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RPS 1 2018

Il testo è la sintesi dell’articolo pubblicato nella sezione Tema del n. 1 2018 di Rps e scaricabile dagli abbonati nella versione integrale al link:

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sindacato

L’azione del sindacato a livello territoriale

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sindacato e welfare. Un focus sull’Italia

Nel nostro paese la storia delle relazioni tra i sindacati e i governi e le istituzioni locali è abbastanza lunga, anche relazioni che consistono essenzialmente nella pratica di coinvolgimento e nel contributo delle parti sociali al disegno e all’implementazione di politiche sociali e del lavoro. Il saggio esamina le fasi e le logiche di questa storia celata, concentrando l’attenzione sulle principali caratteristiche e risultati delle relazioni e pratiche concertative di cui l’autrice individua due fasi: una prima in cui le iniziative sindacali in materia di lavoro e politiche sociali a livello territoriale sono di natura essenzialmente contingente e rivendicativa; in seguito le iniziative sono divengono più intenzionali e strategicamente orientate così che si va approfondendo il coinvolgimento e il ruolo del sindacato nella costituzione di reti sociali di protezione sociale e nel welfare locale.
Parole chiave: sindacato :: Italia :: negoziazione territoriale ::
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Italia. La lunga marcia nel sindacato. Dall’iscrizione come immigrati alla partecipazione come lavoratori

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Essere immigrati: lavoro sindacato sfruttamento tutele

In Italia i lavoratori immigrati iscritti ai sindacati sono oggi un milione circa. In proposito diversi studiosi e osservatori europei hanno parlato di peculiarità italiana dovuta all’impegno particolare delle strutture confederali di servizio nel supportare e accompagnare gli immigrati nei percorsi d’inserimento in un contesto sociale, amministrativo e politico nel quale risulta spesso difficile anche esercitare i diritti loro formalmente riconosciuti. Nell’articolo si mette in evidenza come proprio tale successo, in un quadro di cambiamenti profondi degli assetti del mercato del lavoro e della struttura dell’occupazione, oggi ponga all’ordine del giorno del sindacato, con particolare urgenza, il problema di corrispondere alla crescente richiesta di partecipazione che emerge dalla componente immigrata dei lavoratori italiani.
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Dalla flessibilità oraria alla flessibilità numerica? Considerazioni sull'azione governativa e l'intervento del sindacato

Articolo scritto da:

Nel numero

Tempi e orari

Nella Sezione: Fra passato e futuro. La contrattazione degli orari e la flessibilità

L’articolo esamina i risultati dell’implementazione della legge 30/03 alla luce degli andamenti della contrattazione collettiva successiva alla sua emanazione, e verificandone gli esiti in riferimento alle scelte assunte dalla Cgil in proposito. Successivamente viene svolto un commento di alcune indagini Istat e di altri istituti sull’incidenza delle disposizioni della legge 30 sul mercato del lavoro italiano. I risultati desunti sonoche la contrattazione ha ottemperato in larga misura le indicazioni elaborate dalla Cgil, e che tuttavia si iniziano a scorgere possibili indizi di un indebolimento complessivo della tenuta dell’occupazione italiana, in larga misura dovuti al crescente peso dei rapporti a termine (specie per l’occupazione femminile). Di qui la necessità di porre mano radicalmente alle legislazione vigente.
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letture

Il welfare di Bruno Trentin

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

Il testo di Bruno Trentin riproposto ai lettori di Rps qui introdotto da Michele Magno esemplifica le proposte di riforma dello Stato sociale da lui avanzate in qualità di responsabile dell’Ufficio di Programma della Cgil e discusse nella conferenza nazionale della stessa confederazione del 1995. L’introduzione richiama il più ampio contesto culturale e valoriale del pensiero di Trentin. L'idea centrale è quella di una welfare society, in cui alla logica del risarcimento si sostituisca una logica di promozione dei diritti di cittadinanza. Viene esaminata, in particolare, la crisi del principio assicurativo, che richiede un concorso trasparente della fiscalità generale al finanziamento della sicurezza sociale. I suoi valori di solidarietà vanno fondati non solo nel campo della distribuzione del reddito, ma soprattutto nell'offerta di beni e servizi reali alle persone. Esplicito, infine, è l'invito al sindacato affinché guardi in termini sistematici alla riforma del welfare, evitando di identificarla quasi esclusivamente con la questione delle pensioni.
Parole chiave: sindacato :: Trentin :: diritti sociali ::
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QUESTIONE SOCIALE E NEOPOPULISMI

Neopopulismi: quale sfida per l’azione sociale del sindacato?

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubrica

Che cosa deve fare il sindacato per essere ancora, nello straordinario mutamento di fase che si è aperto con la crisi del 2008, un attore sociale e istituzionale di prima grandezza? Da tempo svariati movimenti neopopulisti insidiano, in vario modo e con diversi argomenti, la pretesa del sindacato di rappresentare monopolisticamente gli interessi generali dei governati e, persino, quelli particolari dei lavoratori. Per far fronte a questa sfida esistenziale, il sindacato è chiamato, prima di tutto, a comprendere il nucleo di verità sotteso alle domande di sicurezza patrimoniale e identitaria di cui i neopopulismi sono espressione. Le pericolose derive sovraniste, nazionaliste, xenofobe del neopopulismo possono essere combattute solo radicalizzando il loro contenuto e portando il conflitto a una nuova fase costituente.
Parole chiave: sindacato :: nepopulismo ::
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Politica economica e scelte di welfare: l'analisi della Cgil

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Trascorsi, tendenze, confronti

Nei prossimi mesi verranno prese decisioni importanti di politica economica: la manovra di aggiustamento di bilancio a fronte dello sfondamento del tetto del tre per cento, la predisposizione del Dpef, l’annunciato provvedimento di riduzione delle tasse. Per quanto il governo tenterà di mascherare il costo sociale delle proprie scelte, risulterà comunque evidente su quali ceti sociali graverà il costo più elevato. Nel contempo non si registrano segni di ripresa economica, il tasso di sviluppo per il 2004 è di poco superiore allo zero, il tasso d’inflazione in Italia è superiore alla media europea, la crisi dell’apparato produttivo si aggrava, la povertà aumenta. Il bilancio non è solo negativo, ma catastrofico. Il sindacato, ribadendo la sua idea di stato sociale universalistico e di qualità, si prepara a contrastare duramente le politiche del governo.
Parole chiave: sindacato :: welfare :: Cgil :: fisco :: politica economica ::
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Sandro Del Fattore

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Intersessione - Riflessioni e valutazioni del mondo sindacale e politico

Voglio in primo luogo soffermarmi su una questione: come è arrivato il sindacato ad assumere con grande decisione il tema delle politiche integrate? Siamo arrivati a questo approccio cercando innanzitutto di capire quali fossero le criticità maggiori del tradizionale sistema di welfare rispetto alle novità presenti nell’attuale contesto economico- sociale. Ci siamo avviati in questo percorso di ricerca perché convinti che il welfare si difende meglio se si individuano razionalmente le criticità e si è in grado di costruire nuove proposte. Analizziamone alcune caratteristiche. In primo luogo, ci sono noti gli straordinari cambiamenti tecnologici e produttivi che hanno rivoluzionato il mondo moderno a partire dal campo dell’informazione e delle comunicazioni.
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Le riforme pensionistiche in Italia. Un’analisi storica dei «giochi di solidarietà»

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sindacato e welfare. Un focus sull’Italia

L’articolo analizza in chiave storica la riforma delle pensioni in Italia negli ultimi due decenni, nel tentativo di far luce sul ruolo sindacale nel relativo processo politico e di proporre alcune ipotesi sulle conseguenze redistributive delle riforme concertate. Il riferimento è ai cosiddetti «giochi di solidarietà», ovvero alle strategie di competizione tra gli attori negoziali al fine di distribuire costi e benefici dei nuovi interventi. Lo studio delle diverse riforme concertate e dei loro effetti (soprattutto della Riform Dini del 1995) permette di svolgere una prima valutazione dell'azione sindacale. Mentre parte della letteratura ha sottolineato la sua difesa degli interessi dei propri iscritti (anche a danno degli interessi collettivi) l'analisi mostra l'interazione più complessa tra idee e preferenze. Il breve confronto con altri paesi europei conferma la necessità di recuperare una dimensione legata agli interessi per comprendere i processi di riforma delle politiche sociali e i loro esiti, seppure in un approccio più ampio.
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La contrattazione sociale: diritti, democrazia, azione sindacale

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Esperienze.

L’azione negoziale del sindacato italiano sul welfare è diffusa almeno dagli anni settanta del XX secolo. Questa si è intrecciata alle riforme istituzionali e amministrative (titolo V della Costituzione; leggi elettorali amministrative), alla legislazione sociale (legge 328/2000 sul sistema integrato dei servizi sociali), allo sviluppo di processi decisionali partecipati, nonché agli strumenti di regolazione delle relazioni industriali. Oggi, la contrattazione sociale si sviluppa nella programmazione negoziata del welfare territoriale e nel confronto sulle politiche di bilancio delle amministrazioni locali. Negli anni della crisi economica e finanziaria la contrattazione è stata un sensore della crisi fiscale e occupazionale delle società locali. La crisi, inoltre, ha stimolato riflessioni per lo stesso sindacato: in merito al rapporto con i cittadini, con gli stakeholders del territorio, con la propria constituency e con il proprio modello organizzativo.
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Germania - L'Ig Metall e la difficile ricerca di un equilibrio tra salari e orari

Articolo scritto da:

Nel numero

Tempi e orari

Nella Sezione: Evoluzione delle logiche nazionali di organizzazione e gestione dei tempi di lavoro

L’articolo analizza gli sviluppi della politica sindacale tedesca nel settore metalmeccanico a partire dai mutamenti economici e di contesto che hanno caratterizzato gli anni 90 e gli effetti che questi hanno prodotto sui rapporti di forza all’interno delle aziende. Le conseguenze della parziale perdita di potere del sindacato si sono manifestate in particolare con la proliferazione di deroghe ai contratti collettivi e la crescente impossibilità di procedere a una loro applicazione «automatica» in sede di azienda. L’esempio più recente è rappresentato dalla firma del contratto collettivo detto «Pforzheim» del 2004 reso possibile dalla forte pressione ricattatoria data dalla possibilità di esportazione dei siti di produzione che consente di scaricare i costi della produttività e della competitività con sempre maggiore prepotenza sui dipendenti in termini di salario e di orario di lavoro.
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