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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)

In un tempo in cui l’incertezza sul futuro condiziona drammaticamente l’Unione Europea la conferenza si interroga sulla sua integrazione sociale e politica.

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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)
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pubblico

L'onda lunga della soggettivazione: una sfida per il welfare pubblico

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Temi e problemi

Qual è l’impatto dei processi di contrattualizzazione sullo statuto pubblico del welfare? E che cosa è da intendersi, oggi, per pubblico? L’articolo suggerisce di affrontare questi quesiti ponendo la contrattualizzazione in prospettiva storica. Nella prima parte ripercorre la storia dello sviluppo del welfare state in Italia durante i «trenta gloriosi», mettendovi in evidenza il ruolo del diritto e del riferimento ai diritti. E mette a fuoco due punti focali: a) lo statuto pubblico del welfare si afferma e si espande intrecciato con un potente processo di soggettivazione, sia giuridica che politica; b) il principio di terzietà vi viene messo in tensione e in trasformazione. Nella seconda parte segue l’evolversi di questi due punti focali, brevemente, nella messa in crisi del welfare state e poi nei cambiamenti istituzionali in atto guidati dall’imperativo della individualizzazione via contratti.
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Redistribuzione, giustizia sociale e sostenibilità del welfare

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Nella Sezione: Sessione IV

Alla base della discussione di questa sessione di lavoro c'è la richiesta di ragionamenti densi: quella dello sviluppo di un pensiero sull'attività e sul ruolo del pubblico. Connettere funzione redistributiva e giustizia sociale significa attivare quella rete di protezioni, quel sistema che si rende garante dell'esercizio e della stessa esigibilità dei diritti di un sistema. Così facendo, dunque, incrocia il binomio libertà e democrazia, fondato su una cognizione della libertà e della democrazia non come diritti naturali a prescindere dalle condizioni del loro esercizio, ma come diritti da reificare e sostanziare in una dimensione individuale e collettiva. Nessuno di noi pensa più che il collettivo sia l'annullamento delle individualità, così come nessuno ritiene più il contrario, che esiste un individuo e non esiste la società.
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Fondamenti costituzionali per una teoria delle comparazioni tra sistemi

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Nella Sezione: Temi e problemi

Nel cercare i fondamenti teorici per la comparazione tra sistemi, si incontrano serie difficoltà di commensurabilità. Si tratta di problemi ai quali non possono trovarsi soluzioni conclusive poiché non disponiamo di uno standard assoluto e definitivo in base al quale giudicare nel merito i concetti che utilizziamo. Per poter fare buone valutazioni comparative il meglio che si può fare è riconoscere la necessità delle concettualizzazioni che è necessario operare; quindi forzare le frontiere dell’analisi per poter approfondire la conoscenza e ampliare gli orizzonti delle nostre formulazioni concettuali. Tuttavia la centralità dello Stato non è un riferimento analitico idoneo per quanto riguarda le società autogovernate. Alla luce di questa ipotesi, occorre estendere l’analisi ai fondamenti concettuali e sociali dell’emergere di società che si auto-governano.
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Commercializzazione e privato nei sistemi socio-sanitari - Alcune riflessioni a partire dal caso lombardo

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Nella Sezione: Politiche

La crisi che a partire dagli anni ’70 ha coinvolto i sistemi di welfare dei paesi industrializzati ha dato avvio a profondi processi di riorganizzazione dei servizi e delle politiche. Questi processi presentano un forte orientamento verso i dettami del «new public management». A partire dai risultati di una ricerca sulle trasformazioni in corso nei sistemi locali di welfare, l’articolo si concentra sulle politiche socio-sanitarie in Lombardia. L’orientamento al mercato e l’enfasi sulla libertà di scelta dell’utente-consumatore emergono come le caratteristiche fondamentali del modello adottato in Lombardia. Le implicazioni dei processi di privatizzazione/commercializzazione saranno discussi sotto una doppia prospettiva: quella del «privato come mercato» e quella del «privato come domestico». Verranno anche evidenziati alcuni problemi legati all’indebolimento del carattere pubblico delle politiche socio-sanitarie.
Parole chiave: welfare state :: cittadinanza :: pubblico :: Lombardia ::
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Transnazionalizzare la sfera pubblica: legittimità ed efficacia dell'opinione pubblica nel postwestfaliano

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Temi e problemi

La sfera pubblica, in quanto concetto critico, si è sempre fondata su due premesse: in via di principio l’opinione pubblica dovrebbe essere normativamente legittima e politicamente efficace. Tali postulati, però, non si adattano agli spazi di confronto che oggi chiamiamo «sfere pubbliche transnazionali», che non rappresentano la comunicazione fra cittadini uguali, né la rivolgono a Stati sovrani. Il risultato è che il concetto rischia di perdere valenza critica e significato politico. Il saggio tenta di recuperare il potenziale critico della teoria della sfera pubblica rivisitando gli ideali di legittimità e di efficacia. L’autrice illustra i presupposti westfaliani impliciti nella formulazione originale di Habermas, e dimostra la loro persistenza nelle principali critiche di tipo femminista, antirazzista e multiculturale. Identifica quindi diversi aspetti della transnazionalità che problematizzano la percezione della legittimità e dell’efficacia che ha ispirato sia la teoria originale che le sue contro-teorizzazioni critiche. Infine, indica una strategia per ricostruire l’ideale di opinione pubblica legittima ed efficace per un mondo postwestfaliano.
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La nuova fase della crisi: il debito pubblico e il ritorno del neoliberismo

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Nella Sezione: Crisi debito pubblico e governance europea dell'eurozona

Dopo un’analisi sulla fase attuale della crisi, caratterizzata fra l’altro dalla persistenza della disoccupazione, il saggio si sofferma sulle misure draconiane adottate dai vari Stati (che hanno reso ancor più incerto lo scenario macroeconomico generale) e sulle caratteristiche del quadro europeo di incongruità. Questo è riconducibile, oltre che all’aggravamento del deficit pubblico, al rafforzamento degli specifici global imbalances fra Stati preesistenti alla crisi e ad un ritorno al business as usual. Questo insieme di dimensioni e l’inadeguatezza delle misure adottate dal recente Consiglio europeo (al cui orizzonte si riafferma un’ortodossia monetarista e neoliberista e la non considerazione di altre possibili scelte) si riverberano con chiarezza sull’azione e l’inazione del governo italiano in campo economico.
Parole chiave: pubblico :: debito :: privato :: austerità :: neoliberismo ::
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Per una critica del darwinismo normativo

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Nella Sezione: Campi di ricerca sulle trasformazioni del pubblico

Dopo il trauma della seconda guerra mondiale, diversi strumenti giuridici, tra cui la Dichiarazione di Filadelfia, avevano cercato di subordinare le regole della finanza e del commercio internazionale ai principi di dignità, libertà, sicurezza economica e uguaglianza degli scambi. In contrasto con tali principi si tende oggi a fare del mercato il fondamento di ogni ordine giuridico e a trattare i diritti nazionali come prodotti in competizione all’interno di un mercato delle norme. Questo darwinismo normativo è promosso dalla Banca mondiale, che ha elaborato in questo senso batterie di indicatori volti a far considerare tali diritti in maniera favorevole alle aspettative degli investitori finanziari. Il darwinismo normativo è realista solo in apparenza e contribuisce a rinchiudere i quadri dirigenti in circuiti autoreferenziali, tagliandoli fuori dalle condizioni reali di vita delle popolazioni. Fare della lotta di tutti contro tutti il principio ultimo dell’ordine giuridico mondiale non potrà che generare violenza.
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Pratiche partecipative e politiche pubbliche: studi di caso a Roma

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Politiche

L’articolo presenta sinteticamente i risultati di una ricerca su due casi di pratiche partecipative realizzate nei municipi di Roma, il Bilancio Partecipativo e le osservazioni al Piano Regolatore. Viene proposta una tipizzazione delle pratiche sulla base delle conseguenze esercitate sul sistema politico-istituzionale (consultive vs. decisionali) e del tipo di interazioni sociali che si producono al loro interno (aggregative vs. deliberative). Di tali esiti viene ricercata una spiegazione nei fattori relativi alle politiche pubbliche al cui interno si situano le pratiche, alla regolazione di queste ultime e alle culture e strategie politiche degli attori che le ideano e le promuovono all’interno dei sistemi istituzionali locali.
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L'assistenza nella storia dell'État providence

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Nella Sezione: Temi e problemi

Durante il periodo di crescita economica e progresso sociale intercorso fra il secondo dopoguerra e la metà degli anni ’70 il welfare state e l’assistenza sociale si sono sviluppati in modo sinergico assicurando protezione e integrazione sociale. Oggi non è più così. Gli interventi sociali sono sollecitati da nuove tipologie di utenti il cui principale problema attiene all’impossibilità di occupare un posto stabile nella società a causa delle congiuntura sociale ed economica. Da parte sua il welfare state ha perso molto del suo potere di garantire, attraverso un lavoro protetto, l’integrazione sociale della maggioranza della popolazione. Di fronte a queste nuove sfide, il campo dell’assistenza si amplia e si trasforma. Parallelamente, il welfare state, attraverso la decentralizzazione e diverse misure di attivazione, tende a diventare più flessibile, più vicino agli interessi degli utenti e alle specificità delle situazioni locali. Il processo cela però alcune ambiguità che obbligano ad interrogarsi sulle evoluzioni future e su come gli interventi sociali possono continuare a inscriversi nel quadro dell’esercizio di un diritto garantito dal potere pubblico-statuale.
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La comunicazione pubblica: risorsa e vincolo per la costruzione della sfera pubblica

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Nella Sezione: Campi di ricerca sulle trasformazioni del pubblico

In contesti sociali in trasformazione, nei quali lo spazio del privato e del pubblico tendono a ridefinirsi, la sfera pubblica appare sottoposta a tensioni che ne modificano la fisionomia. Il saggio intende offrire alcuni spunti di riflessione per mettere a fuoco il ruolo dei processi comunicativi nell’ambito di tali trasformazioni. A quali condizioni la comunicazione pubblica può svolgere un ruolo nell’incentivare l’attivazione di ambienti aperti al confronto tra la pluralità di posizioni presenti all’interno della società? Dal quadro delineato emerge come essa si configuri come uno strumento in grado di produrre ambienti autorefenziali come pure ambienti interessati a facilitare il confronto tra istituzioni e cittadini. Nonostante le ambivalenze che la connotano, l’attenzione per la dimensione comunicativa appare comunque come una condizione - necessaria ma non sufficiente - per l’attivazione di spazi materiali e ideali in cui discutere questioni soggette a decisioni di rilevanza collettiva.
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