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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)

In un tempo in cui l’incertezza sul futuro condiziona drammaticamente l’Unione Europea la conferenza si interroga sulla sua integrazione sociale e politica.

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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)
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Corso di vita

Significati delle età, generazioni, genere

3

2007

Luglio - Settembre

nota del direttore

Nota del Direttore

Sono almeno due decenni che il concetto di corso di vita tende ad emergere nelle analisi sul cambiamento sociale come chiave di riorientamento dei sistemi di welfare. Non che l’idea del futuro non sia stata costitutiva delle costruzioni classiche della protezione sociale: basti pensare alle istanze e ai processi originari dei nostri sistemi largamente basati sulle assicurazioni sociali, per rendersi conto di come l’istanza della protezione dal rischio in situazioni prevedibili e in fasi seguenti della vita ne sia stata «da sempre» il fattore fondamentale. Le questioni che però hanno riproposto alla ricerca e al dibattito la questione del corso di vita come tema centrale della riflessione sul welfare sono però, ed è noto, quelle relative all’insieme di trasformazioni avvenute nella vita delle persone nelle società occidentali: la sua maggior durata, le mutazioni avvenute nei processi e nelle modalità di invecchiamento, i cambiamenti progressivamente registrati nella distribuzione del lavoro retribuito (e, in misura minore, in quello di cura) nelle fasi della vita e fra i generi.
Prezzo:20.00€
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Presentazione

Il mondo che abbiamo dimenticato: una rassegna storica del corso di vita

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L’articolo, uscito per la prima volta nel 1986, con lo stesso titolo come capitolo del volume "Later life: The social psychology of aging", curato da V.W. Marshall, viene presentato qui in una versione leggermente abbreviata e aggiornata da una post-fazione dell’autore. Esso rappresenta nella letteratura mondiale il primo, o almeno il più significativo, contributo che si concentra sull’esigenza di considerare i processi del corso della vita come dimensione indipendente della struttura sociale, come fatto sociale, ovvero uno schema di regole che disciplina una dimensione fondamentale della vita e che può essere teorizzato in termini di istituzione sociale. Nei vent’anni trascorsi l’approccio basato sul corso della di vita è diventato un’ottica ampiamente accettata e praticata; e anzi esso è divenuto indispensabile per quanti desiderino analizzare la struttura sociale al livello di azione individuale. L’articolo percorre le ragioni teoriche del passaggio, considerando i processi di strutturalizzazione della dimensione dell’età, di standardizzazione e destandardizzazione, di individualizzazione, e le diverse ottiche e prospettive (posizione, carriera, biografia).
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Generazioni, età e cambiamento sociale

Generazioni sociali, prospettive di vita e sostenibilità del welfare

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La «sostenibilità» è un tema centrale per analizzare le riforme del welfare state, essa poggia in buona parte sui principi di solidarietà intergenerazionale che richiedono che le promesse fatte oggi siano mantenute tra quaranta o sessanta anni. Le riforme delle pensioni hanno la finalità di correggere questi squilibri, ma la riscrittura del contratto tra le generazioni è un’operazione delicata, poiché non è possibile conoscere chi pagherà realmente il prezzo più alto. In questo contributo vengono analizzati gli squilibri generazionali e l’entità della frattura tra le generazioni, soprattutto in relazione alla sostenibilità dei sistemi di protezione sociale e alla distribuzione del benessere in Francia e, secondariamente, in Italia. Le imponenti fluttuazioni generazionali relativamente alle esperienze di vita caratterizzano del resto la società francese e, anche se diversamente, quella italiana. La frattura è tra le generazioni nate prima del 1955 e le generazioni nate dopo; queste ultime conoscono, al contrario delle prime, un forte rallentamento economico, un alto tasso di disoccupazione giovanile e si trovano spesso in una condizione di outsiderizzazione irreversibile.
L’evoluzione dei modelli di uscita dalla famiglia d’origine. Uno studio in cinque aree urbane italiane

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L’articolo presenta alcuni risultati di una ricerca sui modelli di uscita dalla famiglia d’origine nel quadro più generale del processo di transizione alla vita adulta. Come la letteratura specialistica ha evidenziato, la situazione italiana si segnala nel panorama europeo per la persistenza di modelli tradizionali di passaggio alla condizione adulta e per la tardiva uscita dei giovani dalla casa dei genitori. In particolare, l’analisi cerca di documentare le eventuali trasformazioni avvenute nelle modalità con le quali viene abbandonata la casa dei genitori mettendo a confronto gli individui nati tra il 1934 e il 1974. L’evidenza mostra che nelle aree urbane centro-settentrionali il processo di erosione del matrimonio come modalità egemone di uscita dalla famiglia d’origine è decisamente avviato, con una progressiva affermazione di soluzioni «innovative» (single e convivenze); al contrario nelle due aree meridionali non vengono rilevate discontinuità di rilievo. Anche su questo terreno la frattura Nord/Sud si rivela un’utile categoria analitica.
Infanzie e bambini - Generazioni tra cura e autonomia

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La riflessione sull’infanzia, centrale nella cultura contemporanea, si è tradotta nelle scienze sociali in una elaborazione che ha visto delinearsi da un lato una sociologia dell’infanzia e, dall’altro, una sociologia dei bambini. Il riferimento al concetto di generazione apre la possibilità di ridare fondamento sociologico ad entrambe le prospettive nel loro percorso verso l’autonomia, che va considerato nel suo intreccio con le strutture sociali che ne definiscono a loro volta modalità e strumenti. Questi riferimenti e osservazioni sono indispensabili quando ci si confronta con le tematiche relative all’attribuzione di diritti soggettivi ai bambini e alla ridefinizione delle politiche sociali loro rivolte.
Una nuova gestione delle età in una società longeva

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L’allungamento della vita mette in discussione il modello culturale dell’organizzazione delle età e dei tempi sociali; del resto il modello del ciclo di vita a tre tempi è stato progressivamente sconvolto dalle trasformazioni sociali intervenute negli ultimi decenni. In questo contesto l’impianto tradizionale del welfare state, che ricalca la suddivisone per età, non è più in grado di assicurare in modo adeguato la protezione sociale. L’autrice analizza le strategie di gestione del cambiamento adottate da alcuni paesi con un riferimento particolare alla Francia, criticandone logiche e modalità di gestione che si sono rivelate incapaci di rispondere ai nuovi bisogni di sicurezza e che hanno generato una spirale di effetti perversi rafforzando le barriere e gli stereotipi fondati sull’età ed incoraggiando logiche discriminatorie basate sull’età. Occorrono nuove politiche di gestione del ciclo di vita: la sfida è inventare una nuova forma di sicurezza in grado di conferire continuità a traiettorie di vita individualizzate ed incerte.
Uno sguardo sanitario sul corso della vita anziana

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L’articolo si propone come riflessione di un gruppo di lavoro, eterogeneo per ruoli e competenze, su un ampio spettro di esperienze (studi osservazionali in medicina generale, analisi epidemiologiche di grandi data base amministrativi, sorveglianza e valutazioni di efficacia e sicurezza di interventi) su popolazioni di anziani-sempre-più-anziani in contesti domiciliari e/o residenziali. A partire dall’ambiguità del rapporto tra medicina e società che invecchia gli autori propongono alcuni concreti scenari di lettura di dati sanitari relativi a spesa farmaceutica, costi ospedalieri e percorsi assistenziali. La distribuzione-frammentazione dell’universo-anziani, apparentemente compatto, in popolazioni o coorti straordinariamente differenti per gravità clinica, gravosità assistenziale, contesti e complessità di vita, appare condizione obbligatoria per ricercatori capaci di attenzione ai molteplici percorsi della vita anziana.
Le difficoltà dei giovani all’uscita dalla casa dei genitori - Un’analisi del rischio

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Alla grande varietà nei tempi e nei modi dell’uscita dalla casa dei genitori in Europa corrisponde anche una varietà nel sistema di vincoli ed opportunità (comprese le forme istituzionali di supporto) che i giovani sperimentano nel loro delicato passaggio alla vita adulta. In questo lavoro gli autori presentano un’analisi della «vulnerabilità» dei giovani europei nella fase immediatamente successiva all’uscita dalla famiglia di origine. I risultati ottenuti mettono in evidenza come le risorse individuali, quelle familiari e le condizioni all’uscita, non agiscono in modo omogeneo su tutto il territorio europeo.
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Al femminile. Famiglie e corsi di vita

Genere e potere - La famiglia nel XX e nel XXI secolo

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Il saggio analizza la famiglia in termini di relazione tra i sessi e di affiliazione intergenerazionale, considerando la struttura interna di potere e i risultati «istituzionali» di tali configurazioni. La comparazione prende in esame la miriade di varianti familiari a livello mondiale - con una sezione specifica anche sull’Europa - e ne identifica un limitato numero di raggruppamenti che derivano da più ampi sistemi normativi, religiosi e/o etici. Obiettivo dell’analisi è di ripercorrere, identificare e spiegare i processi di cambiamento e di resistenza al cambiamento avvenuti entro questi sistemi nel corso del XX secolo. Si osserva che nel corso del XX secolo sia il patriarcato che la fertilità seguono un processo di cambiamento simile, a tre ondate, pur mantenendo una propria dinamica specifica. Considerate le trasformazioni della famiglia avvenute nel corso del XX secolo, si ipotizza che la variabilità su scala globale dei modelli di famiglia si sviluppi ulteriormente e che la famiglia e le relazioni di genere possano prendere strade inattese.
Genere e generazioni: cambiamento sociale, inerzie e potenzialità

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L’articolo riporta alcuni risultati di una recente ricerca sul campo, che ha approfondito le criticità del processo di modernizzazione in atto in Italia in merito alla ridefinizione dei ruoli maschili e femminili e alla divisione sociale del lavoro. Sebbene il rimescolamento dei ruoli di genere nella famiglia stia avvenendo secondo modalità fortemente asimmetriche, affiorano nuove tendenze e segnali importanti di cambiamento in merito all’accettabilità sociale di un diverso ruolo femminile e maschile. Tuttavia, nel caso italiano, le potenzialità della diffusione nel nostro sistema sociale di modelli di divisione del lavoro tra uomini e donne più equilibrati vengono oggi frenati dal deficit di politiche orientate alla conciliazione, in un’ottica di coinvolgimento anche degli uomini, ma anche da un assetto del mercato del lavoro che non sostiene la qualità dell’occupazione femminile.
Immigrata donna - Trame di vita per sottrazione

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Il dumping della cura, che si palesa come la risposta più immediata ad una crescente domanda di servizi per le famiglie, espone molte donne migranti al rischio della «doppia assenza». Accogliendo le sollecitazioni dei gender studies risulta di estremo interesse provare a leggere il modo in cui le dinamiche del «sistema-mondo» agiscono attraverso la costruzione dell’habitus della cura. Quest’ultimo, raccordandosi al mito dell’eterno femminino, contribuisce a ridefinire le traiettorie delle care givers orientandole ad una perdita di status.
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Rubriche

Corsi di vita e life chances in prospettiva comparata

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Nel saggio viene analizzato lo stato dell’arte della ricerca comparata transnazionale sul corso di vita, e discussi alcuni dei problemi sostanziali e metodologici affrontati in questo ambito. In un primo momento viene considerata l’evoluzione dello sviluppo umano, vengono quindi descritti i tentativi iniziali di sistematizzazione della varianza, sia sul piano storico che transnazionale, ed esaminate le configurazioni istituzionali e i corrispondenti regimi dei corsi di vita in Svezia, Germania e Stati Uniti. Nella parte finale vengono riconsiderati e discussi alcuni quesiti posti all’inizio del lavoro, in particolare se e in che misura gli scienziati sociali possano aspettarsi di giungere a risultati soddisfacenti considerando la sociologia del corso di vita in una prospettiva macro-sociologica e transnazionale, e se questo approccio sia ancora percorribile.
L’approccio europeo a welfare e corso di vita

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Il concetto di corso di vita sta destrutturando progressivamente l’approccio neoclassico all’organizzazione temporale e spaziale della vita, favorendo l’abbandono della duplice idea generale, tipica della società industriale, secondo la quale il corso di vita delle persone sarebbe fondato su tempi e fasi ben distinti tra loro e le politiche pubbliche dovrebbero, per conseguenza, rispecchiare quest’organizzazione. Da qualche anno, anche gli stati e le istituzioni dell’Unione europea cercano quindi di tenere conto delle traiettorie di vita o, più in generale, del corso temporale della vita delle persone e dei gruppi sociali, senza che tuttavia questo rappresenti un filo conduttore coerente nella politica sociale europea. L’articolo si conclude con una breve analisi delle condizioni di metà della popolazione europea, le donne, attraverso il mercato del lavoro e fino al diritto alla pensione, per dimostrare come quest’ultima non sia che il risultato di un insieme ben più complesso di fattori (e discriminazioni) che accompagnano tutta la vita delle persone, fin dalla nascita.
La ridefinizione sociale delle età: come cambiano i calendari di vita degli individui

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A seguito del processo noto con il nome di seconda transizione demografica, le società occidentali, Italia compresa, stanno sperimentando una progressiva traslazione di tutte le tappe fondamentali dell’esistenza, in particolare per quanto concerne la transizione allo stato adulto. Più in generale l’età alla quale gli individui sperimentano un determinato evento subisce un processo di adeguamento alle trasformazioni socio-culturali e demografiche che si realizzano nella popolazione di riferimento. In questo contesto, l’età cronologica, pur rimanendo un importante indicatore nel corso della vita delle persone, non consente più da sola di cogliere tutte le sequenze e le trasformazioni che caratterizzano i nuovi calendari di vita. Occorre, dunque, fare riferimento a nuove categorie esplicative, come quella di età sociale, che consentono di tenere conto del processo di modellamento delle biografieindividuali ai fenomeni collettivi.