Le ragioni per un nuovo assetto del welfare in Europa
Nella Sezione: Fuori dal tema
Questo saggio - che ha costituito la «lecture 2003» dell’Associazione Manlio Rossi Doria - affronta il tema della riforma del welfare state dal punto di vista della sua conformità al processo storico di «individualizzazione», che non cessa di progredire in Europa. Nella prima parte del saggio si esamina la crisi del «sistema di welfare fordista» e delle sue tre principali istituzioni sociali: la famiglia nucleare, la grande industria e il «welfare state assicurativo». Queste istituzioni hanno garantito a lungo la sicurezza economica dei lavoratori e dei pensionati, ma hanno anche compresso le loro possibilità di auto-realizzazione sul piano sociale e professionale. Oggi, i cambiamenti in corso nel mercato del lavoro e nella famiglia e l’avvento di nuovi rischi sociali comportano una crescita della insicurezza economica e della precarietà del lavoro, ma aprono anche nuove prospettive di mobilità sociale e professionale dell’individuo.
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Paradigmi economici e riforma del welfare nelle politiche europee
Nella Sezione: Fuori dal tema
Il modello tradizionale del welfare state è entrato in crisi, per fattori demografici, per il ruolo della donna nella società, per il passaggio da un’economia industriale ad una di servizi, e, soprattutto, per gli effetti della globalizzazione. Quest’ultima porterà a esiti positivi o negativi? Sono in atto tendenze che porteranno ad un nuovo modello di welfare europeo? Liberisti e marxisti danno una lettura deterministica di tali processi, ottimistica, la prima, pessimistica, la seconda. Più variegate e potenzialmente interessanti le posizioni degli istituzionalisti euro-ottimisti, che ritengono, nell’ambito di una visione che resta tuttavia condizionata dall’economia neoclassica, che vi sia spazio per un ruolo positivo delle istituzioni, europee in particolare, per uscire dalla crisi. Una lettura disincantata del processo di Lisbona mostra però che l’Europa si muove troppo
lentamente e su linee fondamentalmente liberiste. È necessario fare riferimento a politiche macroeconomiche
europee più coraggiose e ad un insieme di valori nuovi, il welfare dello sviluppo umano, e sulla base dei principi ispiratori di tale visione definire le nuove politiche sociali.
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