Il fenomeno della difficile inclusione dei giovani nel mercato del lavoro appare in Italia molto più marcato
rispetto agli altri paesi. La lunga transizione scuola-lavoro si accompagna a bassi tassi di occupazione, elevata disoccupazione, una concentrazione crescente in lavori insicuri, con rischio di intrappolamento nella precarietà. Le riforme adottate negli ultimi decenni hanno aumentato il grado di flessibilità del mercato del lavoro soprattutto liberalizzando i contratti a termine, al fine di favorire l’inclusione nell’occupazione dei
giovani. Ciò ha portato a una accentuazione della segmentazione con la concentrazione dei giovani nei lavori insicuri. L’elevata disoccupazione giovanile si è ridotta fino agli anni pre-crisi, ma al costo di una
accresciuta precarietà. L’impatto della crisi sui giovani è stato drammatico, proprio per l’elevata incidenza di lavori a termine. Il deterioramento del quadro occupazionale ha eroso i deboli progressi registrati nel periodo precrisi, accentuando le criticità esistenti.
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