Competenza
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La competenza è difficilmente descrivibile secondo prestazioni prevedibili nell'ambito di un processo ordinato di esecuzione. Ogni atto o manifestazione palese investe, di fatto, abilità e capacità che sono sempre il risultato di elaborazioni mentali complesse, anche quando l'azione non sembra presentare particolari difficoltà. La competenza è un insieme di capacità, teoriche e pratiche. È uno degli esiti dell’azione del conoscere. Dipende dal contesto di vita, dalle condizioni di lavoro, dalle esperienze, dalla formazione ricevuta, dalla padronanza della lingua e dei sistemi simbolici. Fonda sul controllo esercitato dall’individuo sul proprio comportamento cognitivo e operativo. Consente un adattamento flessibile alle diverse situazioni, permette di risolvere problemi nuovi, non riducibili a un sapere disciplinare. Orienta i processi di decisione e di scelta.
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«Ri-familiarizzazione?»
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Il saggio esamina la tematica del sostegno di welfare alle responsabilità familiari in Italia, proponendo una ricostruzione cronologica della emersione della categoria della de-familiarizzazione e sottolineando spostamenti di contenuto che il dibattito attuale sembra sottovalutare, ma che hanno importanti ricadute sulla sua possibile valenza emancipativa nell’ottica del superamento degli squilibri di genere della protezione sociale. Ci si chiede anche in che misura l’utilizzo della de-familiarizzazione ponga il problema dei possibili limiti della tendenza all’individualizzazione dei diritti sociali.
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Responsabilità familiari e welfare regimes
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Nell’articolo si ricostruisce come il tema delle responsabilità familiari sia emerso nella discussione sul ridisegno
del welfare in alcuni paesi prima che in altri e si cerca di precisare come la tematica si sia intrecciata al dibattito sulla modellistica comparativa dei welfare states. Risulta allora che la dimensione di familizzazione /defamilizzazione delle politiche sociali diventa un ambito cruciale di studio, in larga parte inesplorato, da considerare in parallelo a quella relativa alla commodificazione/decommodificazione, anche per poter progettare la difesa o il rilancio del welfare state in termini nuovi e adatti al nostro paese.
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«Privatizzazione»
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Nell’articolo vengono presentate e discusse tre accezioni del termine «privatizzazione» riferito al sistema
di welfare: sul versante dei meccanismi di finanziamento, sul versante del ruolo dei corpi intermedi, sul versante della erogazione delle prestazioni. La prima opzione – sostituzione in misura più o meno ampia degli
attuali sistemi di assicurazione pubblica con sistemi di assicurazione privata – in realtà peggiora la sostenibilità macroeconomica della spesa e ha implicazioni negative rispetto agli obiettivi del welfare.
La seconda accezione – una Big society basata sul trasferimento dallo Stato ai corpi intermedi della titolarità degli interventi di politica sociale – prefigura una idea premoderna di cittadinanza, frammentata in funzione delle appartenenze di gruppo o categoria. L’articolo si conclude presentando la terza accezione e collocandola nel quadro di un intervento pubblico di governo del sistema che valorizza il ruolo del mercato e dell’iniziativa privata nel campo dell’erogazione dei servizi, per migliorarne l’efficienza e l’aderenza ai bisogni.
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