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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)

In un tempo in cui l’incertezza sul futuro condiziona drammaticamente l’Unione Europea la conferenza si interroga sulla sua integrazione sociale e politica.

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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)
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Donne e welfare

Una cittadinanza incompiuta

2

2009

Aprile - Giugno

Presentazione del fascicolo

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Il volume pone al centro della riflessione la cittadinanza delle donne. La scelta di Rps nasce dalla convinzione della necessità di tener viva l’attenzione e l’analisi sui processi di costruzione del genere, sulla distinzione tra differenze e disuguaglianze, sui progressi nella direzione dell’uguaglianza come sulle nuove forme di esclusione che si fondono e rigenerano con le differenze tradizionali tra uomini e donne. Nel dibattito contemporaneo la tematizzazione delle parità di genere assume ampiezza maggiore che nel passato, di qui la necessità di una riconfigurazione degli schemi concettuali e interpretativi delle differenze di genere, sollecitazione che emerge diversamente ma unanimemente nei saggi pubblicati nel fascicolo.
Prezzo:20.00€
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Welfare e cittadinanza delle donne

Genere e cura: vecchie soluzioni per nuovi scenari?

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Il bisogno di ricevere e dare cura è rimasto a lungo nascosto nella divisione del lavoro tra collettività e famiglia e tra uomini e donne. Sia la dipendenza dalla cura che la responsabilità di fornire cura a lungo non sono stati riconosciuti come fondamenti di diritti di cittadinanza. Vi è una persistente asimmetria nel modo in cui sono riconosciuti sia i bisogni di cura dei vari soggetti che il lavoro di chi a questi bisogni risponde. La marginalità del lavoro di cura è evidente del resto anche nei più recenti dibattiti.
Leggere il percorso della parità: i meccanismi di resistenza, le strategie di opposizione. Un'intervista

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Il discorso sulla parità di genere assume oggi senso e significati molto diversi dal passato. Le pagine che seguono ne mettono in luce il duplice, a tratti contraddittorio, sviluppo che vede da un lato la dimensione della parità largamente accettata e richiamata nel dibattito pubblico – a livello internazionale, nazionale e locale –, e che ne lascia supporre un possibile, positivo, anche se non scontato, effetto-eco. Sul fronte opposto, emergono forme nuove di esclusione, che ridefiniscono e si sovrappongono alle differenze più tradizionali tra uomini e donne.
Uno sguardo di genere sul concetto di «welfare»

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Il welfare è una costruzione multidimensionale imperniata su processi che risentono del genere. L’autrice distingue cinque dimensioni del welfare: quella dell’avere, quella dell’amare, quella dell’essere, quella del fare, e quella del decidere. Le cinque dimensioni vengono illustrate mettendole in relazione a quattro argomenti-chiave della ricerca internazionale sul genere.
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Verso le donne. Elementi di innovazione nel welfare

Nuovi rischi sociali, ridisegno del welfare e cittadinanza delle donne

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Il saggio tratta di alcune politiche familiari in Europa cercando di inquadrarle nel dibattito sulla più recente modellistica dei welfare state e in quello sulla trasformazione dei rischi sociali. In tal modo si precisano le specificità della cittadinanza delle donne e si sottolineano alcune lacune del dibattito italiano sullo stato sociale.
La conciliazione degli uomini e delle donne. Capacità e pratiche

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Il saggio analizza le scelte di uomini e donne relativamente al lavoro di mercato e al lavoro di cura in contesti nazionali differenti considerando i processi decisionali dei genitori come parte di un complesso e mutevole universo che comprende lavoro, welfare e modelli culturali, guarda alle differenze tra i paesi europei e in particolare alle capacità e al diritto degli uomini al lavoro di cura. Il saggio considera, inoltre, le politiche proattive che incoraggiano gli uomini a incrementare il lavoro di cura, concentrando l’attenzione sul congedo parentale in Svezia.
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Italia e Europa. Condizioni e caratteristiche dell’occupazione femminile

Differenze di genere nel mercato del lavoro dei paesi della Ue-15

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Nel presente lavoro si valutano, mediante una pluralità di indicatori, i differenziali di genere sul mercato del lavoro nei paesi dell’Unione europea a quindici, anche al fine di verificare se, relativamente ai differenziali in questione, essi si raggruppano coerentemente con l’usuale distinzione dei regimi di welfare state. Le elaborazioni sono condotte sui micro-dati dell’indagine Eu-Silc del 2006.
Italia. Partecipazione femminile al lavoro: vincoli e strategie

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Questo lavoro propone un’interpretazione delle difficoltà di conciliazione delle donne tra lavoro e cure dei familiari. Il welfare delle famiglie italiane si è tradizionalmente appoggiato al lavoro di cura delle donne, madri, figlie, nonne. Questo ha vincolato in modo notevole sia le scelte di lavoro che quelle di fecondità. Tuttavia questo modello è quanto mai in crisi per questioni demografiche e di sostenibilità di varia natura.
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Unione europea e orientamenti sul genere

Le pari opportunità nelle politiche sociali dell’Ue. Tappe principali e analisi comparata dei regimi di genere di nove paesi

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Frutto di un processo avviato fin dalla nascita della Cee, la parità tra uomini e donne è stata declinata negli anni secondo tre approcci principali: pari opportunità, azioni positive, gender mainstreaming. La prima parte dell’articolo ricostruisce e analizza le tappe principali della politica comunitaria per la parità tra uomini e donne, nella seconda vengono analizzati e comparati i «regimi di genere» di nove paesi europei: Danimarca, Svezia, Paesi Bassi, Belgio, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Spagna.
Unione europea: dalle pari opportunità all’«investimento sociale»

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Molti paesi europei con modelli di welfare di tipo liberale o social-democratico hanno negli ultimi anni ridisegnato le proprie politiche sociali adottando una prospettiva di investimento sociale. Viene evidenziato allo stesso tempo un crescente impegno dell’Unione europea verso questa stessa interpretazione; il saggio descrive in particolare due meccanismi che operano nelle politiche sociali e all’interno delle istituzioni dell’Ue: uno che esclude le donne dall’intreccio delle policy, l’altro che le ricomprende all’interno di altre trame.
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Rubriche

La rimozione della cittadinanza. Il futuro del modello sociale secondo il Libro Bianco

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Il Libro Bianco sul futuro del modello sociale «La vita buona nella società attiva» presentato, come naturale seguito del Libro Verde, il 6 maggio 2009 dal ministro del Lavoro italiano, è stato largamente criticato per la genericità delle posizioni e per lo scarto tra buoni propositi enunciati e linee d’azione effettive. Nel saggio si sostiene che le questioni sollevate dal documento non riguardino solo la genericità o l’astrattezza, ma che siano rilevabili elementi di nocività e fallacia di alcuni propositi, oltreché di ambiguità delle enunciazioni.