L’articolo affronta le difficoltà dell’informazione statistica sui temi del lavoro in Italia partendo dall’evoluzione della survey fondamentale curata dall’Istat in materia (Rfl) della quale si sono profondamente innovate metodologia di rilevazione e classificazione all’inizio del decennio in corso. Nonostante il notevole sforzo compiuto restano lacune e ritardi che portano a ritenere indispensabile, nella più generale ottica del passaggio dalla produzione e diffusione dell’informazione alla diffusione della conoscenza, procedere senza indugio all’utilizzo dei dati amministrativi a fini statistici, facendo delle fonti amministrative una risorsa primaria della statistica ufficiale. L’occasione è data dall’introduzione delle comunicazioni obbligatorie (su assunzioni e cessazioni), preziosa miniera di informazioni sul flusso di entrata/uscita dal mercato del lavoro e dal progetto di unificazione delle comunicazioni mensili sui versamenti contributivi (Uniemens). Nelle riflessioni conclusive l’autore si sofferma sul ruolo delle opzioni di valore nell’utilizzo dell’informazione statistica a supporto per le scelte di policy.
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