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Giovedì, 25 Gennaio 2018 - 10:14 Sala delle Regioni, via dei Frentani 4/a, Roma

Se ne discute il 25 gennaio in occasione della presentazione del Volume n.

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Giovedì, 25 Gennaio 2018 - 10:14 Sala delle Regioni, via dei Frentani 4/a, Roma
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welfare state

Scenario

Questione giovanile, crisi globale e politiche sociali nell’Unione Europea e in Italia

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Nel numero

Giovani senza

Nella Sezione: Rubriche

Le tendenze economiche, demografiche, sociali e politiche affermatesi negli ultimi tre decenni e la crisi globale che ne è seguita stanno esercitando effetti particolarmente negativi sulla condizione dei giovani e sul loro futuro; specialmente nel nostro paese, dove l’arretratezza del sistema produttivo accentua gli effetti della crisi. L’articolo, che riprende alcuni risultati del Rapporto sullo stato sociale 2011 curato dallo stesso autore, opera anche un confronto tra le situazioni dei «figli» e dei «padri». Per i primi si segnalano elementi peggiorativi che, tuttavia, non vanno ricondotti a presunti egoismi dei secondi, ma al deterioramento degli equilibri economico-sociali affermatisi nell’ultimo trentennio che discriminano non tanto in base all’età quanto alle classi sociali, alle famiglie e ai territori d’appartenenza. All’analisi dei sistemi di welfare europei e italiano seguono anche alcune proposte tese a disinnescare la bomba previdenziale che sta maturando nel nostro paese e che penalizzerà soprattutto i giovani d’oggi.
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Le ragioni per un nuovo assetto del welfare in Europa

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Nella Sezione: Fuori dal tema

Questo saggio - che ha costituito la «lecture 2003» dell’Associazione Manlio Rossi Doria - affronta il tema della riforma del welfare state dal punto di vista della sua conformità al processo storico di «individualizzazione», che non cessa di progredire in Europa. Nella prima parte del saggio si esamina la crisi del «sistema di welfare fordista» e delle sue tre principali istituzioni sociali: la famiglia nucleare, la grande industria e il «welfare state assicurativo». Queste istituzioni hanno garantito a lungo la sicurezza economica dei lavoratori e dei pensionati, ma hanno anche compresso le loro possibilità di auto-realizzazione sul piano sociale e professionale. Oggi, i cambiamenti in corso nel mercato del lavoro e nella famiglia e l’avvento di nuovi rischi sociali comportano una crescita della insicurezza economica e della precarietà del lavoro, ma aprono anche nuove prospettive di mobilità sociale e professionale dell’individuo.
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Le politiche della casa in un'ottica comparativa

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Nel numero

Case difficili

Nella Sezione: Il ruolo della casa tra stratificazione sociale e rischio di povertà

La gran parte degli studi comparati sulle politiche per la casa prende in considerazione, come unità d’analisi, gli Statinazione. Mettere a confronto le politiche attuate nei vari paesi è certamente utile per la comprensione dell’uso fatto degli strumenti a disposizione dei policymakers. Di certo lo Statonazione è l’unità d’analisi più appropriata in vista di un ingresso a pieno titolo degli studi sull’housing in quelli che affrontano le origini e le evoluzioni dell’impalcatura del welfare state. Il presente contributo si propone di suggerire l’utilità di un’unità d’analisi subnazionale nello studio della politica per la casa; specialmente se l’approccio utilizzato è quello di politiche pubbliche. Naturalmente qualsiasi scelta comporta benefici e costi. In questo caso, verranno evidenziati quelli che comporta l’analizzare la politica per la casa in ambito urbano.
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Le pari opportunità nelle politiche sociali dell’Ue. Tappe principali e analisi comparata dei regimi di genere di nove paesi

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Donne e welfare

Nella Sezione: Unione europea e orientamenti sul genere

Frutto di un processo avviato fin dalla nascita della Cee, la parità tra uomini e donne è stata declinata negli anni secondo tre approcci principali: pari opportunità, azioni positive, gender mainstreaming. La prima parte dell’articolo ricostruisce e analizza le tappe principali della politica comunitaria per la parità tra uomini e donne, nella seconda vengono analizzati e comparati i «regimi di genere» di nove paesi europei: Danimarca, Svezia, Paesi Bassi, Belgio, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Spagna.
Parole chiave: welfare state :: genere :: Unione europea ::
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Decarbonising the Welfare State

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Nella Sezione: Sul valore della prevenzione. Riflessioni e proposte

Dopo una premessa sulle funzioni fondamentali dei sistemi di welfare nelle società sviluppate contemporanee, il saggio si concentra sui legami fra politiche sociali e cambiamento climatico analizzando le implicazioni dell’imperativo della decarbonizzazione. Anche alla luce dei paradigmi e delle lezioni messe a disposizione dall’esperienza del welfare tradizionale, vengono quindi considerati i nuovi dilemmi e le opzioni possibili per l’individuazione delle opportunità e la redistribuzione dei costi della decarbonizzazione, entro la prospettiva inevitabilmente mutata di una prosperità sociale globale non abbinata alla crescita.
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Ssn - Un cantiere ancora aperto tra regionalizzazione e impatto dell'Europa

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Nel numero

Ssn

Nella Sezione: Finanziamento e spesa sanitaria

Dalla crisi dello Stato-nazione è derivato un rafforzamento dei livelli sub-nazionali di governo. Questo rafforzamento ha condizionato le trasformazioni recenti del welfare state e in particolare della politica sanitaria. Con riferimento al caso italiano, dopo aver illustrato le principali novità introdotte dalle riforme del 1992-93 e del 1999 in termini di regionalizzazione della sanità, l’articolo ripercorre le tappe principali che hanno introdotto il federalismo fiscale in sanità e hanno reso più autonome le Regioni sul versante finanziario. L’ultimo paragrafo discute le possibili implicazioni del processo di integrazione europea e soprattutto dell’adozione del Metodo aperto di coordinamento sull’evoluzione dei sistemi sanitari regionali.
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L'assistenza nella storia dell'État providence

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Nella Sezione: Temi e problemi

Durante il periodo di crescita economica e progresso sociale intercorso fra il secondo dopoguerra e la metà degli anni ’70 il welfare state e l’assistenza sociale si sono sviluppati in modo sinergico assicurando protezione e integrazione sociale. Oggi non è più così. Gli interventi sociali sono sollecitati da nuove tipologie di utenti il cui principale problema attiene all’impossibilità di occupare un posto stabile nella società a causa delle congiuntura sociale ed economica. Da parte sua il welfare state ha perso molto del suo potere di garantire, attraverso un lavoro protetto, l’integrazione sociale della maggioranza della popolazione. Di fronte a queste nuove sfide, il campo dell’assistenza si amplia e si trasforma. Parallelamente, il welfare state, attraverso la decentralizzazione e diverse misure di attivazione, tende a diventare più flessibile, più vicino agli interessi degli utenti e alle specificità delle situazioni locali. Il processo cela però alcune ambiguità che obbligano ad interrogarsi sulle evoluzioni future e su come gli interventi sociali possono continuare a inscriversi nel quadro dell’esercizio di un diritto garantito dal potere pubblico-statuale.
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Crisi del welfare e crisi del lavoro, dal fordismo alla Grande Recessione: un'ottica di classe e di genere

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Nella Sezione: Politica industriale e democrazia economica

Nelle pagine che seguono proveremo a impostare un discorso – sicuramente parziale – sull’intervento dello Stato in economia e la natura del welfare state. Discuteremo, in particolare, le proposte di introduzione di un reddito di esistenza e di riduzione di orario di lavoro, mettendole a confronto con una prospettiva incentrata invece sulla socializzazione dell’investimento e su un piano del lavoro, in un’ottica orientata ad una piena occupazione degna di questo nome. Nel nostro ragionamento, che muoverà sullo sfondo della dinamica capitalistica dal «fordismo» al neoliberismo e alla crisi attuale, ci muoveremo integrando la questione di classe con quella di genere.
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Il Portogallo come caso di studio dell’europeizzazione delle politiche sociali

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Nella Sezione: Politiche e casi nazionali

Il saggio analizza il modo in cui tre diversi strumenti di politica sociale europea con differente capacità di convergenza sono stati messi in atto in Portogallo, e si concentra in particolare sui fattori che spiegano i diversi gradi di cambiamento nelle politiche nazionali in risposta alle pressioni europee. Le ragioni che, secondo l’autore, spiegano la conformità tra le politiche nazionali e quelle europee risiedono nella combinazione tra un contesto favorevole creato da una forte impronta europea nelle politiche nazionali e una convergenza tra la pressione europea e l’agenda politica nazionale in arene di policy le cui caratteristiche facilitano il cambiamento. Non esiste dualismo tra l’approccio della politicizzazione e quello della socializzazione; infatti, seppure si considerano preminenti i meccanismi di politicizzazione, nel caso di conformità i meccanismi sono entrambi presenti. L’idea è che le reazioni alle pressioni europee riflettano non solo l’introduzione di nuovi sistemi di incentivazione ma anche la creazione di nuovi modelli di relazioni sociali.
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Verso l'individualizzazione delle politiche di attivazione? Un'introduzione

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Nella Sezione: Riflessioni sull’attivazione e sull’individualizzazione delle politiche sociali in Europa

Negli ultimi anni è emersa una tendenza all’individualizzazione delle politiche di attivazione. Questa tendenza, tuttavia, non è chiara né univoca. Nelle pratiche nazionali le diverse politiche di attivazione si fondano su concezioni diverse dell’individualizzazione. Talvolta queste concezioni possono combinarsi, ma più spesso ciò non è possibile poiché queste danno risposte fondamentalmente diverse al quesito su chi sia il soggetto responsabile. La politica o l’individuo disoccupato? Questo articolo introduttivo presenta brevemente i principali «discorsi» sull’individualizzazione delle politiche di attivazione e ne evidenzia l’utilità ai fini del dibattito anche teorico. Allo stesso tempo, sottolinea che l’attenzione dovrebbe essere rivolta in primo luogo a quanto accade effettivamente nei paesi europei, e alle ambiguità e contraddizioni che caratterizzano le policy nazionali.
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