Le riforme del mercato del lavoro e i problemi aperti: le riflessioni di un economista
Nella Sezione: Le riforme del mercato del lavoro in Europa
Questa nota prende in esame il tema delle riforme del mercato del lavoro e propone una valutazione delle
stesse alla luce dei problemi strutturali e degli squilibri macroeconomici che interessano le economie europee. L’agenda delle politiche viene affrontata considerando le interazioni con l’assetto istituzionale mettendone in evidenza le inefficienze in termini di effetti di sostituzione e di spiazzamento. I costi delle riforme e le difficoltà di implementazione delle politiche vengono analizzati nel quadro delle riforme in corso di attuazione. Le tendenze future e le questioni ancora aperte offrono alcuni spunti conclusivi.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Le riforme dei mercati del lavoro in Europa
Nella Sezione: Le riforme del mercato del lavoro in Europa
La prima parte di questo numero della rivista coglie l’occasione di un ciclo di seminari internazionali in cui le tematiche qui affrontate sono state oggetto di analisi e di discussione. Questo primo ciclo, realizzato nel corso del 2006-2007, intitolato Monitoring Labour Market Reforms (Grant Agreement vs/2005/0725), è parte di un progetto europeo coordinato dall’Agenzia per l’impiego della Regione Lombardia, realizzato dall’Istituto per la ricerca sociale (Irs), con la collaborazione del Dipartimento di studi del Lavoro e del welfare dell’Università di Milano. Il progetto europeo di studio delle riforme dei mercati del lavoro in alcuni paesi dell’Unione europea, è finalizzato all’elaborazione di parametri condivisi di osservazione e valutazione degli effetti delle riforme sul mercato del lavoro e sul sistema di welfare state.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Il caso italiano: dalla regolazione dei contratti alla riforma del welfare?
Nella Sezione: Le riforme del mercato del lavoro in Europa
L’articolo analizza le tappe del processo di riforma del mercato del lavoro alla luce delle condizioni peculiari che, nella comparazione europea, ancora contraddistinguono il caso italiano caratterizzato da evidenti forme di segmentazione. A partire dagli anni ’90 il sistema d’intervento nel mercato del lavoro inizia faticosamente a modificarsi in risposta alle sfide poste dall’Ue e dalla crescente pressione competitiva: aumenta il ruolo delle politiche attive del lavoro, si procede ad una revisione del sistema di regolazione dei contratti di lavoro e della contrattazione salariale verso una maggiore flessibilità. Contestualmente, la mancanza di una revisione complessiva dei regimi di protezione del lavoro e di sostegno del reddito contribuisce a cristallizzare le differenze di trattamento fra i lavoratori, di cui una parte ormai consistente presenta dei profili occupazionali frammentati, protezioni sociali molto basse o difficilmente utilizzabili generando effetti negativi non soltanto sul piano della giustizia sociale, ma anche sul piano dell’efficienza economica.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Flexicurity
Nella Sezione: Rubriche
Nel dibattito di politica economica, anche in sede comunitaria, il tema della flexicurity – combinazione «virtuosa» fra crescita della flessibilità sul mercato del lavoro e incremento della sicurezza e dell’occupabilità dei lavoratori – sta acquisendo un notevole risalto. In questo contributo in primo luogo si richiama l’enfasi attribuita dalle istituzioni comunitarie alla flexicurity come strategia in grado di conciliare la ricerca della competitività con la sopravvivenza del modello sociale europeo e si riportano le numerose definizioni di flexicurity presenti in letteratura e le molteplici dimensioni che contribuiscono ad identificare tale concetto. Successivamente, dopo aver brevemente descritto l’esperienza della Danimarca, ci si interroga sulla possibilità di esportare il modello di flexicurity in paesi, come l’Italia, con contesti socio-economici profondamente diversi da quello danese.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Le recenti riforme dei mercati del lavoro europei - Uno sguardo d’insieme
Nella Sezione: Le riforme del mercato del lavoro in Europa
L’articolo analizza in chiave comparata l’insieme delle riforme del mercato del lavoro messe in atto dai paesi europei a partire dalla seconda metà degli anni novanta. L’analisi condotta su fonti secondarie si pone un duplice obiettivo: da un lato evidenziare quali sono state le principali aree di policy investite dalle riforme e il grado di intensità e di continuità del processo di riforma; dall’altro di verificare sia l’esistenza di strategie comuni che la congruenza delle riforme realizzate rispetto alle condizioni di partenza dei mercati nazionali del lavoro.
Le strategie di riforma e l’evoluzione verso gli obiettivi occupazionali di Lisbona vengono poi considerate alla luce dei diversi modelli di welfare regimes presenti in Europa. L’analisi comparata mette in evidenza come il processo di riforma dei mercati del lavoro dei paesi europei si sia intensificato negli ultimi dieci anni, ma anche come siano state realizzate delle riforme «leggere» e parziali, che non corrispondono a strategie comuni di riforma se non per il fatto che gli interventi rispecchiano in larga parte le indicazioni della strategia europea per l’occupazione.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Francia - Riforme del mercato del lavoro e politiche contro la disoccupazione: i nuovi orientamenti
Nella Sezione: Le riforme del mercato del lavoro in Europa
Il saggio prende in esame le principali caratteristiche del mercato del lavoro francese e le riforme avviate a partire dai primi anni del secolo, con riferimento particolare a tre aree: flexicurity e contratti di lavoro,
indennità di disoccupazione, assistenza al reinserimento nel mercato del lavoro.
Il processo di riforma è tuttora in discussione e ad esso, dopo le recenti elezioni presidenziali e la designazione di un nuovo governo, l’agenda politica riserva ancora la priorità con due progetti: l’introduzione
per via legislativa di un contratto unico di lavoro per la fine dell’anno e l’accorpamento tra il Fondo
per la disoccupazione (Unedic) e l’Agenzia per l’impiego (Anpe).
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Il sistema di protezione del reddito dei disoccupati in Italia
Nella Sezione: Rubriche
L’esigenza di una ridefinizione dei sistemi di protezione sociale, ed in particolare degli strumenti di sostegno al reddito dei disoccupati, è una delle questioni presenti con cadenza quasi quotidiana nel dibattito politico,
a livello nazionale e comunitario. I paesi dell’Unione europea hanno più volte riformato i loro sistemi negli ultimi anni, coerentemente con le finalità espresse durante il vertice di Lisbona nel 2000.
In questo contributo ci si concentra sulle caratteristiche del sistema italiano, mettendone in evidenza
sia le peculiarità rispetto ad altre esperienze europee, che gli aspetti critici che dovrebbero essere toccati
da un’eventuale riforma.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
La regolazione dei contratti di lavoro flessibili in Spagna: continue riforme; successi parziali
Nella Sezione: Le riforme del mercato del lavoro in Europa
Il saggio ricostruisce la storia delle riforme del mercato del lavoro in Spagna, orientate in particolare a combattere la quota di lavoratori temporanei, elevata e persistente in questo mercato del lavoro.
Le riforme si sono concentrate sugli aspetti normativi dell’impiego di lavoro temporaneo o sulle differenze economiche, in termini di costi di licenziamento, tra lavoratori temporanei e a tempo indeterminato, trascurando un aspetto molto importante della questione, ciò che noi interpretiamo come un processo di apprendimento da parte delle imprese legato alla semplicità del ricorso ai lavoratori
temporanei e la «path dependence», o «lock-in effect» (n.d.t. «effetto blocco»), determinato da tale processo. Nel complesso, le evidenze qui presentate tendono a convalidare l’idea che la persistenza del lavoro temporaneo in Spagna non è collegata in modo chiaro agli «alti» costi di licenziamento dei lavoratori a tempo indeterminato, né ad un grado insufficiente di applicazione di una regolazione normativa, specialmente dopo i cambiamenti introdotti nel 2006.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Esiste un modello scandinavo? Un confronto sulle riforme del lavoro in Svezia e Danimarca
Nella Sezione: Le riforme del mercato del lavoro in Europa
L’articolo mette in relazione i tratti essenziali della regolazione del lavoro in due paesi scandinavi –
Danimarca e Svezia – soffermandosi in particolare sull’analisi degli ammortizzatori sociali, dei servizi per l’impiego, delle politiche attive del lavoro. L’obiettivo è quello di verificare se esiste un unico modello del nord-europeo, fondato sulla flexicurity, cui ricondurre entrambe le esperienze.
L’esistenza di un modello scandinavo piuttosto omogeneo sembrerebbe avvalorata dalla tendenziale
convergenza degli indicatori economici e sociali dei paesi dell’area nordica, caratterizzati da tassi di occupazione molto elevati, da una robusta crescita economica e dall’assenza di cospicue sacche di esclusione sociale. La conclusione è che i tratti di similitudine esistenti nei sistemi di regolazione del lavoro
dei due paesi non consentono di ravvisare un modello unitario.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Nota del Direttore
Nella Sezione: nota del direttore
Questo fascicolo di «Rps», come già in alcune precedenti occasioni, ospita nella sua prima parte i risultati di un’interessante attività di analisi condotta a livello europeo sulle recenti riforme del mercato del lavoro. Rinviando all’introduzione di Renata Semenza per gli approfondimenti sul ciclo di incontri da cui scaturisce la pubblicazione da lei curata, è il caso qui di sottolineare come la prospettiva adottata da questo network – l’individuazione di parametri condivisi per l’osservazione e la valutazione degli effetti delle riforme sul mercato del lavoro e sul sistema di welfare state in singoli paesi e in chiave comparata – sia sembrata alla «Rivista» particolarmente coerente con gli interessi e l’ottica tematica che le è propria.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati