L’evoluzione dei modelli di uscita dalla famiglia d’origine. Uno studio in cinque aree urbane italiane
Nella Sezione: Generazioni, età e cambiamento sociale
L’articolo presenta alcuni risultati di una ricerca sui modelli di uscita dalla famiglia d’origine nel quadro più generale del processo di transizione alla vita adulta. Come la letteratura specialistica ha evidenziato, la situazione italiana si segnala nel panorama europeo per la persistenza di modelli tradizionali di passaggio alla condizione adulta e per la tardiva uscita dei giovani dalla casa dei genitori. In particolare, l’analisi cerca di documentare le eventuali trasformazioni avvenute nelle modalità con le quali viene abbandonata la casa dei genitori mettendo a confronto gli individui nati tra il 1934 e il 1974. L’evidenza mostra che nelle aree urbane centro-settentrionali il processo di erosione del matrimonio come modalità egemone di uscita dalla famiglia d’origine è decisamente avviato, con una progressiva affermazione di soluzioni «innovative» (single e convivenze); al contrario nelle due aree meridionali non vengono rilevate discontinuità di rilievo. Anche su questo terreno la frattura Nord/Sud si rivela un’utile categoria analitica.
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Le difficoltà dei giovani all’uscita dalla casa dei genitori - Un’analisi del rischio
Nella Sezione: Generazioni, età e cambiamento sociale
Alla grande varietà nei tempi e nei modi dell’uscita dalla casa dei genitori in Europa corrisponde anche una varietà nel sistema di vincoli ed opportunità (comprese le forme istituzionali di supporto) che i giovani sperimentano nel loro delicato passaggio alla vita adulta. In questo lavoro gli autori presentano un’analisi della «vulnerabilità» dei giovani europei nella fase immediatamente successiva all’uscita dalla famiglia di origine. I risultati ottenuti mettono in evidenza come le risorse individuali, quelle familiari e le condizioni all’uscita, non agiscono in modo omogeneo su tutto il territorio europeo.
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Infanzie e bambini - Generazioni tra cura e autonomia
Nella Sezione: Generazioni, età e cambiamento sociale
La riflessione sull’infanzia, centrale nella cultura contemporanea, si è tradotta nelle scienze sociali in una elaborazione che ha visto delinearsi da un lato una sociologia dell’infanzia e, dall’altro, una sociologia dei bambini. Il riferimento al concetto di generazione apre la possibilità di ridare fondamento sociologico ad entrambe le prospettive nel loro percorso verso l’autonomia, che va considerato nel suo intreccio con le strutture sociali che ne definiscono a loro volta modalità e strumenti. Questi riferimenti e osservazioni sono indispensabili quando ci si confronta con le tematiche relative all’attribuzione di diritti soggettivi ai bambini
e alla ridefinizione delle politiche sociali loro rivolte.
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Una nuova gestione delle età in una società longeva
Nella Sezione: Generazioni, età e cambiamento sociale
L’allungamento della vita mette in discussione il modello culturale dell’organizzazione delle età e dei tempi sociali; del resto il modello del ciclo di vita a tre tempi è stato progressivamente sconvolto dalle trasformazioni sociali intervenute negli ultimi decenni. In questo contesto l’impianto tradizionale del welfare state, che ricalca la suddivisone per età, non è più in grado di assicurare in modo adeguato la protezione sociale. L’autrice analizza le strategie di gestione del cambiamento adottate da alcuni paesi con un riferimento particolare alla Francia, criticandone logiche e modalità di gestione che si sono rivelate incapaci di rispondere ai nuovi bisogni di sicurezza e che hanno generato una spirale di effetti perversi rafforzando le barriere e gli stereotipi fondati sull’età ed incoraggiando logiche discriminatorie basate sull’età. Occorrono nuove politiche di gestione del ciclo di vita: la sfida è inventare una nuova forma di sicurezza in grado di conferire continuità a traiettorie di vita individualizzate ed incerte.
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Generazioni sociali, prospettive di vita e sostenibilità del welfare
Nella Sezione: Generazioni, età e cambiamento sociale
La «sostenibilità» è un tema centrale per analizzare le riforme del welfare state, essa poggia in buona parte sui principi di solidarietà intergenerazionale che richiedono che le promesse fatte oggi siano mantenute tra quaranta o sessanta anni. Le riforme delle pensioni hanno la finalità di correggere questi squilibri, ma la riscrittura del contratto tra le generazioni è un’operazione delicata, poiché non è possibile conoscere chi pagherà realmente il prezzo più alto. In questo contributo vengono analizzati gli squilibri generazionali e l’entità della frattura tra le generazioni, soprattutto in relazione alla sostenibilità dei sistemi di protezione sociale e alla distribuzione del benessere in Francia e, secondariamente, in Italia. Le imponenti fluttuazioni generazionali relativamente alle esperienze di vita caratterizzano del resto la società francese e, anche se diversamente, quella italiana. La frattura è tra le generazioni nate prima del 1955 e le generazioni nate dopo; queste ultime conoscono, al contrario delle prime, un forte rallentamento economico, un alto tasso di disoccupazione giovanile e si trovano spesso in una condizione di outsiderizzazione irreversibile.
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Uno sguardo sanitario sul corso della vita anziana
Nella Sezione: Generazioni, età e cambiamento sociale
L’articolo si propone come riflessione di un gruppo di lavoro, eterogeneo per ruoli e competenze, su un ampio spettro di esperienze (studi osservazionali in medicina generale, analisi epidemiologiche di grandi data base amministrativi, sorveglianza e valutazioni di efficacia e sicurezza di interventi) su popolazioni
di anziani-sempre-più-anziani in contesti domiciliari e/o residenziali. A partire dall’ambiguità del rapporto tra medicina e società che invecchia gli autori propongono alcuni concreti scenari di lettura di dati sanitari relativi a spesa farmaceutica, costi ospedalieri e percorsi assistenziali. La distribuzione-frammentazione dell’universo-anziani, apparentemente compatto, in popolazioni o coorti straordinariamente differenti per gravità clinica, gravosità assistenziale, contesti e complessità di vita, appare condizione obbligatoria per ricercatori capaci di attenzione ai molteplici percorsi della vita anziana.
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