Nota del Direttore
Nella Sezione: nota del direttore
I temi al centro di questo numero di Rps sono di stringente attualità, incrociando in modo diretto il dibattito politico ed economico in corso sul ruolo del fisco come fattore di condizionamento piuttosto che di promozione della crescita e dello sviluppo. Abbiamo infatti inteso offrire ai nostri lettori uno strumento di approfondimento che agevolasse la comprensione di un dibattito non sempre di facile lettura, sottolineando - lo ammettiamo - le ragioni a favore della tassazione come strumento insostituibile ai fini della produzione di azioni di carattere equitativo e ai fini del miglioramento della qualità e coesione del sistema sociale complessivo.
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La legittimità democratica della tassazione
Nella Sezione: Fisco, etica pubblica e sviluppo
Attraverso la tassazione, gli Stati moderni hanno finanziato le due basilari funzioni che hanno caratterizzato la storia delle democrazie nel ’900: l’erogazione di servizi e la redistribuzione del reddito attraverso il principio della progressività. L’odierno oltranzismo anti-tasse propugnato dalle destre di tutto il mondo non ha un fine economico, ma politico: ridurre le entrate fiscali e, a partire da esse, i servizi pubblici, e per questa via incrementare il senso di disaffezione dei cittadini dallo Stato e diminuire il senso di responsabilità collettiva. Dunque, non si può discutere del finanziamento del welfare state senza riportare al centro del dibattito politico la questione della legittimità democratica della tassazione. Spesso, infatti, le forze riformatrici sono sembrate subalterne, accettando di misurarsi sulla questione fiscale nei termini angusti imposti dai conservatori, al punto che sembra essere scomparsa la discriminante destra/sinistra, apparendo dominante da entrambi i lati un unico slogan: diminuire le tasse sempre e comunque.
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