I bambini poveri diventano adulti poveri? Una comparazione tra paesi sulla dinamica generazionale del reddito
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Il saggio presenta una comparazione tra diversi paesi sulla mobilità generazionale del reddito ed esamina le ragioni che determinano il grado in cui nel lungo periodo il successo dei figli nel mercato del lavoro è legato
a quello dei loro genitori. La misura in cui la condizione economica dei genitori è legata al successo nel mercato del lavoro dei figli in età adulta presenta variazioni molto significative nei paesi ricchi. La forza di queste associazioni non dovrebbe essere interpretata come un modo per indicare target o ricette per le politiche pubbliche. Viene messo a punto, come guida per l’intervento politico, un impianto di analisi che renda
comprensibile il processo causale sottostante, e anche il concetto di pari opportunità.
Dai padri ai figli: la mobilità dei redditi in Italia
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Il lavoro fornisce una misura del grado di ereditarietà dei redditi tra le generazioni in Italia. I problemi legati all’indisponibilità di un appropriato dataset che contenga simultaneamente i redditi dei figli e dei loro genitori
sono stati superati adottando un metodo a due stadi e con due campioni. L’analisi è basata sull’Indagine
sui bilanci delle famiglie italiane della Banca d’Italia. I risultati mostrano che il nostro paese è, tra i paesi sviluppati per i quali sono disponibili delle stime, quello con la minore mobilità intergenerazionale. Inoltre
la mobilità è più bassa sulle code della distribuzione e, in particolare, per quanto riguarda l’accesso
alle classi di reddito più elevate.
La trasmissione intergenerazionale dei titoli di studio nell’Unione europea
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L’incremento della mobilità sociale, ovvero l’allentamento del legame fra posizioni socio-economiche di padri e figli, viene considerato auspicabile sia sotto il profilo dell’efficienza, sia sotto quello dell’eguaglianza di opportunità. L’istruzione è generalmente ritenuta lo strumento più efficace per garantire la mobilità sociale e ridurre la persistenza intergenerazionale delle diseguaglianze nei redditi e negli status socio-economici. In realtà, si osserva ovunque una correlazione positiva (e spesso elevata) nei livelli di istruzione raggiunti da genitori e figli. In questo lavoro ci si concentra sul problema della persistenza del titolo di studio tra generazioni successive e, facendo uso dei micro-dati forniti dalla recente indagine Eu-Silc di Eurostat, si effettua una comparazione della mobilità (assoluta e relativa) nei titoli di studio fra genitori e figli nei paesi dell’Unione Europea.
Esiste uguaglianza delle opportunità in Italia?
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In questo lavoro si fornisce un metodo possibile per misurare la disuguaglianza delle opportunità e scomporre la disuguaglianza complessiva dei redditi in una componente «inaccettabile» e in una «accettabile» dal punto di vista etico. Viene anche proposta una applicazione di questo metodo alla analisi della disuguaglianza delle opportunità in Italia, che risulta essere pari a circa un terzo di quella complessiva dei redditi in Italia, con le regioni del Sud caratterizzate da un più elevato livello di disuguaglianza delle opportunità rispetto alle regioni del Nord.
Seconde generazioni di immigrati e percorsi di istruzione in Italia
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L’incremento delle «seconde generazioni» sta attenuando significativamente il profilo emergenziale che da più parti si attribuisce all’integrazione scolastica dei migranti. Le difficoltà massime, in effetti, sono circoscritte alla quota, già oggi minoritaria, dei «minori ricongiunti». Le seconde generazioni, inoltre, caratterizzandosi per alti livelli di interiorizzazione dell’istruzione come strumento di emancipazione personale e di riscatto familiare e per un orientamento verso una rapida spendibilità nel mondo del lavoro delle competenze acquisite, costituiscono una risorsa importante per il paese. Le capacità di integrazione del sistema scolastico italiano, pur negli evidenti progressi degli ultimi dieci anni, restano però inadeguate e connotate da numerose criticità. Tra i limiti più evidenti, le difficoltà di sviluppo di un’autentica educazione all’interculturalità per tutti gli studenti, di origine sia italiana che straniera.
Il ruolo dei network sociali nel mercato del lavoro italiano: evidenza e ipotesi interpretative
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Il saggio esamina l’importanza dei network sociali (reti di familiari, parenti e amici) nella ricerca di un posto di lavoro e la diffusione della trasmissione dei posti di lavoro da padre in figlio (persistenza intergenerazionale). Tali fenomeni sono dapprima analizzati da un punto di vista statistico, mettendone in rilievo l’ampia diffusione nel mercato del lavoro italiano.
Nella seconda parte del lavoro si offre una rassegna della letteratura che mira a spiegare le motivazioni
economiche dell’uso dei network sociali. Se da un lato i network sociali possono essere il segnale di distorsioni del mercato del lavoro e di un sistema scarsamente basato sulla meritocrazia, dall’altro possono
svolgere un ruolo positivo nella trasmissione di informazioni e nella soluzione di problemi di agenzia legati alle asimmetrie informative.