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Martedì, 1 Marzo 2011 (All day) Roma

Dal seme gettato con il "Manifesto.

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Martedì, 1 Marzo 2011 (All day) Roma
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Fuori dal tema

Seminario Inca - Bruxelles, 23-24 giugno 2005 - Politiche pensionistiche e modello sociale europeo

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Nel numero

Tempi e orari

Nella Sezione: Fuori dal tema

La riforma dei sistemi pensionistici nei diversi paesi europei è ormai da anni al centro del dibattito politico e scientifico. La necessità di far fronte al nuovo contesto socio-economico ha determinato ovunque l'introduzione di nuove misure per il riordino delle istituzioni. Per promuovere un'ampia discussione sulle innovazioni legisltive già introdotte e sulle prospettive di ulteriore impegno per la modernizzazione dei sistemi pensionistici, il seminario svoltosi a Bruxelles il 23-24 giugno 2005, dal titolo «Politiche pensionistiche e modello sociale europeo» organizzato da Inca, Cgil e Ferpa (Federazione europea delle persone anziane e dei pensionati), con la collaborazione dell'Observatoire social européen, ha sviluppato il confronto tra esperti del settore e parti sociali. Qui vengono pubblicati due lavori presentati in quell'occasione.
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L'Ise alla prova dei fatti: uno strumento irrinunciabile, da riformare

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Case difficili

Nella Sezione: Fuori dal tema

Il lavoro presenta un quadro della più recente evoluzione applicativa dell’Ise allo scopo di fornire alcuni spunti di riflessione per una eventuale revisione dell’istituto. L’analisi si avvale delle evidenze contenute nel recente Rapporto Isee 2006 del Ministero della Solidarietà sociale e fornisce un quadro della dimensione del ricorso all’Ise aggiornato al 31.12.2004, con riferimento all’insieme delle prestazioni che adoperano quale criterio di selezione l’Ise e alla composizione e alle caratteristiche socio-economiche delle famiglie richiedenti prestazioni. Nel paragrafo conclusivo si considerano alcune ipotesi di riforma dell’istituto, con particolare riferimento alla definizione della componente reddituale e al ruolo delle franchigie patrimoniali.
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Fuori dal tema - Speciale Inca

Welfare e individualizzazione. Dimensioni e processi

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Nella Sezione: Fuori dal tema

In questo articolo si mettono in luce le diverse dimensioni e i diversi significati che il concetto di individualizzazione ha assunto e va assumendo nel dibattito sulle trasformazioni del welfare. Dall’individualizzazione come processo riguardante la natura dei nuovi rischi sociali, si arriva a inquadrare il fenomeno come fattore di mutamento più generale delle società contemporanee, nelle duplici e ambivalenti interpretazioni che se ne possano ricavare. Ovvero come progressiva perdita delle certezze e regressione individualistica, ma anche come possibilità di affrancamento da parte di individui più soli rispetto al passato ma al tempo stesso più liberi di autodeterminarsi. Nella prospettiva di realizzazione dell’individuo nell’accezione seniana di libertà di conseguire vengono tematizzate e analizzate varie politiche sociali e del lavoro che riguardano la promozione dell’empowerment, inteso come promozione delle capacità individuali nell’accesso e fruizione delle politiche, nel rapporto con le istituzioni e altresì al suo culmine come processo teso a promuovere la partecipazione consapevole, singola o associata, al policy making.
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Isee: il ruolo dei Caaf

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Ssn

Nella Sezione: Fuori dal tema

I Centri autorizzati di assistenza fiscale (Caaf) rivestono un ruolo molto importante nella presentazione e elaborazione delle dichiarazioni Isee, che si è andato ampliando nel tempo, tanto che oggi i Caaf rappresentano i partner principale dell’Inps per la raccolta delle Dichiarazioni sostitutive uniche (Dsu) e l’invio alla banca dati nazionale. Essi svolgono in questo modo una fondamentale funzione di «consulenza» popolare. L’articolo ripercorre l’evoluzione del loro ruolo da quando – nel 1998 – fu utilizzato per la prima volta il nuovo strumento di calcolo.
Parole chiave: Caaf :: Isee :: Inps :: previdenza ::
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Europa sociale o Europa liberoscambista? Il futuro del modello sociale europeo

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Tempi e orari

Nella Sezione: Fuori dal tema

Pur non sottacendo gli aspetti problematici presenti nei welfare states europei, l’autrice mette in luce la violenza della riproposizione dell’ideologia neoliberista e la continua mortificazione degli aspetti più salienti del modello sociale europeo secondo logiche deterministiche dei modelli economici e processi naturali ineluttabili. Le conclusioni a cui arriva sono che nei welfare states europei non appaiono all’opera i fattori ipotizzati dalla letteratura della crisi; e che non sembra essere in atto la restrizione della gamma di percorsi evolutivi possibili per le società del futuro implicita nell’idea schematica della «convergenza» verso il modello americano propria di questa letteratura. L’articolo analizza le ipotesi alternative alle teorie della crisi e alla demolizione del «modello sociale europeo» ed esplora attraverso l’approccio dello «sviluppo umano» le sinergie possibili tra sviluppo economico e sviluppo sociale, tra competitività e giustizia, tra diritti e crescita, che possono tornare di nuovo a configurare il welfare come «fattore produttivo».
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Housing matters: invecchiamento, politiche abitative e innovazione

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Nella Sezione: Fuori dal tema

Il rapido e diffuso invecchiamento della popolazione impone ai sistemi di welfare la ricerca di soluzioni politiche anche fortemente innovative. Nei grandi agglomerati urbani, in particolare, la necessità di contrastare diffusi fenomeni d’isolamento, solitudine e impoverimento delle relazioni sociali della terza e quarta età, impone l’esplorazione di nuovi investimenti nell’ambito dell’housing sociale, di promozione delle capacità della popolazione anziana e di allargamento del bacino di solidarietà. In questo saggio, gli autori dopo aver passato in rassegna le principali soluzioni abitative per l’età anziana adottate in alcuni dei maggiori paesi europei, presentano i primi risultati di un approfondito studio sulle esperienze di senior co-housing in Svezia, Danimarca, Paesi Bassi e Italia.
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Lo Stato sociale in Italia - Un decennio di riforme - Rapporto Irpps-Cnr 2003-2004

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Migrazioni

Nella Sezione: Fuori dal tema

Il decennio di riforme a cui accenna il titolo di questo volume (l'ultimo di una serie che l'Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali dedica da circa un decennio, finora sotto le insegne del'Iridiss, sempre Cnr, di Penta di Fisciano, all'evoluzione del nostro stato sociale) è quello compreso tra il 1991 e il 2000. Tale periodo si avvia con le leggi sul volontariato e la cooperazione sociale, entrambe del 1991, e si chiude con la legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali (2000), passando per la seconda riforma sanitaria (d.lgs. 502 e 517 del 1992), la legge sull'handicap (1992), la regolamentazione delle Onlus (1997) e il decreto sulle fondazioni bancarie ed ex bancarie che è del 1999, più qualche altro scampolo normativo.
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Paradigmi economici e riforma del welfare nelle politiche europee

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Il modello tradizionale del welfare state è entrato in crisi, per fattori demografici, per il ruolo della donna nella società, per il passaggio da un’economia industriale ad una di servizi, e, soprattutto, per gli effetti della globalizzazione. Quest’ultima porterà a esiti positivi o negativi? Sono in atto tendenze che porteranno ad un nuovo modello di welfare europeo? Liberisti e marxisti danno una lettura deterministica di tali processi, ottimistica, la prima, pessimistica, la seconda. Più variegate e potenzialmente interessanti le posizioni degli istituzionalisti euro-ottimisti, che ritengono, nell’ambito di una visione che resta tuttavia condizionata dall’economia neoclassica, che vi sia spazio per un ruolo positivo delle istituzioni, europee in particolare, per uscire dalla crisi. Una lettura disincantata del processo di Lisbona mostra però che l’Europa si muove troppo lentamente e su linee fondamentalmente liberiste. È necessario fare riferimento a politiche macroeconomiche europee più coraggiose e ad un insieme di valori nuovi, il welfare dello sviluppo umano, e sulla base dei principi ispiratori di tale visione definire le nuove politiche sociali.
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Le riforme Irpef 2003-2005: considerazioni e ipotesi di evoluzione

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Dopo un esame dei tratti salienti della nuova Irpef 2003 e della riforma del 2005, gli autori sviluppano due tipi di scenari per possibili riforme. Prima tratteggiando tipi di proposte che, nel solco delle impostazioni vigenti, darebbero luogo a correttivi ed integrazioni atti a migliorarne l’impatto. Nelle conclusioni, invece, si delineano scenari di riforma non più vincolati dall’impianto emerso dalla legge delega in scadenza: mantenimento della funzione redistributiva dell’Irpef, trasparenza della struttura impositiva mediante coincidenza di aliquote marginali effettive e legali, spese per carichi familiari ed altri oneri agevolati attraverso detrazioni fisse, elementi di superamento dell’incapienza a vantaggio dei più poveri.
Parole chiave: redistribuzione :: bilanci famiglie :: fisco :: Irpef ::
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Fuori dal tema - Speciale Inca

Tutela individuale. Azione sindacale e ruolo del patronato: un confronto europeo

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Nella Sezione: Fuori dal tema

L’articolo illustra e riassume i primi risultati di una ricerca comparativa sull’azione sindacale di tutela individuale in Italia e in Europa, promossa dall’Inca-Cgil in vista del XVI Congresso generale della Cgil. Vengono esaminati cinque paesi europei: Belgio, Francia, Germania, Regno Unito e Svezia. Punto di partenza di tutta la comparazione è il patronato sindacale italiano, la cui azione non ha corrispettivi immediati in nessun altro paese. Prendendo in prestito una terminologia consolidata tra gli studiosi dei regimi di welfare, l’autore mette in evidenza la connotazione universalistica dei servizi dei patronati italiani e quella selettiva, di tipo occupazionale, dei sindacati degli altri paesi. La comparazione fa emergere in ciascun paese una diversa «mappa della tutela individuale», che assume valore se letta in relazione ai connotati specifici del proprio sistema culturale, giuridico e sociale.
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