19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)
In un tempo in cui l’incertezza sul futuro condiziona drammaticamente l’Unione Europea la conferenza si interroga sulla sua integrazione sociale e politica.
L’articolo illustra come il concetto di investimento sociale, che aveva caratterizzato il periodo neoliberista della Banca mondiale e che è insito nel discorso del capitalismo, sia stato rielaborato verso la metà degli anni novanta in modo da essere tradotto, tra l’altro, in un pacchetto di politiche e programmi mirati a combattere la povertà e aumentare il grado di sicurezza del reddito in Europa e America latina. In particolare, vengono qui descritti gli aggiustamenti di tre dimensioni dei regimi di cittadinanza in queste due regioni. Il confronto si basa sull’assunto che, pur avendo storie politiche spesso assai diverse, le Americhe e l’Europa hanno tuttavia importanti punti in comune nelle rispettive esperienze di cittadinanza sociale. A metà anni novanta, con il moltiplicarsi dei problemi sociali nell’area Ocse e nei paesi soggetti alle direttive del Washington consensus per l’aggiustamento strutturale, l’entusiasmo per il neoliberismo è scemato e le comunità di decision maker hanno iniziato a cercare delle alternative, seppure senza ritornare alle esperienze del passato.
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