Un lungo addio a Bismarck? Le riforme del welfare nell'Europa continentale
Nella Sezione: Le riforme del welfare in Europa
Nel tentativo di andare oltre l’idea che il modello bismarckiano di welfare capitalism sia immobile, l’articolo analizza le traiettorie di riforma dei sistemi di welfare dell’Europa continentale. Comparando le tendenze di riforma in diversi paesi e settori, esso mostra che è possibile identificare nel corso degli ultimi 25 anni quattro fasi successive di riforma (riforme mirate a proteggere il lavoratore garantito di sesso maschile, quindi incentrate sulla ristrutturazione delle prestazioni, dei finanziamenti e modalità degli assetti della governance). L’articolo sottolinea che la traiettoria seguita da questi sistemi è fortemente determinata dalle istituzioni bismarckiane di welfare, ma che essa è stata allo stesso tempo caratterizzata da un processo di apprendimento. L’articolo conclude che le conseguenze di questi cambiamenti approfondiscono la frattura insider/outsider.
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Redistribuzione, giustizia sociale e sostenibilità del welfare
Nella Sezione: Sessione IV
Alla base della discussione di questa sessione di lavoro c'è la richiesta di ragionamenti densi: quella dello sviluppo di un pensiero sull'attività e sul ruolo del pubblico. Connettere funzione redistributiva e giustizia sociale significa attivare quella rete di protezioni, quel sistema che si rende garante dell'esercizio e della stessa esigibilità dei diritti di un sistema. Così facendo, dunque, incrocia il binomio libertà e democrazia, fondato su una cognizione della libertà e della democrazia non come diritti naturali a prescindere dalle condizioni del loro esercizio, ma come diritti da reificare e sostanziare in una dimensione individuale e collettiva. Nessuno di noi pensa più che il collettivo sia l'annullamento delle individualità, così come nessuno ritiene più il contrario, che esiste un individuo e non esiste la società.
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Politica economica e scelte di welfare: l'analisi della Cgil
Nella Sezione: Trascorsi, tendenze, confronti
Nei prossimi mesi verranno prese decisioni importanti di politica economica: la manovra di aggiustamento di bilancio a fronte dello sfondamento del tetto del tre per cento, la predisposizione del Dpef, l’annunciato provvedimento di riduzione delle tasse. Per quanto il governo tenterà di mascherare il costo sociale delle proprie scelte, risulterà comunque evidente su quali ceti sociali graverà il costo più elevato. Nel contempo non si registrano segni di ripresa economica, il tasso di sviluppo per il 2004 è di poco superiore allo zero, il tasso d’inflazione in Italia è superiore alla media europea, la crisi dell’apparato produttivo si aggrava, la povertà aumenta. Il bilancio non è solo negativo, ma catastrofico. Il sindacato, ribadendo la sua idea di stato sociale universalistico e di qualità, si prepara a contrastare duramente le politiche del governo.
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Presentazione
Nella Sezione: Presentazione
In questo fascicolo pubblichiamo gli atti del primo Forum di «Rps», un approfondimento che vorremmo annuale e che in questo caso abbiamo strutturato in due giornate e quattro sessioni (Roma, 7-8 novembre 2005). Come si vedrà dagli atti a seguire, abbiamo concepito questa prima edizione del Forum come occasione per un’analisi a vasto raggio di alcuni dei principali temi al centro del cambiamento istituzionale e organizzativo già in essere nei sistemi di protezione sociale europei, rispetto a cui il confronto sulle possibili strategie e opzioni è quanto mai urgente. L’intera riflessione si è svolta grosso modo a cavallo fra la dimensione internazionale e quella italiana dei riassetti in corso o necessari e, a partire dalla vastità tematica degli argomenti affrontati e dall’elevato livello delle comunicazioni presentate, ci è sembrato che la pubblicazione in due lingue dei materiali potesse rappresentare un utile sviluppo della nostra impostazione, già caratterizzata dal consistente sforzo di «importazione» di esperienze e analisi provenienti da contesti nazionali ed istituzionali diversi.
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«Governance»
Nella Sezione: Rubriche
Il concetto di governance fa riferimento ad una specifica modalità di gestione del governo nata con l’obiettivo di rispondere alla crisi di governabilità determinata dalla crescente incertezza e complessità della società contemporanea. L’articolo analizza, attraverso una ricostruzione delle fasi che hanno condotto alla sua affermazione, il passaggio dal government alla governance letto da una parte attraverso il processo e le ragioni del decentramento, dall’altra con riferimento alle trasformazione del sistema fordista di produzione economica e del corrispondente modello di welfare. Una volta fornito tale quadro di riferimento, il concetto
di governance viene presentato e analizzato dal punto di vista teorico-concettuale e, in ultimo, calato nella realtà italiana.
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Mimmo Lucà
Nella Sezione: Intersessione - Riflessioni e valutazioni del mondo sindacale e politico
Vorrei esprimere qualche breve considerazione sulle tematiche introdotte in questa sede e sulle quali si è aperto un confronto, in qualità di presidente della Commissione Affari sociali della Camera, offrendo un punto di vista istituzionale relativamente al percorso da seguire. Mi riferisco, in particolare, alla legge sulla non autosufficienza, in discussione nella Commissione da me presieduta, che proviene da un fallimento della legislatura precedente. L’onorevole Zanotti se ne era già occupata nella scorsa legislatura, e anche questa volta, si rischia di non farcela a causa dello scoglio della copertura finanziaria. Tale legge si basa sulla costituzione del Fondo per la non autosufficienza, ed è evidente che se tale fondo non viene istituito in maniera adeguata, e quindi non sono disponibili le risorse necessarie per garantire un livello essenziale di servizi e di prestazioni, la legge non può essere approvata.
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Le società di mutuo soccorso tra memoria e nuovo welfare
Nella Sezione: Soggetti
Le società di mutuo soccorso sono
comparse in Europa tra il XIX e il XX
secolo. Si tratta di una delle prime
forme di solidarietà della classe
lavoratrice – antielitarie, libere
dal controllo statale e autogestite –
istituite per affrontare le spese
inerenti malattia, decessi
e disoccupazione. Sulla base
di uno studio della situazione
italiana, l’articolo analizza
il ruolo che la mutualità svolge
oggi in risposta alla crisi del welfare.
Molte di esse, oltre alle attività
previste per legge (fornitura
di assicurazione sanitaria
integrativa e sostegno
per la copertura di spese funerarie),
svolgono attività ricreative,
attività culturali e di assistenza
rivolte non soltanto ai soci.
Tuttavia, in Italia le società
di mutuo soccorso hanno un ruolo
limitato nell’ambito
dell’assicurazione integrativa;
un loro ulteriore sviluppo si potrebbe
immaginare solo se si producessero
innovazioni sociali capaci
di coniugare la sostenibilità
economica con la democrazia,
di evitare i rischi di selezione
avversa e azzardo morale;
di svolgere un ruolo di advocacy
in favore delle giovani generazioni.
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