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RPS 3 2017

È online il numero 3/2017 di Rps. Il fascicolo dedica la sezione monografica al futuro dei diritti sociali in Europa. Nella sezione Attualità si discute di politiche fiscali e welfare.

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ATTUALITA' - Il cantiere previdenziale dopo il verbale governo-sindacato

Il verbale Pensioni 2016: rispondere alle emergenze ma ridefinire una prospettiva

Articolo scritto da:

Nella Sezione: ATTUALITA' - Il cantiere previdenziale dopo il verbale governo-sindacato

Il verbale di sintesi del 28 settembre 2016 intervenuto tra il governo e Cgil-Cisl-Uil segna un primo passo d’interventi sul tema della previdenza. Parte da alcune emergenze, come i lavoratori precoci e gli addetti ai lavori usuranti e l’intervento a sostegno delle pensioni in essere, per arrivare a definire una griglia di materie che saranno oggetto del confronto nei primi mesi del 2017. Non tutte le soluzioni individuate sono a nostro giudizio all’altezza delle problematiche presenti, a partire dalla scelta del governo di non percorrere la strada dell’intervento in ambito previdenziale per anticipare le uscite per le pensioni di vecchiaia ma quella di uno strumento di anticipo finanziario. Negli interventi e nella prospettiva sono però presenti novità positive come il riconoscimento della diversità dei lavori ai fini dell’accesso al pensionamento e dell’adeguamento dei requisiti all’attesa di vita. Siamo davanti a primi passi, la valutazione non potrà che realizzarsi al termine del percorso di confronto che nella «fase 2» riguarderà in particolare gli interventi sulla necessità di correttivi al sistema contributivo.
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Pensioni: una storia senza fine?

Articolo scritto da:

Nella Sezione: ATTUALITA' - Il cantiere previdenziale dopo il verbale governo-sindacato

Negli ultimi vent’anni il sistema pensionistico italiano è stato oggetto di continui interventi di riforma che hanno modificato il metodo di calcolo, con il passaggio al contributivo, elevato i requisiti di età per il pensionamento e rallentato l’indicizzazione delle pensioni all’inflazione. Scopo principale delle riforme è stato contenere nell’immediato la spesa pensionistica e renderla finanziariamente sostenibile nel medio lungo periodo. L’articolo fa una sintesi degli andamenti economici e finanziari del sistema previdenziale, in chiave retrospettiva e nelle proiezioni di lungo termine. Ciò che emerge conferma come gli interventi del legislatore abbiamo conseguito importanti risultati sul piano della sostenibilità finanziaria. Tuttavia, il venir meno di alcuni elementi qualificanti del progetto originale alla base della riforma del 1995, la cui gradualità si è scontrata con i vincoli stringenti di bilancio, ha acuito i problemi di protezione per i giovani, le donne e i lavoratori più svantaggiati. Anche gli interventi dell’ultima Legge di bilancio non affrontano il problema dei meccanismi ridistributivi idonei a ridurre i rischi di reddito e a proteggere i lavoratori più deboli
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Le pensioni al nodo dell’equità: dalla Riforma Poletti-Renzi alla «Fase 2»

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Nella Sezione: ATTUALITA' - Il cantiere previdenziale dopo il verbale governo-sindacato

La riforma pensionistica licenziata con la Legge di stabilità 2017 contiene numerose misure che segnano una significativa discontinuità rispetto ai provvedimenti anti-crisi adottati nel periodo 2009-11. Ciò non soltanto per il carattere espansivo dell’intervento, che mira in primo luogo a contrastare le più dure conseguenze sociali delle riforme precedenti, ma anche perché la riforma riconosce il principio che, ove giustificate sul piano dell’equità, regole previdenziali diverse possano sussistere per differenti figure professionali e categorie di lavoratori. Fino a che punto, tuttavia, le misure adottate possono ritenersi adeguate, ed efficaci, nell’affrontare le principali criticità del sistema pensionistico italiano, quale emerso da due decenni di riforme prevalentemente sottrattive, e che ne hanno ridisegnato l’architettura in senso multi-pilastro? L’articolo mira dunque a rispondere al quesito valutando i provvedimenti contenuti nella Riforma Poletti-Renzi rispetto a quattro fondamentali dimensioni: sostenibilità economico-finanziaria, inclusività del sistema e avanzamento del processo di riconfigurazione multi-pilastro, adeguatezza delle prestazioni, equità del sistema.
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