Presentazione
Nella Sezione: presentazione
In un tempo segnato dalla crisi economica e finanziaria globale, la questione giovanile rappresenta una sfida incalzante per i governi di tutti i paesi occidentali. Il fascicolo approfondisce i principali temi all’ordine del giorno nella condizione giovanile europea e italiana, fornendo spaccati del mercato del lavoro, della fuga dei cervelli, dell’inattività che caratterizza l’intervallo fra fine degli studi e inizio del lavoro, delle logiche alla base delle recenti riforme della scuola e dell’Università. E in molte analisi risalta la drammaticità della situazione meridionale e su tutte campeggia la condizione caratterizzata dal precariato, cui è dedicata la “parola chiave” (Standing). Viene dunque illustrata la proposta di una pensione contributiva di garanzia per fronteggiare il rischio delle insufficienti rendite pensionistiche dei giovani oggi occupati in attività discontinue. Dopo i contributi dedicati agli squilibri e alle politiche occupazionali e sociali di molti paesi europei, si analizzano le condizioni di lavoro spesso gravose e rischiose dei giovani occupati, i processi di transizione scuola-lavoro, la presenza e il ruolo dei servizi nell’occupazione delle madri.
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I giovani e il mercato del lavoro in Italia
Nella Sezione: Fermo Italia
Il fenomeno della difficile inclusione dei giovani nel mercato del lavoro appare in Italia molto più marcato
rispetto agli altri paesi. La lunga transizione scuola-lavoro si accompagna a bassi tassi di occupazione, elevata disoccupazione, una concentrazione crescente in lavori insicuri, con rischio di intrappolamento nella precarietà. Le riforme adottate negli ultimi decenni hanno aumentato il grado di flessibilità del mercato del lavoro soprattutto liberalizzando i contratti a termine, al fine di favorire l’inclusione nell’occupazione dei
giovani. Ciò ha portato a una accentuazione della segmentazione con la concentrazione dei giovani nei lavori insicuri. L’elevata disoccupazione giovanile si è ridotta fino agli anni pre-crisi, ma al costo di una
accresciuta precarietà. L’impatto della crisi sui giovani è stato drammatico, proprio per l’elevata incidenza di lavori a termine. Il deterioramento del quadro occupazionale ha eroso i deboli progressi registrati nel periodo precrisi, accentuando le criticità esistenti.
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Giovani talenti che lasciano l’Italia: fonti, dati e politiche di un fenomeno complesso
Nella Sezione: Fermo Italia
L’attenzione pubblica nei confronti del brain drain, fenomeno noto in Italia come «fuga di cervelli»,
è cresciuta molto negli ultimi anni. Alla base dei flussi di giovani qualificati c’è anche la crescente
competizione internazionale per coltivare e attrarre i talenti migliori, il cui valore è considerato uno degli
elementi chiave dello sviluppo delle economie avanzate in questo secolo. Una competizione che vede il nostro
paese in forte difficoltà. In questo contributo proponiamo una lettura del fenomeno a partire dalla
letteratura scientifica e prendendo in esame alcuni dati nazionali e internazionali, evidenziando inoltre gli aspetti più critici delle fonti informative a disposizione. Sviluppiamo, infine, alcune riflessioni sui costi
e sulle implicazioni potenzialmente positive del fenomeno.
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I Neet. Disparità territoriali e il difficile ingresso dei giovani italiani nel mercato del lavoro
Nella Sezione: Fermo Italia
L’articolo descrive e analizza il preoccupante fenomeno dei giovani che non sono impegnati né in
istruzione né in attività lavorative (secondo l’ormai noto acronimo, i Neet, Not in education, employment
or training) e, più in generale, il problema relativo alla grande difficoltà di accesso dei giovani al
mercato del lavoro, sulla base dei dati della Rilevazione sulle forze di lavoro Istat e dell’indagine Istat ad
hoc Ingresso dei giovani nel mercato del lavoro 2009, concordata in sede comunitaria. L’analisi proposta
evidenzia come significative differenze territoriali nella partecipazione dei giovani al mercato
del lavoro si generino già nel momento di uscita dal sistema di istruzione e come la forte
vulnerabilità economica e sociale dei giovani in particolare meridionali renda necessaria la creazione
di sbocchi di lavoro idonei, pena la perdita di intere coorti di giovani che, nonostante le loro
aumentate competenze, rischiano di rimanere definitivamente al di fuori del mercato del lavoro.
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