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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)

In un tempo in cui l’incertezza sul futuro condiziona drammaticamente l’Unione Europea la conferenza si interroga sulla sua integrazione sociale e politica.

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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)
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riforme del mercato del lavoro

Esiste un modello scandinavo? Un confronto sulle riforme del lavoro in Svezia e Danimarca

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Le riforme del mercato del lavoro in Europa

L’articolo mette in relazione i tratti essenziali della regolazione del lavoro in due paesi scandinavi – Danimarca e Svezia – soffermandosi in particolare sull’analisi degli ammortizzatori sociali, dei servizi per l’impiego, delle politiche attive del lavoro. L’obiettivo è quello di verificare se esiste un unico modello del nord-europeo, fondato sulla flexicurity, cui ricondurre entrambe le esperienze. L’esistenza di un modello scandinavo piuttosto omogeneo sembrerebbe avvalorata dalla tendenziale convergenza degli indicatori economici e sociali dei paesi dell’area nordica, caratterizzati da tassi di occupazione molto elevati, da una robusta crescita economica e dall’assenza di cospicue sacche di esclusione sociale. La conclusione è che i tratti di similitudine esistenti nei sistemi di regolazione del lavoro dei due paesi non consentono di ravvisare un modello unitario.
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Nota del Direttore

Articolo scritto da:

Nella Sezione: nota del direttore

Questo fascicolo di «Rps», come già in alcune precedenti occasioni, ospita nella sua prima parte i risultati di un’interessante attività di analisi condotta a livello europeo sulle recenti riforme del mercato del lavoro. Rinviando all’introduzione di Renata Semenza per gli approfondimenti sul ciclo di incontri da cui scaturisce la pubblicazione da lei curata, è il caso qui di sottolineare come la prospettiva adottata da questo network – l’individuazione di parametri condivisi per l’osservazione e la valutazione degli effetti delle riforme sul mercato del lavoro e sul sistema di welfare state in singoli paesi e in chiave comparata – sia sembrata alla «Rivista» particolarmente coerente con gli interessi e l’ottica tematica che le è propria.
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Dopo il miracolo: le recenti riforme del mercato del lavoro e del welfare nei Paesi Bassi

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Le riforme del mercato del lavoro in Europa

Il saggio analizza le riforme in materia di regolazione dei salari, protezione sociale e mercato del lavoro nei Paesi Bassi, concentrandosi in particolare sui più recenti sviluppi. La tesi del saggio è che i Paesi Bassi, come gran parte dei sistemi europei di welfare, siano entrati in un’età di «riforma permanente». In particolare si evidenzia come oggi le aziende private e le relazioni contrattuali con le agenzie pubbliche abbiano acquisito un ruolo più importante nell’amministrazione della protezione sociale e nella politica del lavoro, mentre si è indebolito il ruolo delle parti sociali tradizionali. Tuttavia la maggior parte delle riforme continuano a essere negoziate con le parti sociali e la concertazione è ancora un asse portante del sistema decisionale, anche se non esente da conflitti. La conclusione cui conduce il saggio è che le riforme, per quanto marginali, se prese singolarmente hanno prodotto un importante cambiamento e una ridefinizione dell’approccio olandese alla protezione sociale e alla politica del lavoro.
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Le riforme del mercato del lavoro e i problemi aperti: le riflessioni di un economista

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Le riforme del mercato del lavoro in Europa

Questa nota prende in esame il tema delle riforme del mercato del lavoro e propone una valutazione delle stesse alla luce dei problemi strutturali e degli squilibri macroeconomici che interessano le economie europee. L’agenda delle politiche viene affrontata considerando le interazioni con l’assetto istituzionale mettendone in evidenza le inefficienze in termini di effetti di sostituzione e di spiazzamento. I costi delle riforme e le difficoltà di implementazione delle politiche vengono analizzati nel quadro delle riforme in corso di attuazione. Le tendenze future e le questioni ancora aperte offrono alcuni spunti conclusivi.
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Le riforme dei mercati del lavoro in Europa

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Le riforme del mercato del lavoro in Europa

La prima parte di questo numero della rivista coglie l’occasione di un ciclo di seminari internazionali in cui le tematiche qui affrontate sono state oggetto di analisi e di discussione. Questo primo ciclo, realizzato nel corso del 2006-2007, intitolato Monitoring Labour Market Reforms (Grant Agreement vs/2005/0725), è parte di un progetto europeo coordinato dall’Agenzia per l’impiego della Regione Lombardia, realizzato dall’Istituto per la ricerca sociale (Irs), con la collaborazione del Dipartimento di studi del Lavoro e del welfare dell’Università di Milano. Il progetto europeo di studio delle riforme dei mercati del lavoro in alcuni paesi dell’Unione europea, è finalizzato all’elaborazione di parametri condivisi di osservazione e valutazione degli effetti delle riforme sul mercato del lavoro e sul sistema di welfare state.
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Il caso italiano: dalla regolazione dei contratti alla riforma del welfare?

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Le riforme del mercato del lavoro in Europa

L’articolo analizza le tappe del processo di riforma del mercato del lavoro alla luce delle condizioni peculiari che, nella comparazione europea, ancora contraddistinguono il caso italiano caratterizzato da evidenti forme di segmentazione. A partire dagli anni ’90 il sistema d’intervento nel mercato del lavoro inizia faticosamente a modificarsi in risposta alle sfide poste dall’Ue e dalla crescente pressione competitiva: aumenta il ruolo delle politiche attive del lavoro, si procede ad una revisione del sistema di regolazione dei contratti di lavoro e della contrattazione salariale verso una maggiore flessibilità. Contestualmente, la mancanza di una revisione complessiva dei regimi di protezione del lavoro e di sostegno del reddito contribuisce a cristallizzare le differenze di trattamento fra i lavoratori, di cui una parte ormai consistente presenta dei profili occupazionali frammentati, protezioni sociali molto basse o difficilmente utilizzabili generando effetti negativi non soltanto sul piano della giustizia sociale, ma anche sul piano dell’efficienza economica.
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Flexicurity

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

Nel dibattito di politica economica, anche in sede comunitaria, il tema della flexicurity – combinazione «virtuosa» fra crescita della flessibilità sul mercato del lavoro e incremento della sicurezza e dell’occupabilità dei lavoratori – sta acquisendo un notevole risalto. In questo contributo in primo luogo si richiama l’enfasi attribuita dalle istituzioni comunitarie alla flexicurity come strategia in grado di conciliare la ricerca della competitività con la sopravvivenza del modello sociale europeo e si riportano le numerose definizioni di flexicurity presenti in letteratura e le molteplici dimensioni che contribuiscono ad identificare tale concetto. Successivamente, dopo aver brevemente descritto l’esperienza della Danimarca, ci si interroga sulla possibilità di esportare il modello di flexicurity in paesi, come l’Italia, con contesti socio-economici profondamente diversi da quello danese.
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Le recenti riforme dei mercati del lavoro europei - Uno sguardo d’insieme

Nella Sezione: Le riforme del mercato del lavoro in Europa

L’articolo analizza in chiave comparata l’insieme delle riforme del mercato del lavoro messe in atto dai paesi europei a partire dalla seconda metà degli anni novanta. L’analisi condotta su fonti secondarie si pone un duplice obiettivo: da un lato evidenziare quali sono state le principali aree di policy investite dalle riforme e il grado di intensità e di continuità del processo di riforma; dall’altro di verificare sia l’esistenza di strategie comuni che la congruenza delle riforme realizzate rispetto alle condizioni di partenza dei mercati nazionali del lavoro. Le strategie di riforma e l’evoluzione verso gli obiettivi occupazionali di Lisbona vengono poi considerate alla luce dei diversi modelli di welfare regimes presenti in Europa. L’analisi comparata mette in evidenza come il processo di riforma dei mercati del lavoro dei paesi europei si sia intensificato negli ultimi dieci anni, ma anche come siano state realizzate delle riforme «leggere» e parziali, che non corrispondono a strategie comuni di riforma se non per il fatto che gli interventi rispecchiano in larga parte le indicazioni della strategia europea per l’occupazione.
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Francia - Riforme del mercato del lavoro e politiche contro la disoccupazione: i nuovi orientamenti

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Le riforme del mercato del lavoro in Europa

Il saggio prende in esame le principali caratteristiche del mercato del lavoro francese e le riforme avviate a partire dai primi anni del secolo, con riferimento particolare a tre aree: flexicurity e contratti di lavoro, indennità di disoccupazione, assistenza al reinserimento nel mercato del lavoro. Il processo di riforma è tuttora in discussione e ad esso, dopo le recenti elezioni presidenziali e la designazione di un nuovo governo, l’agenda politica riserva ancora la priorità con due progetti: l’introduzione per via legislativa di un contratto unico di lavoro per la fine dell’anno e l’accorpamento tra il Fondo per la disoccupazione (Unedic) e l’Agenzia per l’impiego (Anpe).
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Il sistema di protezione del reddito dei disoccupati in Italia

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

L’esigenza di una ridefinizione dei sistemi di protezione sociale, ed in particolare degli strumenti di sostegno al reddito dei disoccupati, è una delle questioni presenti con cadenza quasi quotidiana nel dibattito politico, a livello nazionale e comunitario. I paesi dell’Unione europea hanno più volte riformato i loro sistemi negli ultimi anni, coerentemente con le finalità espresse durante il vertice di Lisbona nel 2000. In questo contributo ci si concentra sulle caratteristiche del sistema italiano, mettendone in evidenza sia le peculiarità rispetto ad altre esperienze europee, che gli aspetti critici che dovrebbero essere toccati da un’eventuale riforma.
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