login_rps_multi

Username:

Password:

Hai perso la password?

Username:

Password:

Retrieve lost password

calls

eventi_rps

19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)

In un tempo in cui l’incertezza sul futuro condiziona drammaticamente l’Unione Europea la conferenza si interroga sulla sua integrazione sociale e politica.

[...]

19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)
vai all'archivio degli eventisee all the happenings
firefox
Valid XHTML 1.0 Strict

Educare e formare per la buona occupazione

Performance italiana e indirizzi europei

4

2006

Ottobre - Dicembre

nota del direttore

Nota del Direttore

In questo fascicolo di «Rps» si offrono approfondimenti integrati sull’ampio e variegato universo afferente ai sistemi educativi e formativi. I saggi pubblicati si soffermano su aspetti relativi alla scuola, all’università e alla formazione degli adulti, lavoratori e non, sviluppando in vario modo anche temi cruciali, quali la creazione delle capacità personali e il significato e la determinazione delle competenze. Ma parlare di educazione e di formazione significa evidentemente affrontare ambiti e temi specifici e differenziati, certamente non riconducibili ad un unicum. Per questo la scelta alla base della monografia, nella quale si è deciso comunque di non limitare lo sguardo ad uno solo dei campi in questione, è stata di privilegiare la pubblicazione di contributi che ne sviluppassero la relazione con il (buon) lavoro e la costante occupabilità.
Prezzo:20.00€
Ops, potresti aver disabilitato i javascripts. in questo caso potrai comunque vedere tutti i contenuti ma alcune funzionalità non saranno attive

Modelli di welfare e logiche di finanziamento dell’educazione

Politiche dell'educazione e sistemi di welfare

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
L’articolo propone un confronto tra politiche sociali e del lavoro e politiche educative, mettendone in luce le relazioni. Il confronto riguarda un arco di tempo che va dal periodo di formazione del welfare state a quello attuale che ne registra la crisi e vari tentativi di ristrutturazione. L’analisi viene condotta cercando convergenze e discordanze a due livelli: i criteri di giustizia e i regimi di policy. L’unico regime di welfare entro il quale si realizza una efficace integrazione tra politiche sociali e politiche educative è quello che Esping-Andersen chiama «nordico» o «socialdemocratico». Proprio questa integrazione, che rispecchia una combinazione del principio dell’eguaglianza delle opportunità con quello dell’eguaglianza delle risorse, sembra essere all’origine delle migliori performance delle nazioni scandinave sul terreno dell’equità nell’educazione.
Educare con quali risorse? Investimenti e spese

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
In questo lavoro vengono presentate alcune riflessioni sulla spesa per istruzione ai vari livelli, sia in confronto con altri paesi che tra le diverse aree del paese. In questo secondo caso vengono riportate le principali evidenze emerse dalla ricostruzione della spesa pubblica in istruzione per aggregazione dei comportamenti dei diversi soggetti intervenenti (amministrazione centrale, regioni, province, comuni). Viene inoltre analizzato il divario territoriale per come emerge da diverse indagine campionarie condotte a diverse età (Iea, Seris, Pisa), e ipotizzato che la differenza nella dotazione di risorse possa contribuire a spiegare tale divario.
Il finanziamento dell'istruzione superiore

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
Lo sviluppo dell’istruzione superiore tramite – e oltre – l’Ocse è necessario e auspicabile. Ma è anche costoso e deve confrontarsi con la necessità di contenere la spesa pubblica per ragioni di competitività. Il finanziamento dell’istruzione superiore è dunque un aspetto decisivo. A tutt’oggi, però, non tutti i paesi ne sono pienamente consapevoli, seppure il tema abbia assunto un significato politico assai delicato. Questo saggio espone le principali indicazioni in materia di finanziamento dell’istruzione superiore che derivano dalla teoria economica e le pone a confronto con quelle che derivano dall’esperienza inglese. Le stesse riforme annunciate nel Regno Unito nel 2004 sono valutate alla luce di questi due elementi. La sezione conclusiva riassume brevemente le questioni che restano ancora aperte.
Ops, potresti aver disabilitato i javascripts. in questo caso potrai comunque vedere tutti i contenuti ma alcune funzionalità non saranno attive

Italia. Sistema educativo e sviluppo della conoscenza

Le competenze degli studenti italiani quindicenni - Il ruolo del divario territoriale

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
In questo lavoro viene analizzato il fenomeno del divario territoriale nell’acquisizione delle competenze matematiche degli studenti italiani quindicenni, per come emerge dall’indagine Pisa 2003. L’attenzione viene posta in particolare alla dotazione di risorse delle diverse aree del paese, sotto forma sia di attrezzature che di manutenzione degli edifici. Viene presentata la stima di un modello econometrico in cui i fattori territoriali sembrano influenzare significativamente la formazione delle competenze, e esaminate alcune ipotesi di politiche scolastiche.
Il sistema formativo italiano: obiettivi per il futuro

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
Nella fase attuale, la difficile condizione economica del paese rischia di condizionare le scelte politiche su istruzione e formazione. Non bisogna però dimenticare che gli investimenti in questo campo non sono solo una scelta giusta sul versante della democrazia, ma corrispondono, in particolare nel medio-lungo periodo, a processi di crescita economica. Secondo i dati internazionali il nostro sistema scolastico è in forte difficoltà. Tuttavia non è di una ulteriore riforma globale che esso necessita, per la quale tra l’altro non sussistono le condizioni di base. Bisogna invece individuare alcuni punti strategici sui quali intervenire per riorientare il sistema. È questo il tema intorno al quale le forze politiche e sindacali dovranno confrontarsi e ragionare, ponendo un’attenzione particolare al sistema formativo e alle politiche di life long learning.
Università e mercato del lavoro: la costruzione delle capacità

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
Il saggio mette a fuoco il rapporto tra università e mercato del lavoro. In particolare, tenta di valutare se la riforma universitaria abbia risposto agli obiettivi dichiarati, quindi: immettere sul mercato in un tempo più breve un maggior numero di laureati, ampliare quindi la base sociale di reclutamento delle iscrizioni universitarie, favorire l’ingresso più rapido nelle imprese di manodopera più istruita, ampliare la percentuale di iscritti a corsi di laurea scientifici. I dati presi in esame riguardano in particolare l’estrazione sociale, i tempi di percorrenza, il reddito. Nella seconda parte, il saggio si concentra sulle strategie seguite dai giovani e dalle imprese nella gestione della transizione dall’università al mercato, con il principale intento di mettere a fuoco, oltre al carattere processuale della stessa, il tema della formazione delle competenze, vedendone le implicazioni in termini di politiche dell’istruzione e della formazione.
Ops, potresti aver disabilitato i javascripts. in questo caso potrai comunque vedere tutti i contenuti ma alcune funzionalità non saranno attive

Italia. Educazione degli adulti e formazione continua

Emersione e definizione del ruolo della formazione degli adulti - Un excursus

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
Il sapere è divenuto un fattore competitivo molto importante tanto per le imprese che per le economie locali e nazionali, di conseguenza la formazione ha acquistato un carattere centrale. Allo stesso tempo, dati i ritmi dello sviluppo tecnologico che rendono le conoscenze rapidamente obsolete, il ruolo stesso della formazione appare uno strumento di garanzia della qualità del lavoro e, ancora prima, una condizione per il mantenimento stesso dell’occupazione. In Italia sono state avviate diverse riforme del sistema educativo che hanno dato vita a forme inedite di collaborazione tra le parti sociali. L’impostazione concertativa è infatti una delle forme con cui si è cercato di dare risposte alle esigenze di qualificazione e riqualificazione dei lavoratori, partendo dalla definizione stessa del concetto per stabilire le determinanti della qualità dei percorsi e per individuare una forma adeguata di sapere non avulso dalla sua dimensione contestuale e di utilizzo.
L'educazione degli adulti: diritto alla formazione e occupabilità

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
Nel saggio vengono illustrati i significati e le finalità dell’educazione degli adulti nel quadro delle strategie europee sull’apprendimento lungo tutto il corso della vita e con specifico riferimento alle caratteristiche del contesto nazionale: i livelli medi di istruzione della popolazionee la diffusione nelle fasce di età adulte delle competenze alfabetiche di base; l’andamento della partecipazione degli adulti alle opportunità formative e i vincoli che lo condizionano o lo rallentano; le diverse tipologie e criticità dell’offerta formativa; i problemi di sviluppo e di governo del sistema. Vengono inoltre brevemente considerate le iniziative politiche e istituzionali di maggior rilievo già realizzate o in via di realizzazione.
I Fondi interprofessionali per la formazione continua

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
L’articolo delinea l’itinerario che ha portato dalla genesi alla operatività dei Fondi interprofessionali per la formazione, nati da accordi tra governo e parti sociali nei primi anni ’90 ma attivi solo dal 2003, tracciandone un primo bilancio e mettendo in rilievo la potenzialità di questi strumenti. Dall’analisi proposta emerge l’importanza, per un loro pieno ed efficace sviluppo, di alcuni fattori tra cui la coerenza delle linee di programmazione strategica generale, il rilancio del ruolo della ricerca e della formazione nel paese, l’individuazione di scenari innovativi della politica industriale e dei servizi; la forte sinergia tra politiche nazionali e regionali in particolare su ricerca e formazione; il rilancio del ruolo della formazione nelle relazioni industriali e nelle politiche contrattuali.
La formazione professionale nel sistema italiano delle relazioni industriali

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
I processi di profonda trasformazione che da anni attraversano i sistemi produttivi più avanzati stanno rovesciando i vecchi assetti socio-tecnici dell’organizzazione del lavoro, conferendo un inedito rilievo alla formazione e alla motivazione delle risorse umane. Due, in particolare, appaiono essere i cardini strategici entro cui l’impresa deve potere dispiegare i nuovi concetti della produzione: il primo attiene alla dimensione del lavoro come forza produttiva e concerne il suo valore soggettivo e la sua continua riqualificazione ed adattabilità; il secondo investe il piano regolativo dei rapporti di produzione, ridislocando contenuti e obiettivi delle relazioni industriali. L’articolo presenta un’aggiornata disamina dei principali indirizzi ed istituti contrattuali dedicati alla formazione e contenuti nei più recenti accordi sindacali.
Ops, potresti aver disabilitato i javascripts. in questo caso potrai comunque vedere tutti i contenuti ma alcune funzionalità non saranno attive

Ue e confronti nazionali. La certificazione delle competenze

Crediti e competenze: dilemmi della messa in valore degli apprendimenti lungo il corso della vita

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
La messa in valore degli apprendimenti che ogni individuo matura nel corso della propria vita è parte del più generale problema di ridefinizione del funzionamento dei mercati del lavoro e, più ampiamente, dei rapporti fra economia e società. Riconoscimento, certificazione e trasparenza sono dunque concetti e «tecnologie» che hanno senso solo se si legano ad una nuova concezione dei diritti di cittadinanza e di occupazione, sostanziati nel riferimento – giuridicamente ancora irrisolto – del «diritto ad apprendere». Le politiche di learnfare pongono però problemi e rischi sociali in larga parte inediti, la cui risposta passa attraverso la riforma delle istituzioni e dei sistemi dell’offerta educativa e formativa, una generale qualificazione dell’organizzazione del lavoro e la ridefinizione del concetto stesso di rappresentanza.
It's a long way to Copenhagen - Modelli di formazione professionale in Europa

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
Cambiamenti e prudenza riformatrice caratterizzano l’evoluzione delle politiche europee nel campo della formazione professionale. Coordinamento e permeabilità dei sistemi formativi e ruolo chiave del dialogo sociale sono i due pilastri del processo di Copenhagen, con l’intento di promuovere una maggiore cooperazione europea in materia di istruzione e formazione professionale. Le trasformazioni vengono attuate secondo il principio del consenso. L’articolo presenta in termini comparativi l’evoluzione dei principali Vet system nazionali, evidenziando le convergenze in atto (affermarsi degli approcci in termini di competenza e di lifelong learning, decentramento istituzionale) e la permanenza di valori, culture e assetti differenti nei vari paesi, che condizionano la transizione e rallentano lo sforzo di omogeneizzazione.
La validazione delle competenze in Italia e in Europa

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
Lo scenario entro cui si colloca l’esigenza di un quadro di riferimento nazionale ed europeo in materia di valorizzazione e validazione dell’apprendimento è connesso alla volontà, espressa dai diversi paesi europei, di affrontare la complessità dei moderni sistemi di istruzione, formazione e apprendimento. La questione più rilevante è quella relativa alla definizione di sistemi nazionali di qualificazione e certificazione, coerenti, leggibili e centrati sui principi del lifelong learning e impostati secondo una logica di crescente progressività. In questo contesto è maturata la proposta di un quadro comune di riferimento sulle competenze e sulle qualifiche e le certificazioni (European Qualification Framework - Eqf). Il tema della validazione dell’apprendimento non formale e informale, parte integrante della proposta relativa all’Eqf, rappresenta una componente stabile della strategia europea sul lifelong learning al fine di offrire ai cittadini garanzie di equità, valorizzazione e riconoscimento del proprio patrimonio culturale e professionale.
Ops, potresti aver disabilitato i javascripts. in questo caso potrai comunque vedere tutti i contenuti ma alcune funzionalità non saranno attive

Rubriche

Competenza

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
La competenza è difficilmente descrivibile secondo prestazioni prevedibili nell'ambito di un processo ordinato di esecuzione. Ogni atto o manifestazione palese investe, di fatto, abilità e capacità che sono sempre il risultato di elaborazioni mentali complesse, anche quando l'azione non sembra presentare particolari difficoltà. La competenza è un insieme di capacità, teoriche e pratiche. È uno degli esiti dell’azione del conoscere. Dipende dal contesto di vita, dalle condizioni di lavoro, dalle esperienze, dalla formazione ricevuta, dalla padronanza della lingua e dei sistemi simbolici. Fonda sul controllo esercitato dall’individuo sul proprio comportamento cognitivo e operativo. Consente un adattamento flessibile alle diverse situazioni, permette di risolvere problemi nuovi, non riducibili a un sapere disciplinare. Orienta i processi di decisione e di scelta.
Istruzione e formazione in Italia e in Europa - Percorsi statistici

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
Il contributo fornisce un percorso di lettura del sistema formativo italiano attraverso l’integrazione di numerose informazioni statistiche. Il lavoro è organizzato in due parti che propongono prospettive di analisi e riflessione sulle specificità del sistema di istruzione e formazione italiano. La prima fornisce gli elementi necessari a cogliere le dinamiche demografiche che caratterizzano la struttura e la composizione della popolazione residente nel nostro territorio (compreso il crescente e rapido inserimento in formazione di giovani stranieri), e considera il grado di istruzione della popolazione e il profilo del sistema di istruzione italiano. La seconda parte propone, alla luce della definizione strategica del sistema di istruzione e formazione nel contesto europeo, un confronto tra sistemi di istruzione dei singoli paesi rispetto agli obiettivi definiti nel Consiglio di Lisbona del 2000.
Isee - Un'analisi dell'efficacia in un contesto universitario

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
Il saggio rappresenta un contributo all’analisi delle problematiche che si pongono nell’utilizzo di strumenti di politica sociale particolarmente delicati quale l’Indicatore della situazione economica. Dall’esame di oltre tremila modelli di autocertificazione Ise, emerge come i limiti supposti ex-ante trovino, nell’applicazione pratica, una puntuale conferma. In un paese in cui le forme di evasione ed elusione sono ancora ampiamente diffuse e non sanzionate, una politica sociale selettiva estesa anche a segmenti quali l’istruzione universitaria (e non solo) non ha ragion d’essere e anzi fa emergere l’iniquità dell’architettura del nuovo strumento di valutazione. temuto l’Ise, nella sua applicazione e nelle attività di controllo, penalizza coloro che con più difficoltà possono sottrarsi ai prelievi fiscali e favorisce coloro che più agevolmente possono ignorare il fisco.
I sistemi di riconoscimento delle qualifiche in Europa

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
L’articolo offre un contributo all’inquadramento del problema del riconoscimento delle qualifiche, acquisite dagli individui sia in percorsi strutturati di studio e formazione sia sul lavoro e in altri contesti di vita. A tal fine si analizza il ruolo di indirizzo e di analisi dell’Unione europea e si presentano alcuni dei sistemi nazionali che, in particolare negli ultimi anni, stanno cercando di affrontare questo problema. Il riconoscimento delle qualifiche, nella sua dimensione di comparazione europea, rappresenta infatti un imprescindibile elemento a sostegno della mobilità e dell’aumento dell’occupabilità dei lavoratori anche in previsione dell’allargamento dell’Unione.
Biografie in transizione - I progetti lavorativi nell'epoca della flessibilità

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
L’ingresso nel lavoro si accompagna oggi ad un diffuso senso di incertezza, colorandosi spesso di vissuti e sentimenti negativi: tuttavia esso mantiene per i giovani una cruciale rilevanza esistenziale e resta il principio organizzativo attorno a cui ruotano i progetti di vita. L’ipotesi di fondo che sostiene la riflessione collettiva presentata nel volume è che la transizione lavorativa non debba essere considerata semplicemente come una patologia prodotta dalla flessibilità e neppure come un passaggio, più o meno prolungato, verso la vita adulta, ma come una condizione «stabile» con cui si confrontano gli individui in questa fase della modernità: la transizione lavorativa non è più interpretabile come un evento «puntuale», che si realizza una sola volta, tra due spezzoni di percorsi o tra due stati-condizioni , bensì come processo che si compie attraverso una pluralità di esperienze che consentono la graduale costruzione di un progetto professionale e di vita.