Il Feem Si. Un indicatore comparativo per lo sviluppo sostenibile
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Il dibattito sull’adeguatezza del Pil come misura di sviluppo permea da sempre il suo utilizzo, ma la strada per la definizione di un concetto più olistico di sviluppo fatica a produrre misure condivise. Oltre a considerare le iniziative a livello di politica nazionale e internazionale volte alla definizione di paradigmi concordati di sviluppo sostenibile, questo articolo si propone di identificare una serie di elementi teorici e culturali sui quali si possa fondare una misura di benessere coerente con l’idea di sostenibilità. La possibilità di tradurre questi
elementi in un esempio concreto viene esplicitata nell’analisi dell’Indice di sostenibilità Feem (Fondazione Eni Enrico Mattei Sustainability index, Feem Si), uno strumento flessibile che permette di simulare l’impatto di diverse politiche rendendo così operativo un nuovo paradigma di sviluppo sostenibile.
La salute sociale e i suoi indicatori. Una rassegna di esperienze
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L’autrice si interroga sui limiti tanto di ordine interno che esterno del Pil e della crescita in quanto indicatori
del benessere e dello stato di salute sociale. L’accresciuta legittimità degli argomenti sviluppati al riguardo ha portato ad una proliferazione di nuovi indicatori, soprattutto sociali, che l’articolo si propone di illustrare per la loro capacità esemplificativa e per il loro carattere composito. In particolare, l’attenzione viene è posta sull’Iss (Indicatore di salute sociale) americano e successivamente su quello francese. Considerato che la
salute sociale deve riflettere lo stato della coesione sociale del territorio, del suo capitale sociale e delle sue
capacità individuali e collettive di prendere parte al progetto economico e sociale locale, la sperimentazione francese dell’Iss, basando la propria legittimità su una procedura innovativa, sottolinea la volontà di legare la questione degli «indicatori» al processo democratico dal quale possono emergere.
L’indicatore di Qualità regionale dello sviluppo italiano (Quars) e altri casi studio internazionali
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Un set di indicatori statistici in grado di cogliere efficacemente tutti gli aspetti che si riferiscono all’idea di progresso di un paese, dovrebbe in primo luogo incarnare e rappresentare un’idea di progresso condivisa a livello nazionale. Questo obiettivo può essere raggiunto avviando un processo di deliberazione democratica sui valori e sulle priorità che le nostre società intendono darsi e perseguire. La società civile può fornire a tal fine un contributo fondamentale – in termini di partecipazione sociale, radicamento territoriale, mobilitazione di risorse, elaborazione di informazioni, saperi e conoscenza – per la problematizzazione e la legittimazione delle prospettive del progresso e del benessere sociale e per la definizione stessa degli indicatori che possano misurarli. A riguardo, un buon esempio è costituito dall’indice di Qualità regionale dello sviluppo (Quars), un indicatore sintetico di progresso per le regioni italiane realizzato dalla campagna «Sbilanciamoci!»
attraverso un processo di consultazione delle 46 organizzazioni della società civile che vi aderiscono. A questo e a altri casi presenti a livello internazionale è dedicata la seconda parte dell’articolo.
Energia e sostenibilità ambientale come fattori del benessere. Un’analisi dei principali indicatori
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L’articolo si propone di illustrare l’attuale critica al modello dominante di sviluppo, incentrato sulla crescita
della produzione, in favore di un nuovo concetto di progresso sociale e ambientale basato sul benessere sostenibile delle persone. A tal fine, nella prima parte del lavoro si presenteranno alcuni indicatori di sviluppo alternativi o integrativi del Prodotto interno lordo (Pil) che consentono di inserire la valutazione della qualità
ambientale in quella economica e sociale; nella seconda parte si metterà in luce il ruolo centrale svolto nella determinazione del progresso dalle fonti rinnovabili e dall’efficienza energetica, in quanto fattori capaci di coniugare le istanze della tutela dell’ambiente con quelle della crescita economica, valorizzando il capitale complessivo (naturale, umano, sociale e fisico) da cui le società traggono le risorse per costruire il proprio benessere.