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Giovedì, 25 Gennaio 2018 - 10:14 Sala delle Regioni, via dei Frentani 4/a, Roma

Se ne discute il 25 gennaio in occasione della presentazione del Volume n.

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Giovedì, 25 Gennaio 2018 - 10:14 Sala delle Regioni, via dei Frentani 4/a, Roma
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welfare

Politiche dell'educazione e sistemi di welfare

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Modelli di welfare e logiche di finanziamento dell’educazione

L’articolo propone un confronto tra politiche sociali e del lavoro e politiche educative, mettendone in luce le relazioni. Il confronto riguarda un arco di tempo che va dal periodo di formazione del welfare state a quello attuale che ne registra la crisi e vari tentativi di ristrutturazione. L’analisi viene condotta cercando convergenze e discordanze a due livelli: i criteri di giustizia e i regimi di policy. L’unico regime di welfare entro il quale si realizza una efficace integrazione tra politiche sociali e politiche educative è quello che Esping-Andersen chiama «nordico» o «socialdemocratico». Proprio questa integrazione, che rispecchia una combinazione del principio dell’eguaglianza delle opportunità con quello dell’eguaglianza delle risorse, sembra essere all’origine delle migliori performance delle nazioni scandinave sul terreno dell’equità nell’educazione.
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Governance delle politiche di individualizzazione e attivazione: un confronto tra Italia e Olanda

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Casi nazionali

Il saggio affronta inizialmente il tema delle riforme di attivazione dei sistemi di welfare e le implicazioni di questa tendenza sul contenuto delle politiche sociali. In seguito analizza brevemente il contesto storico dei sistemi di welfare in Italia e nei Paesi Bassi, soffermandosi anche sull’introduzione delle politiche di attivazione nei due paesi e sulle questioni sostanziali (che tipo di politiche sono le politiche di attivazione) e su quelle amministrative/organizzative (in che modo la loro introduzione e implementazione è organizzata e gestita). La sezione finale dell’articolo considera il modo in cui l’introduzione delle politiche di attivazione è stata influenzata dai nuovi modelli di governance e ha a sua volta influenzato tali modelli nei due paesi. Vengono quindi considerati alcuni temi centrali del dibattito sui nuovi modelli di governance, a partire dalle analogie e dalle diversità delle tendenze istituzionali, con particolare attenzione a tre modelli fondamentali di relazioni: fra Stato centrale (nazionale) e amministrazione locale; fra Stato, mercato e società civile; fra utenti e fornitori di servizi sociali di attivazione.
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L’applicazione dei principi della buona gestione in sanità - Ruolo delle aziende e centralità dei sistemi locali

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Nella Sezione: Sessione III - L'impatto dell'integrazione nella definizione e nella gestione dei servizi socio-sanitari

I percorsi di integrazione delle politiche di welfare, così come il governo dei processi di cambiamento del nostro sistema sociosanitario sono spesso affrontati e analizzati assumendo la prospettiva del policy maker. Esigenza che risponde, nel nostro paese, ad un deficit di implementazione e di valutazione delle politiche pubbliche e, prima ancora alla necessità di un approccio più pragmatico alla realizzazione delle riforme nei diversi ambiti di intervento pubblico. Questa prospettiva si rende indispensabile nel settore sanitario dove l’eterno dibattito sul rapporto pubblico-privato, sui costi del Servizio sanitario nazionale, o sull’inadeguatezza dei nostri sistemi di offerta rispetto a bisogni e ad una domanda di salute in continua evoluzione, quasi inevitabilmente conducono a grandi messe in discussione degli interventi di riforma condotti a partire dalla legge 833/1978.
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La via francese alla riduzione della durata del lavoro e le ragioni di uno scacco

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Nel numero

Tempi e orari

Nella Sezione: Evoluzione delle logiche nazionali di organizzazione e gestione dei tempi di lavoro

L’orario di lavoro è sempre stato considerato in Francia una materia di responsabilità dello Stato. La legge sulle 35 ore settimanali è il frutto di una lunga tradizione di interventi statali sull’occupazione e sulle condizioni di lavoro. Questa modalità di gestione degli orari di lavoro non ha riscontro in altri paesi europei. In questo saggio viene presentata la specificità francese: una logica di partecipazione al mercato del lavoro sostenuta dallo Stato. L’obiettivo di creare occupazione attraverso una riduzione per legge dell’orario di lavoro ha portato il governo a redigere un insieme complesso di atti che non solo definiscono la durata del lavoro, ma riducono anche il contributo sociale, definendo un quadro preciso di negoziazione degli accordi collettivi. La maggior parte delle valutazioni sulle conseguenze della legge sulle 35 ore mostrano che i suoi effetti sull’occupazione sono limitati, di contro le relazioni tra le parti sociali non sono migliorate e le disuguaglianze tra lavoratori sono peggiorate. Si può affermare che la via francese si fonda sul presupposto del potere assoluto dell’azione pubblica e della razionalità dello Stato e sulla sfiducia nelle parti sociali.
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Welfare e immigrazione: un rapporto complesso

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Nella Sezione: TEMA: Migranti rifugiati e politiche sociali

Il rapporto tra welfare e immigrazione costituisce una problematica complessa. L’intreccio tra i due processi, lo sviluppo del welfare e i flussi migratori, mette in gioco grandi questioni: il nesso tra diritto alle prestazioni del welfare e cittadinanza; la tematica delle disuguaglianze nell’accesso al welfare che è all’origine del sistema di «stratificazione civica»; la questione della implementazione delle politiche sociali e infine le barriere che interferiscono con l’accesso e la fruibilità dei servizi per gli immigrati. L’estensione dei diritti sociali di cittadinanza (cioè dei benefici del welfare) ai non cittadini è una conquista mai realizzata completamente. E questo sta diventando più difficile per effetto del prevalere della ideologia neoliberista che è alla base delle attuali politiche economiche e sociali. Partendo dalla visione dei migranti come soggetti titolari di un diritto esigibile e non oggetto di una missione umanitaria della società d’arrivo, si propone un percorso di riflessione a partire dal concetto di discriminazione e da come questa influenzi le politiche migratorie e l’accoglienza degli immigrati nel welfare italiano in una fase di progressivo ridimensionamento del welfare pubblico quale garante dei diritti sociali.
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Europa - Politiche sociali nazionali e outcome redistributivi

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Nella Sezione: Istituzioni di welfare e stratificazione sociale

Gli studi comparativi sulla disuguaglianza risentono di alcuni gravi problemi metodologici, per cui gli interrogativi legati alle cause delle differenze della disuguaglianza tra diversi paesi rimangono irrisolti. Nella ricerca comparativa sui sistemi di welfare l’attenzione si è concentrata sui dati relativi alla spesa e ciò ha fatto sì che lo stesso welfare sia rimasto una scatola nera. Prendendo in esame nuovi dati comparativi sulle istituzioni di politica sociale e sulla disuguaglianza di reddito tra diversi gruppi di popolazione, questo studio intende fornire una base empirica più precisa per valutare le diverse, e divergenti, teorie sui sistemi di welfare e sulla eguaglianza. Saranno presentati tre casi esemplificativi: la politica per la famiglia e la povertà infantile, le indennità di disoccupazione e la povertà tra i lavoratori maturi, le pensioni di vecchiaia e la povertà tra gli anziani. I risultati suggeriscono che la chiave per comprendere gli effetti del welfare si trova nel sistema istituzionale nel livello e nella distribuzione dei diritti sociali. Il peso del welfare sulla stratificazione sociale merita maggiore attenzione da parte della ricerca sociologica.
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Criticità ed esemplificazioni del modello di «famiglia forte»

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Nella Sezione: Evoluzione del modello di «famiglia forte» e temi emergenti

Il modello mediterraneo di famiglia possiede due principali caratteristiche: l’impegno morale a sostenerei membri deboli della famiglia e la regola della reciprocità tra genitori e figli. Questa potente camera di compensazione tra le risorse e le fragilità dei figli e dei genitori è uno strumento prezioso per spiegare le peculiarità del presente comportamento demografico e del sistema di welfare nel Sud dell’Europa. L’autore analizza in questo saggio i cambiamenti intervenuti all’interno del patto intergenerazionale e auspica una ridefinizione del quadro delle politiche sociali, in grado sia di trasformare i vincoli esistenti in risorse, che di riaccendere motivazioni e aspirazioni sopite nelle giovani generazioni.
Parole chiave: politiche sociali :: famiglia :: welfare :: Sud Europa ::
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«Privatizzazione»

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Nella Sezione: Rubriche

Nell’articolo vengono presentate e discusse tre accezioni del termine «privatizzazione» riferito al sistema di welfare: sul versante dei meccanismi di finanziamento, sul versante del ruolo dei corpi intermedi, sul versante della erogazione delle prestazioni. La prima opzione – sostituzione in misura più o meno ampia degli attuali sistemi di assicurazione pubblica con sistemi di assicurazione privata – in realtà peggiora la sostenibilità macroeconomica della spesa e ha implicazioni negative rispetto agli obiettivi del welfare. La seconda accezione – una Big society basata sul trasferimento dallo Stato ai corpi intermedi della titolarità degli interventi di politica sociale – prefigura una idea premoderna di cittadinanza, frammentata in funzione delle appartenenze di gruppo o categoria. L’articolo si conclude presentando la terza accezione e collocandola nel quadro di un intervento pubblico di governo del sistema che valorizza il ruolo del mercato e dell’iniziativa privata nel campo dell’erogazione dei servizi, per migliorarne l’efficienza e l’aderenza ai bisogni.
Parole chiave: welfare :: cittadinanza :: mercato ::
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Un lungo addio a Bismarck? Le riforme del welfare nell'Europa continentale

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Le riforme del welfare in Europa

Nel tentativo di andare oltre l’idea che il modello bismarckiano di welfare capitalism sia immobile, l’articolo analizza le traiettorie di riforma dei sistemi di welfare dell’Europa continentale. Comparando le tendenze di riforma in diversi paesi e settori, esso mostra che è possibile identificare nel corso degli ultimi 25 anni quattro fasi successive di riforma (riforme mirate a proteggere il lavoratore garantito di sesso maschile, quindi incentrate sulla ristrutturazione delle prestazioni, dei finanziamenti e modalità degli assetti della governance). L’articolo sottolinea che la traiettoria seguita da questi sistemi è fortemente determinata dalle istituzioni bismarckiane di welfare, ma che essa è stata allo stesso tempo caratterizzata da un processo di apprendimento. L’articolo conclude che le conseguenze di questi cambiamenti approfondiscono la frattura insider/outsider.
Parole chiave: Europa :: welfare :: economia :: modello bismarckiano ::
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Redistribuzione, giustizia sociale e sostenibilità del welfare

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Nella Sezione: Sessione IV

Alla base della discussione di questa sessione di lavoro c'è la richiesta di ragionamenti densi: quella dello sviluppo di un pensiero sull'attività e sul ruolo del pubblico. Connettere funzione redistributiva e giustizia sociale significa attivare quella rete di protezioni, quel sistema che si rende garante dell'esercizio e della stessa esigibilità dei diritti di un sistema. Così facendo, dunque, incrocia il binomio libertà e democrazia, fondato su una cognizione della libertà e della democrazia non come diritti naturali a prescindere dalle condizioni del loro esercizio, ma come diritti da reificare e sostanziare in una dimensione individuale e collettiva. Nessuno di noi pensa più che il collettivo sia l'annullamento delle individualità, così come nessuno ritiene più il contrario, che esiste un individuo e non esiste la società.
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