda di lavoro, ovvero delle aziende. Il sistema di regolazione e contingentamento dei flussi di ingresso, infatti,
condiziona le scelte strategiche delle aziende che utilizzano forza lavoro extracomunitaria, influendo quindi sui movimenti migratori che queste possono contribuire ad attivare.
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Il nuovo quadro delle nazionalità e dei lavori degli immigrati in Italia
Nella Sezione: Immigrare in Italia. Il mercato del lavoro
L’incidenza della popolazione immigrata sulla popolazione nazionale in Italia è ancora molto modesta rispetto a quella di altri paesi europei e si colloca al di sotto della media Ue; tuttavia l’entità dell’aumento realizzatosi negli ultimi anni è davvero notevole. Partendo da questo dato il contributo analizza la composizione della presenza immigrata e i cambiamenti che essa ha presentato nel corso dell’ultima regolarizzazione sancita dalla legge Bossi-Fini. A questo riguardo gli autori si soffermano sugli elementi di novità emersi in questo contesto: in particolare lo spostamento dell’asse geografico delle migrazioni, con una crescente affermazione dell’immigrazione proveniente dai paesi dell’Est, la forte crescita della componente femminile, la crescente presenza di processi di stabilizzazione nella società italiana da parte degli immigrati, rilevata soprattutto nel mercato del lavoro.
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Gli utenti extracomunitari dei Centri per l'impiego: un'indagine esplorativa
Nella Sezione: Immigrare in Italia. Il mercato del lavoro
Secondo quanto rilevato nell’ultimo «Monitoraggio sui Servizi per l’impiego» dell’Isfol la quota di lavoratori non comunitari iscritti ai Centri per l’impiego (Cpi) è di oltre 260 mila, con un’incidenza che a livello nazionale raggiunge il 6,5%, ma con picchi che in alcune province sfiorano il 30% degli iscritti. La stabilità e la consistenza della presenza delle comunità straniere in Italia si traduce, quindi, nel progressivo coinvolgimento dei servizi pubblici che si devono via via confrontare con un’utenza che, nella generalità dei casi, avanza richieste non riguardanti strettamente il mercato del lavoro, anche se a questo legate, alle quali
è possibile rispondere soltanto con competenze e figure professionali specifiche.
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