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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)

In un tempo in cui l’incertezza sul futuro condiziona drammaticamente l’Unione Europea la conferenza si interroga sulla sua integrazione sociale e politica.

[...]

19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)
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Migrazioni

Dimensioni sociali e Policy Making

3

2004

Luglio - Settembre

nota del direttore

Nota del Direttore

Cittadini del mondo. Questo, a nostro modo di vedere, lo status potenziale e in qualche modo inevitabile di coloro che migrano. E invece eccoci ancora lontani da questo sviluppo e tuttora costretti a vivere le contraddizioni di un paese, l’Italia, che per eredità storiche, tradizioni culturali e collocazione geografica stenta ancora a misurarsi, come le ricorrenti, tragiche e infinite cronache estive ci ricordano annualmente di dover fare, con il lato brutale della globalizzazione e il volto disumano del migrare. Un volto inaccettabile per paesi democraticamente evoluti, che ha drammaticamente contribuito all’intenzione, dichiarata negli ultimi mesi dal governo in carica, di sviluppare condizioni economiche e politiche di sostenibilità grazie a patti bilaterali con i paesi cosiddetti esportatori di manodopera e ad accordi con l’Europa.
Prezzo:20.00€
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Migrare nel mondo. Spinte e tendenze globali

L'immigrazione nei paesi Ocse: un panorama sfaccettato

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L’articolo considera le principali evoluzioni in materia di migrazioni internazionali nei paesi Ocse, i cui flussi sono stati profondamente modificati da grandi avvenimenti geopolitici che hanno segnato l’inizio del terzo millennio e la fine del precedente. Parallelamente al persistere delle migrazioni tradizionali, si assiste all’emergere di correnti migratorie nuove. Partendo da questa analisi, gli autori identificano alcune delle sfide future, in particolare per quanto concerne la mobilità internazionale della manodopera – specie quella altamente qualificata – e l’integrazione dei lavoratori stranieri o migranti nel mercato del lavoro, a cui dovranno rispondere le politiche migratorie per poter soddisfare i bisogni del mercato del lavoro e allo stesso tempo rispondere agli impegni internazionali e umanitari.
Migrazioni in Europa: temi e tendenze

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L’articolo descrive l’attuale situazione demografica e il trend migratorio in Europa, analizzando le differenze che derivano dall’uso di criteri diversi nella classificazione degli stranieri. Vengono presi in esame il recente e impatto dell’allargamento della Ue, il potenziale migratorio Est-Ovest e il crescente numero di immigranti nei paesi del Sud Europa. Secondo l’autore, l’integrazione dei cittadini provenienti da paesi terzi è divenuta una questione chiave delle relazioni interne all’Europa, ed è per rispondere a questo bisogno che si stanno modificando le politiche nazionali. Per quanto riguarda l’integrazione, l’articolo considera la situazione di Austria, Germania e Olanda. Infine l’attenzione viene rivolta alle politiche comuni dell’Ue per ciò che riguarda la gestione dei flussi migratori e il controllo delle frontiere, l’asilo politico e i ricongiungimenti familiari.
Globalizzazione e migrazioni

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Nel saggio vengono analizzati i modi attraverso cui i flussi migratori internazionali sono condizionati da dinamiche politico-economiche più ampie. Né la povertà e né la disoccupazione sono condizioni sufficienti per comprendere i flussi migratori. L’attenzione viene qui posta su tre tipi di condizioni economiche che possono indurre gli individui a emigrare: condizioni strutturali che hanno a che fare con i tipi di legame determinati dall’internazionalizzazione economica nelle sue molte configurazioni (forme coloniali antiche o recenti forme neocoloniali, particolari tipi di legame determinati dalle forme attuali della globalizzazione economica); il reclutamento diretto di lavoratori immigrati da parte di datori di lavoro, di governi per conto di questi ultimi, o ancora attraverso la rete degli immigrati; il traffico, in un contesto di crescente illegalità, di uomini, donne e bambini.
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Immigrare in Italia. Azione normativa e processi di strutturazione sociale

Il lavoro degli immigrati nella legge Bossi-Fini: diritto comparato e politiche comunitarie

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Il saggio analizza gli snodi centrali della legge n. 189/2002 (cosiddetta legge Bossi-Fini), con specifico riferimento alle innovazioni in materia di disciplina dell’immigrazione per motivi di lavoro. L’analisi è condotta in una prospettiva di comparazione con i principali paesi europei e alla luce delle politiche comunitarie che si vanno delineando sulla base delle nuove competenze attribuite alla Comunità europea dal Trattato di Amsterdam. La chiave di lettura adottata consente di mettere in luce soprattutto un difetto metodologico della recente riforma italiana dell’immigrazione per lavoro, riassumibile nella eccedenza del messaggio politico rispetto alla sostanza normativa: un dato dal quale discendono effetti distorsivi sul piano interpretativo-applicativo e un certo appiattimento sulle posizioni meno innovative e/o più regressive della disciplina comunitaria in via di definizione.
Aspettando la prossima sanatoria? I nodi irrisolti delle politiche migratorie italiane

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Le politiche migratorie italiane rappresentano un campo di policy fortemente conflittuale, dove vengono frequentemente presentate proposte di riforma apparentemente opposte e polarizzate. È quindi diffusa l’impressione che tale campo sia stato caratterizzato da forti e opposte discontinuità negli ultimi decenni. In queste pagine verrà documentato come le scelte di politica migratoria italiane siano state invece caratterizzate da forti continuità di lungo periodo su due punti cruciali: l’assenza di una politica realistica degli ingressi e il mancato sviluppo di una politica di stabilizzazione della popolazione straniera già presente. Sin dall’inizio, la politica migratoria italiana è stata caratterizzata da un uso sistematico delle legalizzazioni ex post e da una gestione della popolazione straniera che ha protratto oltre il necessario la fase di precarietà iniziale. Se riforme della legislazione migratoria hanno progressivamente incrementato l’efficacia tecnica delle norme repressive, tale sforzo non ha prodotto conseguentemente una maggiore capacità di governo del fenomeno.
Evoluzione della disciplina dell'asilo in Italia - Contesto europeo e scenari futuri

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L’aumento dei flussi di richiedenti asilo a partire dagli anni ’90 porta l’Europa a ridefinire il quadro di protezione sancito nel dopoguerra a livello internazionale, adottando procedure di riconoscimento dello status che permettano di mantenere intatti i principi/simboli, modificandone (e limitandone) i contenuti concreti. L’evoluzione normativa in Italia segue lo stesso pattern: mentre faticano ad arrivare in porto i tentativi di dotare finalmente anche l’Italia di una disciplina organica in materia di asilo, la materia viene parzialmente regolamentata, nei suoi aspetti procedurali, dalla legge Martelli, ampiamente riformata nel 2002 con la legge Bossi-Fini. L’articolo delinea i passaggi normativi fondamentali, tenendo in considerazione anche il disegno di legge attualmente in discussione alla Camera, il regolamento di attuazione in via di approvazione necessario ai fini dell’entrata in vigore delle novità introdotte dalla Bossi-Fini sull’asilo e i rischi di incostituzionalità derivanti dal conflitto latente tra legittime preoccupazioni in materia di contrasto all’immigrazione clandestina e obbligo di protezione nei confronti di chi fugge da persecuzioni nel proprio paese.
Reti e dinamiche migratorie - Il ruolo degli attori informali

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L’articolo prende le mosse dalla recente regolarizzazione per illustrare l’importanza delle reti etniche nei processi di richiamo e inserimento dei lavoratori immigrati. Sostiene la tesi secondo cui il rilievo delle reti migratorie è esaltato dalla reticenza delle politiche pubbliche di gestione dell’immigrazione e dalle tendenze del mercato del lavoro contemporaneo. Di qui derivano le forme di «specializzazione etnica», che non vanno però interpretate sempre e unicamente in negativo, giacché l’alternativa sarebbero con ogni probabilità forme più gravi di emarginazione dei lavoratori immigrati. Illustra infine i fenomeni di costruzione di reti e di identificazione etnica come esito di processi di strutturazione sociale, in cui dinamiche endogene delle popolazioni immigrate si incontrano con stereotipi e pregiudizi della società ricevente, con effetti di rafforzamento reciproco.
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Immigrare in Italia. Il mercato del lavoro

Il nuovo quadro delle nazionalità e dei lavori degli immigrati in Italia

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L’incidenza della popolazione immigrata sulla popolazione nazionale in Italia è ancora molto modesta rispetto a quella di altri paesi europei e si colloca al di sotto della media Ue; tuttavia l’entità dell’aumento realizzatosi negli ultimi anni è davvero notevole. Partendo da questo dato il contributo analizza la composizione della presenza immigrata e i cambiamenti che essa ha presentato nel corso dell’ultima regolarizzazione sancita dalla legge Bossi-Fini. A questo riguardo gli autori si soffermano sugli elementi di novità emersi in questo contesto: in particolare lo spostamento dell’asse geografico delle migrazioni, con una crescente affermazione dell’immigrazione proveniente dai paesi dell’Est, la forte crescita della componente femminile, la crescente presenza di processi di stabilizzazione nella società italiana da parte degli immigrati, rilevata soprattutto nel mercato del lavoro.
Fasi e flussi migratori: le donne come protagoniste

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Il saggio analizza la realtà migratoria verso l’Italia secondo una dimensione di genere, considerata significativa, non solo perché rilevante da un punto di vista numerico, ma anche per le forme e le modalità che essa ha assunto nei diversi decenni. La presenza femminile nel fenomeno della migrazione interessa infatti tutte le regioni italiane e si è modificata in relazione alle caratteristiche che i flussi migratori hanno assunto nel tempo. L’autrice analizza in queste pagine le diverse strategie e i molteplici percorsi che hanno guidato e guidano le donne nel loro migrare verso il nostro paese, evidenziando quanto le modalità di arrivo, i motivi della partenza e il progetto migratorio che ogni donna ha maturato condizionino le modalità di integrazione nel nuovo contesto.
La precarietà autorizzata e non - Lavoratori stranieri nel mercato italiano

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La legge n. 189/02, nota come «Bossi-Fini», ha rappresentato un’occasione di emersione del sommerso svolto da stranieri che è andata al di là delle intenzioni dei promotori, secondo cui la misura avrebbe dovuto riguardare esclusivamente i lavori di servizio e che, invece, ha coinvolto anche i lavoratori dipendenti da imprese (legge n. 222/02). Questo intervento legislativo ha permesso di valutare quanto il lavoro degli immigrati, regolare e sommerso, sia ormai un fattore strutturale indispensabile di consistenti parti del tessuto produttivo. Da ciò scaturiscono le riflessioni esposte in questo articolo, che intende contribuire allo sviluppo della discussione su tale tematica proponendo una rilettura delle diverse fasi in cui si articolano i percorsi dei migranti in questo paese, alla luce delle forme che assume in ciascuna di quelle fasi il rapporto immigrazione/precarietà del lavoro.
Regolazione dei flussi migratori e strategie di reclutamento

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L’articolo si propone di analizzare l’impatto del sistema italiano di regolazione dei flussi migratori sulle scelte di reclutamento delle aziende, facendo riferimento ai risultati di una ricerca relativa ai settori delle costruzioni, della sanità e dell’Information Technology (Ict). L’indagine, sviluppata nell’ambito di un progetto internazionale, ha la peculiarità di guardare ai flussi migratori adottando il punto di vista della domanda di lavoro, ovvero delle aziende. Il sistema di regolazione e contingentamento dei flussi di ingresso, infatti, condiziona le scelte strategiche delle aziende che utilizzano forza lavoro extracomunitaria, influendo quindi sui movimenti migratori che queste possono contribuire ad attivare.
Gli utenti extracomunitari dei Centri per l'impiego: un'indagine esplorativa

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Secondo quanto rilevato nell’ultimo «Monitoraggio sui Servizi per l’impiego» dell’Isfol la quota di lavoratori non comunitari iscritti ai Centri per l’impiego (Cpi) è di oltre 260 mila, con un’incidenza che a livello nazionale raggiunge il 6,5%, ma con picchi che in alcune province sfiorano il 30% degli iscritti. La stabilità e la consistenza della presenza delle comunità straniere in Italia si traduce, quindi, nel progressivo coinvolgimento dei servizi pubblici che si devono via via confrontare con un’utenza che, nella generalità dei casi, avanza richieste non riguardanti strettamente il mercato del lavoro, anche se a questo legate, alle quali è possibile rispondere soltanto con competenze e figure professionali specifiche.
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Immigrare in Italia. Gli stranieri utenti e fornitori di Welfare

Previdenza e lavoro - Un'analisi delle disparità di trattamento

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L’apporto economico e demografico dell’immigrazione agli Stati dell’Unione non è senza conseguenze sui regimi di protezione sociale. È doveroso, quindi, interrogarsi, oltre che sugli aspetti positivi per il sistema, anche sui livelli di tutela realmente consentiti a detti lavoratori, specie con riguardo ai principi della parità di trattamento e del rispetto dei diritti acquisiti. Gli studi disponibili, ancorché parziali, evidenziano il permanere di gravi disparità nella protezione dei migranti. In Italia,il fenomeno dell’immigrazione è relativamente recente, ma ciò non basta a giustificare i ritardi e le carenze registrate nel lancio di politiche attive per la conclusione di accordi bilaterali di sicurezza sociale e un maggiore rispetto degli obblighi internazionali. La collaborazione con gli Stati terzi di origine è forte quando si tratta di mettere a punto dispositivi di controllo e di fermo all’immigrazione clandestina, è invece limitata in un settore chiave, come quello della previdenza. Un diverso approccio della questione e il rafforzamento delle politiche di cooperazione sono un modo di contribuire al consolidamento dei regimi di sicurezza sociale.
Il sistema dei servizi e l'accesso alla cittadinanza sociale - Il caso di Reggio Emilia

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Il saggio analizza il grado di maturità dei sistemi locali di welfare rivolti agli immigrati, considerando in particolare i bisogni sociali espressi dai cittadini stranieri nonché le possibilità di esprimere la propria domanda di inserimento. Sulla base dell’esperienza maturata dal Comune di Reggio Emilia, si delineano alcune caratteristiche del sistema di intervento che mira a favorire l’integrazione degli stranieri.
Lavoro di cura e donne straniere: riflessioni sui diritti e sulle dinamiche di emersione - I

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La Legge «Bossi-Fini» ha portato alla luce uno degli aspetti piùm rilevanti dell’immigrazione in Italia, quello delle colf e delle badanti. Il dibattito su quale sia, a questo proposito, la posizione più corretta è tuttora aperto. L’autore del contributo avanza alcune proposte e presenta una lettura dei vantaggi a queste legati.
Lavoro di cura e donne straniere: riflessioni sui diritti e sulle dinamiche di emersione - II

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Di fronte al progressivo invecchiamento della popolazione, di cui l’Italia vanta il primato mondiale, le riflessioni che il contributo fornisce riguardano innanzitutto l’opportunità e l’urgenza di risposte concrete al bisogno di riorganizzazione e consolidamento dei servizi/trasferimenti a favore delle persone non autosufficienti. Vengono prospettate le possibili soluzioni, mai esclusive: la prevenzione ma anche la costituzione di un fondo per la non autosufficienza – per far fronte all’inevitabile e realistico aumento della spesa socio-sanitaria – la preparazione e la formazione e, in generale, la tutela al delicato lavoro di cura di familiari, badanti e operatori dei servizi che si occupano delle persone non autosufficienti, in un’ottica di bilanciamento costante tra incremento quantitativo e garanzia della qualità, su cui l’ente pubblico dovrà vigilare.
Sistema sanitario e bisogni dell'immigrazione

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Il dato epidemiologico in sé risulta insufficiente a descrivere e spiegare le determinanti delle condizioni di salute della popolazione immigrata che vive in Italia con o senza permesso di soggiorno. Gli attuali flussi informativi sono numerosi, ma insufficienti e inadeguati, privi di connessioni con la rilevazione di informazioni socio-demografiche e di bisogno su alcune fasce di utenza in condizioni di particolare vulnerabilità. Si argomenta, quindi, attraverso i risultati di uno studio condotto su dati del Sistema informativo sociale della Caritas Diocesana di Roma, la necessità di sostenere e promuovere la creazione di sistemi informativi socio-sanitari integrati.
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Immigrare in Italia. Profili di insediamento locale

Oltre l'ethnic business - Nuovi scenari di integrazione nell'area milanese

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Attraverso la discussione di uno studio comparativo dell’imprenditoria degli immigrati cinesi ed egiziani a Milano, questo articolo evidenzia come questi individui e le loro reti di supporto possano tracciare diverse rotte per conseguire i propri obiettivi di stabilità economica e di capacitazione sociale, elaborando differenti strategie a seconda della struttura di opportunità e dello specifico insieme di risorse cui hanno accesso, valicando i confini dell’economia d’enclave, sfruttando nicchie economiche e creando nuovi mercati anche al di là dei limiti dell’ethnic business.
Letture dell'immigrazione a Roma: un(a) capitale di immigrati

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Nel 2001 e nel 2002 sono state svolte a Roma due indagini campionarie sull’integrazione di cinque collettività di immigrati stranieri: albanesi, filippini, marocchini, peruviani e romeni che mostrano situazioni di immigrazione molto diverse tra loro. L’articolo si propone di presentare quanto emerso in queste indagini relativamente alla componente «immateriale» dell’integrazione, soffermando l’attenzione sui comportamenti relazionali degli intervistati. Da questa specifica prospettiva emergono sostanziali differenze che si affermano a livello collettivo più che individuale. Inoltre ad una molteplicità di modelli migratori seguiti dalle diverse collettività sembra corrispondere un altrettanto complesso pattern di modelli relazionali.
Imprenditori bergamaschi e operai senegalesi - Culture e generazioni a confronto

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Il contributo esamina l’inserimento dei migranti senegalesi nelle fabbriche del territorio bergamasco a partire dalla positiva immagine di cui questi operai godono presso la classe imprenditoriale locale. Ai significativi processi di convergenza e di interscambio tra imprese e operai senegalesi sul piano più propriamente produttivo, si affiancano anche connotazioni etiche e simboliche dell’attività lavorativa che finiscono per avvicinare ulteriormente questi due attori. L’impegno esistenziale nei confronti dei contesti di provenienza dei giovani migranti, sorretto da una particolare religiosità islamica fortemente incentrata su precetti di lavoro e fatica, incontrano la visione del lavoro degli anziani industriali locali, suscitando una certa identificazione «intergenerazionale».
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Fuori dal tema

Lo Stato sociale in Italia - Un decennio di riforme - Rapporto Irpps-Cnr 2003-2004

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Il decennio di riforme a cui accenna il titolo di questo volume (l'ultimo di una serie che l'Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali dedica da circa un decennio, finora sotto le insegne del'Iridiss, sempre Cnr, di Penta di Fisciano, all'evoluzione del nostro stato sociale) è quello compreso tra il 1991 e il 2000. Tale periodo si avvia con le leggi sul volontariato e la cooperazione sociale, entrambe del 1991, e si chiude con la legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali (2000), passando per la seconda riforma sanitaria (d.lgs. 502 e 517 del 1992), la legge sull'handicap (1992), la regolamentazione delle Onlus (1997) e il decreto sulle fondazioni bancarie ed ex bancarie che è del 1999, più qualche altro scampolo normativo.
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Rubriche

«Migrante»

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L’autore trae spunto dal termine «migrante» per discutere in una prospettiva antropologica la possibilità e la legittimità di definire questi sulla base di una statica appartenenza culturale. E la logica di mondi estranei fra loro che si incontrano, o si scontrano, non aiuta a dirimere le questioni che invece pone la convivenza quotidiana. La costruzione delle identità, individuali e di gruppo, è un processo che interseca la complessità del mondo contemporaneo, così come raccontano le testimonianze dei migranti: identità stratificate e mutevoli, di aspirazioni e di immaginazioni che trascendono, nello stesso tempo, i mondi tradizionali dei paesi di origine e la cultura di massa dei paesi industrializzati.
I Dossier della Caritas - Un'intervista a Franco Pittau

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Il Dossier Statistico Immigrazione della Caritas/Migrantes costituisce un importante strumento di lettura e analisi del fenomeno migratorio in Italia. Per dar conto di questa significativa esperienza di ricerca abbiamo intervistato il referente scientifico del Dossier. L'équipe del Dossier Scientifico Immigrazione è nata nel 1900, subito dopo l'approvazione della legge 39/1990. In quel periodo c'era un diffuso interesse nei confronti del fenomeno migratorio e ricorrenti incontri su questo tema, mentre erano scarsi i dati messi a disposizione e per di più discordanti a seconda delle strutture che li presentavano. L'allora direttore della Caritas Diocesana di Roma, che molto si adoperò per l'approvazione della nuova legge, accolse di buon grado la proposta avanzatagli da Giuseppe Lucrezio Monticelli e da me stesso di elaborare un Dossier Statistico Immigrazione.
Seminario Inca - Riflessioni al margine

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Il contributo che segue trae origine dal seminario «Politiche di integrazione dei lavoratori comunitari dei paesi terzi», organizzato dall'Inca nel giugno scorso, dei cui atti (di prossima pubblicazione a cura dell'Inca) suggeriamo la lettura. In questa occasione sono state presentate testimonianze e analisi relative a diversi contesti nazionali. Qui proponiamo una riflessione di Antonio Mazziotti, che sviluppa nel suo contributo il concetto di straniero e quello di cittadinanza nelle loro evoluzioni.
Seminario Inca - La comunità italiana in Germania

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Il contributo che segue trae origine dal seminario «Politiche di integrazione dei lavoratori comunitari dei paesi terzi», organizzato dall'Inca nel giugno scorso, dei cui atti (di prossima pubblicazione a cura dell'Inca) suggeriamo la lettura. In questa occasione sono state presentate testimonianze e analisi relative a diversi contesti nazionali. Pichler ripercorre la storia del fenomeno migratorio in Germania con un riferimento particolare alla comunità italiana.
Sociologia delle migrazioni

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Com'era ovvio attendersi data la crescente importanza del fenomeno, gli studi sull'immigrazione hanno avuto in Italia un notevole sviluppo negli ultimi anni. Lo sviluppo non è stato solo quantitativo. Infatti, anche se sono proliferate le ricerche meramente descrittive di situazioni locali, sociologi, economisti, demografi e antropologi hanno cominciato a pubblicare solide analisi interpretative dei modi di inserimento degli immigrati nella società italiana e dei problemi che ne sono sorti. Senza alcuna pretesa di essere esaustivo, vorrei ricordare i lavori di Ambrosini, Venturini, Pugliese, i volumi dell'Istituto Cattaneo curati da Colombo e Sciortino, i due rapporti della Commissione integrazione editi da Giovanni Zincone, alcuni volumi della collana Ismu.
Immigrazione e sindacato: lavori, discriminazione, rappresentanza

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Con la pubblicazione del suo terzo Rapporto su immigrazione e sindacato, a quattro anni di distanza dal primo e due dal secondo, l'Ires si accredita definitivamente fra gli istituti più attenti e qualificati nel panorama di quelli che, nel nostro paese, si occupano delle condizioni sociali e giuridiche dei lavoratori migranti. Unico nel suo genere probabilmente, se consideriamo l'elevata specializzazione dei suoi rapporti intorno ai temi dell'integrazione al lavoro degli stranieri, delle relazioni industriali, delle politiche associative e negoziali delle organizzazioni sindacali. In ciascuno dei tre rapporti è sempre possibile rinvenire l'insieme di queste tematiche, ma a partire dal relativo primato, conferito di volta in volta ad un determinato angolo visuale: il mercato del lavoro nel primo, le relazioni industriali nel secondo, le discriminazioni nei luoghi di lavoro nel terzo.
I colori del welfare - Servizi alla persona di fronte all'utenza che cambia

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In questo ultimo periodo vengono redatti e presentati studi sui servizi alla persona degli enti locali, tuttavia il sistema di servizi rivolti ai cittadini stranieri presenti in Italia poco viene approfondito. Anche per questo motivo, la rassegna curata da Mara Tognetti Bordogna rappresenta un interessante e utile strumento sia per gli operatori sociali, sia per i decisori pubblici e - forse soprattutto - per gli studiosi del settore. Analizzare la relazione tra il sistema dei servizi alla persona e gli immigrati stranieri, comporta necessariamente un'analisi sia dei fattori che influenzano l'uso dei servizi (variabili attitudinali, socio-economiche, predisponenti, abilitanti, la prossimità e le tecnologie) ma anche altre dimensioni.
Asia a Milano - Famiglie, ambiente e lavori delle popolazioni asiatiche a Milano

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Originale già nel formato, più simile a quello di una pubblicazione di arte o architettura che allo stile classico di un rapporto di ricerca, il volume illustra un imponente studio condotto su cinque comunità asiatiche nella città di Milano. Nell'opera confluiscono tre «operazioni di ricerca», come le definisce, in modo assai eloquente, il curatore Daniele Cologna. E, sempre aiutandoci con sue parole, specifica «un'estesa analisi della letteratura di riferimento […], una meticolosa attività di rilievo del territorio […], una ricerca sul campo condotta con metolologie di indagine qualitativa». In estrema sintesi, una ricerca sul campo di due anni condotta dai ricercatori di Sinergia, promossa dall'Aim, Associazione interessi metropolitani e voluta dal Comune di Milano.
Piccoli schiavi senza frontiere - Il traffico dei minori stranieri in Italia

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Flussi migratori, traffico di esseri umani a scopo di grave sfruttamento - soprattutto di tipo sessuale -, minori: queste sono le parole-chiave per leggere il libro di Francesco Carchedi «Piccoli schiavi senza frontiere. Il traffico di minori stranieri in Italia», edito da Ediesse. Circoscrivere la tematica della tratta e dello sfruttamento sessuale dei minori all'interno del più ampio tema delle migrazioni appare il primo impegno concettuale perseguito dall'autore, nell'intento di delimitare il raggio di azione dell'indgine e della riflessione in un campo indubbiamente scivoloso per la difficoltà nel reperimento delle informazioni, oltre che per la comparsa solo recente di analisi di dettaglio.
Il welfare invisibile

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Sempre più spesso, in Italia, camminando per la strada o sostando in un giardino pubblico, ci si imbatte in coppie composte da una persona anziana (uomo o donna) e da un'altra, solitamente una donna, di età più giovane, di colore o dai tratti somatici inequivocabilmente di origine slava. E allora viene fatto di domandarsi: chi sono queste donne, cosa fanno, qual è il loro ruolo nella nostra società? Le risposte vanno cercate in relazione ai mutamenti che il sistema assistenziale del nostro paese sta subendo. Si tratta, infatti, di quelle figure professionali che, in maniera riduttiva e impropria, vengono definite «badanti», e che negli ultimi anni sono diventate uno dei pilastri sui quali si regge l'intero sistema assistenziale italiano.
Rapporto Ilo - Per una maggiore equità nei confronti dei lavoratori migranti nell'economia globale

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Ogni anno milioni di uomini e di donne lasciano le loro case e attraversano i confini del proprio paese in cerca di una maggiore sicurezza di vita per sé e per le loro famiglie. La maggior parte di queste persone è spinta ad emigrare dalla volontà di ricerca di retribuzioni più elevate e di opportunità migliori, ma alcuni sono costretti a farlo a causa di carestie, disastri naturali, conflitti violenti, persecuzioni. I flussi di persone che emigrano attraversando i confini nazionali sono aumentati negli ultimi decenni: nel 2000 sono stati registrati 175 milioni di migranti a livello internazionale - equivalenti numericamente al quinto paese più popoloso del mondo. Di questi 175 milioni, 86 erano lavoratori migranti. Ai tradizionali spostamenti da Sud a Nord si aggiungono gli aumentati movimenti migratori all'interno del mondo in via di sviluppo.
Azione della Comunità europea in materia di lotta contro la discriminazione

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Nel vertice di Amsterdam del 1977, i capi di Stato e di governo dei 15 Stati membri hanno adottato una serie di misure particolarmente significative al fine di rafforzare l'impegno dell'Unione nel sostenere e nel rispettare i diritti fondamentali dei suoi cittadini. Il Trattato, emanato da tale vertice, ha instaurato nuovi poteri, in particolare quello di sospendere i diritti di uno Stato membro sorpreso a violare i principi della libertà, della democrazia, del rispetto dei diritti dell'uomo o ad attentare alle libertà fondamentali o allo Stato di diritto. Inoltre, per la prima volta, il Trattato conferisce alla Comunità i mezzi di lotta contro qualsivoglia forma di discriminazione basata su un'ampia gamma di motivazioni - razza od origine etnica, credo religioso o convinzioni personali, handicap, età e orientamento sessuale - e in ambiti che esulano dal mondo del lavoro.
Progetto Serdom Spi Cgil - Comune di Modena

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Il lavoro sul progetto Serdom (servizi domiciliari) nasce nel '98 a Modena, promotore il Comune, nell'ambito di un progetto europeo che aveva l'obiettivo di sviluppare l'offerta di servizi domiciliari per gli anziani, creando nuova occupazione, regolare e di qualità. Il progetto ha fornito l'occasione di indagare i mutamenti del quadro sociale modenese, e ha consentito di sviluppare una approfondita analisi sull'andamento demografico, sulle nuove strutture familiari, sui nuovi bisogni espressi dai cittadini, sulle caratteristiche della rete di protezione sociale nelle sue varie forme. La fase di analisi e discussione è durata circa due anni e ha visto coinvolti diversi soggetti: oltre al Comune, l'Università che ha prodotto analisi sui mutamenti sociali nella città, associazioni economiche, del terzo settore e del volontariato, e le organizzazioni sindacali, tra le quali Cgil, Spi e Fp.
Nota Cgil/Arci - Dd.lgss su «Cittadinanza» e «Diritto di voto per gli stranieri»

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Il concetto di cittadinanza ha subito negli anni un'involuzione ed è passato da espressione del livello di qualità delle democrazie, da indice della condizione emancipativa dell'individuo, orizzonte culturale dei diritti civili, sociali e politici a elemento di esclusione di gruppi sempre più numerosi presenti nelle nostre comunità. La forza inclusiva di questo concetto che ha determinato la costruzione di una uguaglianza formale tra componenti molto diverse della società, ha lasciato il posto a una diversità che esclude, basata sull'appartenenza nazionale. C'è bisogno di rinnovare il concetto di cittadinanza legandolo non più all'appartenenza allo Stato-nazione, al vincolo di sangue, ma a un vincolo moderno, basato sulla condizione di vita delle persone in quanto appartenenti a una comunità locale e che può rappresentare un nuovo spazio per l'uguaglianza in un mondo globalizzato.