Il dialogo sociale e l'allargamento dell'Unione
Nella Sezione: I percorsi dell'Europa sociale
Il contributo appunta l’attenzione sull’importanza che può assumere il dialogo sociale nel processo di allargamento dell’Unione europea, inteso come strumento di sostegno alla strategia di convergenza verso una progressiva riduzione dei divari economici e sociali esistenti tra i nuovi paesi aderenti e il resto dell’Unione. Appare chiaro, tuttavia, che l’efficacia del dialogo sociale europeo dipende dall’esistenza di solidi sistemi di relazioni industriali a livello nazionale, e quindi da una più forte legittimazione e rappresentatività
delle parti e dallo sviluppo della contrattazione collettiva.
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Introduzione al fascicolo: "Sindacato e Welfare"
Nella Sezione: nota del direttore
La forza con cui nei giorni della chiusura di questa monografia il tema
della riforma contrattuale e, in senso più ampio, quello della riconfigurazione del sistema italiano di relazioni industriali si sono andati affermando nel nostro confuso panorama socio-politico conferiscono a
questa pubblicazione il valore aggiunto dell’attualità. Stando almeno alle apparenze.
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Immigrazione e sindacato: lavori, discriminazione, rappresentanza
Nella Sezione: Rubriche
Con la pubblicazione del suo terzo Rapporto su immigrazione e sindacato, a quattro anni di distanza dal primo e due dal secondo, l'Ires si accredita definitivamente fra gli istituti più attenti e qualificati nel panorama di quelli che, nel nostro paese, si occupano delle condizioni sociali e giuridiche dei lavoratori migranti. Unico nel suo genere probabilmente, se consideriamo l'elevata specializzazione dei suoi rapporti intorno ai temi dell'integrazione al lavoro degli stranieri, delle relazioni industriali, delle politiche associative e negoziali delle organizzazioni sindacali. In ciascuno dei tre rapporti è sempre possibile rinvenire l'insieme di queste tematiche, ma a partire dal relativo primato, conferito di volta in volta ad un determinato angolo visuale: il mercato del lavoro nel primo, le relazioni industriali nel secondo, le discriminazioni nei luoghi di lavoro nel terzo.
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Nota del direttore
Nella Sezione: nota del direttore
Il fascicolo 4-08 di Rps è dedicato allo scambio fondativo, continuo e articolato fra sindacato e welfare in una prospettiva che prova a travalicare la più immediata e classica relazione fra sindacato e funzione negoziale, considerata in un’ottica lavoristica.
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La protezione sociale del lavoro come tema delle relazioni industriali
Nella Sezione: Matrici e origini
Il rapporto tra programmi
di welfare e relazioni industriali
è molto complesso. L’articolo ne
propone una ricognizione
preliminare, individuando i diversi
modi ai diversi livelli in cui
le tematiche di welfare sono state
presenti nella retorica e nella pratica
delle relazioni industriali.
Viene così individuato il passaggio
da una fase di «specializzazione
delle competenze», in cui nel discorso
pubblico delle relazioni industriali
prevale una divisione dei compiti
tra sfera dello Stato (cui compete
la predisposizione delle misure
di protezione sociale) e sfera
delle relazioni tra le parti sociali
(cui compete la determinazione della
remunerazione e delle condizioni
d’impiego del lavoro), a una fase
di messa in crisi del modello, in cui
l’assetto ordinato precedente
e le competenze e i compiti
dei vari attori diventano incerti
e si rimescolano, mentre il tema
del welfare invade e pervade
gran parte del discorso pubblico
delle relazioni industriali. Ciò
conduce al moltiplicarsi dei modi
e dei livelli in cui negli anni recenti
le parti sociali e altri attori diversi
dallo Stato centrale prendono
l’iniziativa per estendere o integrare
i programmi pubb
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La formazione professionale nel sistema italiano delle relazioni industriali
Nella Sezione: Italia. Educazione degli adulti e formazione continua
I processi di profonda trasformazione che da anni attraversano i sistemi produttivi più avanzati stanno rovesciando i vecchi assetti socio-tecnici dell’organizzazione del lavoro, conferendo un inedito rilievo alla formazione e alla motivazione delle risorse umane. Due, in particolare, appaiono essere i cardini strategici
entro cui l’impresa deve potere dispiegare i nuovi concetti della produzione: il primo attiene alla dimensione del lavoro come forza produttiva e concerne il suo valore soggettivo e la sua continua riqualificazione
ed adattabilità; il secondo investe il piano regolativo dei rapporti di produzione, ridislocando contenuti
e obiettivi delle relazioni industriali. L’articolo presenta un’aggiornata disamina dei principali indirizzi ed istituti contrattuali dedicati alla formazione e contenuti nei più recenti accordi sindacali.
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