La competenza è difficilmente descrivibile secondo prestazioni prevedibili nell'ambito di un processo ordinato di esecuzione. Ogni atto o manifestazione palese investe, di fatto, abilità e capacità che sono sempre il risultato di elaborazioni mentali complesse, anche quando l'azione non sembra presentare particolari difficoltà. La competenza è un insieme di capacità, teoriche e pratiche. È uno degli esiti dell’azione del conoscere. Dipende dal contesto di vita, dalle condizioni di lavoro, dalle esperienze, dalla formazione ricevuta, dalla padronanza della lingua e dei sistemi simbolici. Fonda sul controllo esercitato dall’individuo sul proprio comportamento cognitivo e operativo. Consente un adattamento flessibile alle diverse situazioni, permette di risolvere problemi nuovi, non riducibili a un sapere disciplinare. Orienta i processi di decisione e di scelta.
Istruzione e formazione in Italia e in Europa - Percorsi statistici
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Il contributo fornisce un percorso di lettura del sistema formativo italiano attraverso l’integrazione di numerose informazioni statistiche. Il lavoro è organizzato in due parti che propongono prospettive di analisi e riflessione sulle specificità del sistema di istruzione e formazione italiano. La prima fornisce gli elementi necessari a cogliere le dinamiche demografiche che caratterizzano la struttura e la composizione della popolazione residente nel nostro territorio (compreso il crescente e rapido inserimento in formazione di giovani stranieri), e considera il grado di istruzione della popolazione e il profilo del sistema di istruzione italiano. La seconda parte propone, alla luce della definizione strategica del sistema di istruzione e formazione nel contesto europeo, un confronto tra sistemi di istruzione dei singoli paesi rispetto agli obiettivi definiti nel Consiglio di Lisbona del 2000.
Isee - Un'analisi dell'efficacia in un contesto universitario
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Il saggio rappresenta un contributo all’analisi delle problematiche che si pongono nell’utilizzo di strumenti di politica sociale particolarmente delicati quale l’Indicatore della situazione economica. Dall’esame di oltre tremila modelli di autocertificazione Ise, emerge come i limiti supposti ex-ante trovino, nell’applicazione pratica, una puntuale conferma. In un paese in cui le forme di evasione ed elusione sono ancora ampiamente diffuse e non sanzionate, una politica sociale selettiva estesa anche a segmenti quali l’istruzione universitaria (e non solo) non ha ragion d’essere e anzi fa emergere l’iniquità dell’architettura del nuovo strumento di valutazione.
temuto l’Ise, nella sua applicazione
e nelle attività di controllo, penalizza
coloro che con più difficoltà possono
sottrarsi ai prelievi fiscali e favorisce
coloro che più agevolmente
possono ignorare il fisco.
I sistemi di riconoscimento delle qualifiche in Europa
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L’articolo offre un contributo all’inquadramento del problema del riconoscimento delle qualifiche, acquisite dagli individui sia in percorsi strutturati di studio e formazione sia sul lavoro e in altri contesti di vita. A tal fine
si analizza il ruolo di indirizzo e di analisi dell’Unione europea e si presentano alcuni dei sistemi nazionali che,
in particolare negli ultimi anni, stanno cercando di affrontare questo problema. Il riconoscimento delle qualifiche, nella sua dimensione di comparazione europea, rappresenta infatti un imprescindibile elemento
a sostegno della mobilità e dell’aumento dell’occupabilità dei lavoratori anche in previsione dell’allargamento dell’Unione.
Biografie in transizione - I progetti lavorativi nell'epoca della flessibilità
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L’ingresso nel lavoro si accompagna oggi ad un diffuso senso di incertezza, colorandosi spesso di vissuti e sentimenti negativi: tuttavia esso mantiene per i giovani una cruciale rilevanza esistenziale e resta il principio organizzativo attorno a cui ruotano i progetti di vita.
L’ipotesi di fondo che sostiene la riflessione collettiva presentata nel volume è che la transizione lavorativa non debba essere considerata semplicemente come una patologia prodotta dalla flessibilità e neppure come un passaggio, più o meno prolungato, verso la vita adulta, ma come una condizione «stabile» con cui si confrontano gli individui in questa fase della modernità: la transizione lavorativa non è più interpretabile come un evento «puntuale», che si realizza una sola volta, tra due spezzoni di percorsi o tra due stati-condizioni , bensì come processo che si compie attraverso una pluralità di esperienze che consentono la graduale costruzione di un progetto professionale e di vita.