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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)

In un tempo in cui l’incertezza sul futuro condiziona drammaticamente l’Unione Europea la conferenza si interroga sulla sua integrazione sociale e politica.

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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)
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società

Infanzie e bambini - Generazioni tra cura e autonomia

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Nel numero

Corso di vita

Nella Sezione: Generazioni, età e cambiamento sociale

La riflessione sull’infanzia, centrale nella cultura contemporanea, si è tradotta nelle scienze sociali in una elaborazione che ha visto delinearsi da un lato una sociologia dell’infanzia e, dall’altro, una sociologia dei bambini. Il riferimento al concetto di generazione apre la possibilità di ridare fondamento sociologico ad entrambe le prospettive nel loro percorso verso l’autonomia, che va considerato nel suo intreccio con le strutture sociali che ne definiscono a loro volta modalità e strumenti. Questi riferimenti e osservazioni sono indispensabili quando ci si confronta con le tematiche relative all’attribuzione di diritti soggettivi ai bambini e alla ridefinizione delle politiche sociali loro rivolte.
Parole chiave: società :: infanzia :: bambini :: generazioni :: strutture sociali ::
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Corsi di vita e life chances in prospettiva comparata

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Corso di vita

Nella Sezione: Rubriche

Nel saggio viene analizzato lo stato dell’arte della ricerca comparata transnazionale sul corso di vita, e discussi alcuni dei problemi sostanziali e metodologici affrontati in questo ambito. In un primo momento viene considerata l’evoluzione dello sviluppo umano, vengono quindi descritti i tentativi iniziali di sistematizzazione della varianza, sia sul piano storico che transnazionale, ed esaminate le configurazioni istituzionali e i corrispondenti regimi dei corsi di vita in Svezia, Germania e Stati Uniti. Nella parte finale vengono riconsiderati e discussi alcuni quesiti posti all’inizio del lavoro, in particolare se e in che misura gli scienziati sociali possano aspettarsi di giungere a risultati soddisfacenti considerando la sociologia del corso di vita in una prospettiva macro-sociologica e transnazionale, e se questo approccio sia ancora percorribile.
Parole chiave: società :: sociologia :: corso di vita :: scienze sociali ::
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Europa - Politiche sociali nazionali e outcome redistributivi

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Nella Sezione: Istituzioni di welfare e stratificazione sociale

Gli studi comparativi sulla disuguaglianza risentono di alcuni gravi problemi metodologici, per cui gli interrogativi legati alle cause delle differenze della disuguaglianza tra diversi paesi rimangono irrisolti. Nella ricerca comparativa sui sistemi di welfare l’attenzione si è concentrata sui dati relativi alla spesa e ciò ha fatto sì che lo stesso welfare sia rimasto una scatola nera. Prendendo in esame nuovi dati comparativi sulle istituzioni di politica sociale e sulla disuguaglianza di reddito tra diversi gruppi di popolazione, questo studio intende fornire una base empirica più precisa per valutare le diverse, e divergenti, teorie sui sistemi di welfare e sulla eguaglianza. Saranno presentati tre casi esemplificativi: la politica per la famiglia e la povertà infantile, le indennità di disoccupazione e la povertà tra i lavoratori maturi, le pensioni di vecchiaia e la povertà tra gli anziani. I risultati suggeriscono che la chiave per comprendere gli effetti del welfare si trova nel sistema istituzionale nel livello e nella distribuzione dei diritti sociali. Il peso del welfare sulla stratificazione sociale merita maggiore attenzione da parte della ricerca sociologica.
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Una nuova gestione delle età in una società longeva

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Corso di vita

Nella Sezione: Generazioni, età e cambiamento sociale

L’allungamento della vita mette in discussione il modello culturale dell’organizzazione delle età e dei tempi sociali; del resto il modello del ciclo di vita a tre tempi è stato progressivamente sconvolto dalle trasformazioni sociali intervenute negli ultimi decenni. In questo contesto l’impianto tradizionale del welfare state, che ricalca la suddivisone per età, non è più in grado di assicurare in modo adeguato la protezione sociale. L’autrice analizza le strategie di gestione del cambiamento adottate da alcuni paesi con un riferimento particolare alla Francia, criticandone logiche e modalità di gestione che si sono rivelate incapaci di rispondere ai nuovi bisogni di sicurezza e che hanno generato una spirale di effetti perversi rafforzando le barriere e gli stereotipi fondati sull’età ed incoraggiando logiche discriminatorie basate sull’età. Occorrono nuove politiche di gestione del ciclo di vita: la sfida è inventare una nuova forma di sicurezza in grado di conferire continuità a traiettorie di vita individualizzate ed incerte.
Parole chiave: welfare state :: società :: corso di vita :: età :: generazioni ::
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Nota del Direttore

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Nella Sezione: nota del direttore

Quando abbiamo programmato questo fascicolo sulla ristratificazione sociale eravamo consapevoli di accingerci ad un compito arduo. Nonostante l’evidenza di alcuni dei più importanti cambiamenti avvenuti o in corso, frutto di molteplici cause (prime fra tutte la globalizzazio-ne economica, l’intensità informativa, la finanziarizzazione dell’economia), e l’apparente chiarezza di una serie di «slittamenti» (di redditività, di habitus e di sicurezza sul presente e sul futuro che ormai riguardano in maniera diversa i gruppi sociali a seconda dell’appartenenza occupazionale, professionale, territoriale e generazionale) un primo frutto dell’attività di scandaglio scientifico e redazionale fatta sul tema è stato il riconoscere di lavorare ad un puzzle.
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strumenti

La ridefinizione sociale delle età: come cambiano i calendari di vita degli individui

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Corso di vita

Nella Sezione: Rubriche

A seguito del processo noto con il nome di seconda transizione demografica, le società occidentali, Italia compresa, stanno sperimentando una progressiva traslazione di tutte le tappe fondamentali dell’esistenza, in particolare per quanto concerne la transizione allo stato adulto. Più in generale l’età alla quale gli individui sperimentano un determinato evento subisce un processo di adeguamento alle trasformazioni socio-culturali e demografiche che si realizzano nella popolazione di riferimento. In questo contesto, l’età cronologica, pur rimanendo un importante indicatore nel corso della vita delle persone, non consente più da sola di cogliere tutte le sequenze e le trasformazioni che caratterizzano i nuovi calendari di vita. Occorre, dunque, fare riferimento a nuove categorie esplicative, come quella di età sociale, che consentono di tenere conto del processo di modellamento delle biografieindividuali ai fenomeni collettivi.
Parole chiave: società :: corso di vita :: età :: generazioni :: Occidente ::
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Il mondo che abbiamo dimenticato: una rassegna storica del corso di vita

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Corso di vita
L’articolo, uscito per la prima volta nel 1986, con lo stesso titolo come capitolo del volume Later life: The social psychology of aging, curato da V.W. Marshall, viene presentato qui in una versione leggermente abbreviata e aggiornata da una post-fazione dell’autore. Esso rappresenta nella letteratura mondiale il primo, o almeno il più significativo, contributo che si concentra sull’esigenza di considerare i processi del corso della vita come dimensione indipendente della struttura sociale, come fatto sociale, ovvero uno schema di regole che disciplina una dimensione fondamentale della vita e che può essere teorizzato in termini di istituzione sociale. Nei vent’anni trascorsi l’approccio basato sul corso della di vita è diventato un’ottica ampiamente accettata e praticata; e anzi esso è divenuto indispensabile per quanti desiderino analizzare la struttura sociale al livello di azione individuale. L’articolo percorre le ragioni teoriche del passaggio, considerando i processi di strutturalizzazione della dimensione dell’età, di standardizzazione e destandardizzazione, di individualizzazione, e le diverse ottiche e prospettive (posizione, carriera, biografia).
Parole chiave: società :: corso di vita :: istituzioni sociali :: età ::
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Genere e potere - La famiglia nel XX e nel XXI secolo

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Corso di vita

Nella Sezione: Al femminile. Famiglie e corsi di vita

Il saggio analizza la famiglia in termini di relazione tra i sessi e di affiliazione intergenerazionale, considerando la struttura interna di potere e i risultati «istituzionali» di tali configurazioni. La comparazione prende in esame la miriade di varianti familiari a livello mondiale - con una sezione specifica anche sull’Europa - e ne identifica un limitato numero di raggruppamenti che derivano da più ampi sistemi normativi, religiosi e/o etici. Obiettivo dell’analisi è di ripercorrere, identificare e spiegare i processi di cambiamento e di resistenza al cambiamento avvenuti entro questi sistemi nel corso del XX secolo. Si osserva che nel corso del XX secolo sia il patriarcato che la fertilità seguono un processo di cambiamento simile, a tre ondate, pur mantenendo una propria dinamica specifica. Considerate le trasformazioni della famiglia avvenute nel corso del XX secolo, si ipotizza che la variabilità su scala globale dei modelli di famiglia si sviluppi ulteriormente e che la famiglia e le relazioni di genere possano prendere strade inattese.
Parole chiave: genere :: società :: generazioni :: modelli di famiglia ::
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I nuovi ceti popolari in Italia

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Nella Sezione: Slittamenti di status e vulnerabilità sociale

Chi sta in basso nella «modernità liquida»? La trasformazione delle condizioni di lavoro, la centralità del consumo, il ruolo dei media, della religione e del territorio sono tutti fattori che concorrono a modificare le caratteristiche dei gruppi meno privilegiati e a spiegare perché a essere determinanti oggi sono forse più i fattori di ordine culturale che quelli economici. I «nuovi ceti popolari» – fluidi, diversificati, politicamente e socialmente invisibili – si caratterizzano per la loro limitata capacità di comprendere il tempo nel quale vivono, oltre che per il loro complesso rapporto con la «tradizione» e il territorio, sentendo su di sé tutto il peso della precarietà sociale.
Parole chiave: Italia :: società :: ceti popolari ::
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I dati, ovvero dell’ambivalenza

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Nella Sezione: Sessione II - Capacità informativa, ruolo e utilizzo dei dati nei processi di policy making

Dovrebbe essere ovvio – per buon senso, e per ragioni metodologiche – che ogni volta che si è fuori da un contesto strettamente «sperimentale», i dati intrattengono con le realtà – quelle che descrivono, proiettano, valutano – rapporti molto, ed esplicitamente, ambivalenti: fa parte del loro ruolo, che non è mai indipendente dai contesti, e tanto meno neutro o oggettivo. I dati sono al servizio di ipotesi (nel migliore dei casi: corrispondono, cioè, a un lavoro esplorativo, di ricerca, di confronto), o di tesi (più frequentemente: rispondono ad un disegno che vuol dimostrare/difendere/confermare qualcosa su cui decisioni sono già prese).
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