La riforma del titolo V della Costituzione ha profondamente modificato il riparto delle competenze tra Stato e Regioni. L’articolo esplora tale difficoltà di riparto nella materia «immigrazione», di competenza statale e tuttavia moltissime altre materie che costituiscono parte importante delle politiche di integrazione sono ormai di competenza concorrente, quando non direttamente residuale, delle Regioni. L’articolo offre anche esempi di come il conflitto venga alimentato dal mutato quadro giuridico nazionale che ha subito un vigoroso cambio in senso restrittivo dell’accesso al welfare degli stranieri. Si passa poi ad analizzare una serie di testi di legge regionale e di programmi sociali e sanitari di alcune Regioni selezionate (Puglia, Umbria), il tutto cercando di ricostruire le direttrici di alcuni modelli possibili di politiche regionali per gli immigrati. L’articolo mette in evidenza infine la nuova architettura del finanziamento delle politiche di integrazione conseguente alla entrata in scena dei fondi comunitari.
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