Meritocrazia. Un’altra promessa mancata della modernità?
Nella Sezione: Declinando il principio del merito, fra valore e ambiguità
Il concetto di merito attraversa tutta la storia delle scienze sociali. Segna il passaggio da criteri ascrittivi a criteri acquisitivi nell’allocazione delle posizioni sociali e stabilisce un principio di giustificazione delle diseguaglianze sociali. Numerose ricerche hanno dimostrato che il ruolo del merito nel determinare la posizione sociale delle persone è continuamente sfidato da meccanismi di riproduzione delle diseguaglianze sociali di tipo ascrittivo. Indirizzi recenti della ricerca sociale che fanno riferimento al concetto di rete e di capitale sociale aggiungono nuovi elementi di spiegazione della persistenza di meccanismi non meritocratici nell’allocazione delle posizioni sociali. Ma i valori della meritocrazia sono sfidati non soltanto sul terreno dei processi allocativi ma anche su quello dei processi strutturali.
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Equità o eguaglianza? Tendenze ad auto-favorirsi di individui e gruppi
Nella Sezione: Declinando il principio del merito, fra valore e ambiguità
Il saggio presenta e discute i risultati sperimentali di uno gioco dell’ultimatum in cui gli individui possono scegliere tra distribuzioni di equità o uguaglianza. Le tendenze ad auto-favorirsi sono comuni in tutte le situazioni dove il Proponente pensa di meritare più della Controparte. I criteri basati sul merito sono generalmente accettati, e chiariscono che una distribuzione equa non è così diversa da una eguale. Si nota che quando sono coinvolti gruppi differenti vi è maggiore diffidenza e antagonismo. In questo caso
il criterio meritocratico diviene meno accettabile, a meno che non sia chiaro che entrambi i gruppi vi si atterranno. Questi risultati suggeriscono che nelle situazioni reali di contrattazione, i criteri meritocratici possono risultare accettabili se le regole sono trasparenti e il loro monitoraggio può essere fatto in modo aperto da entrambi i gruppi.
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Genere ed eccellenza
Nella Sezione: Declinando il principio del merito, fra valore e ambiguità
L’eccellenza è quell’insieme di abilità e competenze che consente a un essere umano di produrre conoscenza nuova e utile. L’eccellenza non è una variabile data in natura. Il presente articolo costruisce un modello grafico della produzione di eccellenza, ne esamina le proprietà sotto diverse assunzioni circa le diverse abilità che vengono considerate rilevanti e circa i diversi standards che possono essere usati per misurarle. Questo processo può essere distorto, cioè costruito in modo tale da selezionare prevalentemente persone di un solo sesso. Pertanto, la definizione dell’eccellenza e la sua creazione sono il risultato di fattori non solo personali ma anche interpersonali, non soggettivi ma di contesto. Il lavoro introduce inoltre un modello ausiliario della circolazione della informazione scientifica che spiega uno dei possibili meccanismi per cui le donne hanno maggiori probabilità di trovarsi fuori dalla rete di relazioni scientifiche rispetto a uomini con identiche capacità.
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A difesa della meritocrazia? Concezioni alternative del ruolo del merito all’interno di una teoria della giustizia
Nella Sezione: Declinando il principio del merito, fra valore e ambiguità
Promuovere la meritocrazia è uno degli obiettivi più invocati nel sentire comune in materia di giustizia distributiva. In ambito di riflessione teorica, la situazione è, però, assai diversa. Il merito è da più parti difeso, tuttavia, assai diffuse sono le posizioni critiche nei confronti della meritocrazia. Il saggio presenta e discute le principali obiezioni ed alternative alla meritocrazia sviluppabili dalla prospettiva dell’egualitarismo liberale. La posizione che si difende è una in cui il merito abbia un ruolo minore di quello riconosciuto dalla meritocrazia, pena una legittimazione degli effetti del caso, in misura incompatibile con l’uguaglianza morale alla base dell’egualitarismo liberale, ma maggiore di quello riconosciuto dalle posizioni più critiche, pena la violazione del riconoscimento dello sforzo volontario e della libertà di scelta. Più in particolare, il merito rappresenterebbe l’elemento cruciale ai fini dell’accesso alle carriere. Rappresenterebbe, altresì, un titolo valido per remunerazioni differenziate, ma solo una volta assicurata una base esigente di eguaglianza distributiva, a prescindere dai meriti.
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