Welfare locale, decentramento e cittadinanza
Nella Sezione: Sessione III
Svilupperò il mio intervento intorno a quattro punti. Innanzitutto, in via introduttiva, vorrei cercare di collocare il tema del welfare locale dentro una visione più ampia della fase storica che caratterizza attualmente il sistema di welfare italiano: se non collochiamo storicamente il tema, rischiamo infatti di attribuire al concetto di "welfare locale" valenze che non ha più, oppure significati che sono in effetti soggetti a possibili ridefinizioni in una fase, qual è quella attuale, in cui l'evoluzione del nostro sistema di welfare è tutt'altro che scontata. Cercherò poi di chiarire quali sono i caratteri che maggiormente qualificano il welfare locale nel sistema italiano. Illustrerò quindi quali sono le ragioni per cui oggi il tema del welfare locale riceve una particolare attenzione. Infine, vorrei trarre dalle considerazioni precedenti alcune indicazioni utili per la policy.
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Sindacato e processi di cambiamento nelle opinioni dei protagonisti
Nella Sezione: Sindacato e welfare. Un focus sull’Italia
Nelle pagine che seguono, attraverso una serie di interviste strutturate effettuate tra il settembre e l’ottobre 2008, sono stati interpellati sul tema del rapporto tra sindacato e welfare alcuni importanti dirigenti sindacali italiani, in particolare: Susanna Camusso, segretaria confederale Cgil, Dipartimento politiche dei settori produttivi; Carla Cantone, segretaria generale Spi-Cgil; Franco Martini, segretario generale Filcams-Cgil; Morena Piccinini, segretaria confederale Cgil, Dipartimento welfare e nuovi diritti; Giorgio Santini, segretario confederale Cisl, Dipartimento lavoro formazione sviluppo Mezzogiorno; Claudio Treves, coordinatore Dipartimento politiche del lavoro Cgil nazionale. Con questo lavoro si è inteso offrire uno scorcio sulla riflessione interna al sindacato sia relativamente al modo in cui esso ha contribuito e contribuisce a configurare il sistema italiano di welfare, sia rispetto al suo riposizionamento nello spazio del confronto politicoe all’opportunità - rimodulando parte delle proprie funzioni - di allargare il bacino di riferimento per collegarsi a nuove domande di tutela che attendono una propria rappresentanza sociale.
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«Spesa sociale»
Nella Sezione: Rubriche
Le spese per la protezione sociale costituiscono una quota rilevante del totale delle risorse prodotte dalle economie avanzate. Lo stato sociale è comunque un’istituzione relativamente recente, sviluppatasi sostanzialmente a partire dal secondo dopoguerra, e già in crisi, a detta di molti commentatori. In questo lavoro, dopo aver brevemente delineato lo sviluppo storico del welfare state, si analizza l’attuale estensione e distribuzione della spesa sociale in Italia e nel resto della Unione europea, per poi mettere in evidenza quali sono le prospettive future e quali le sfide che si pongono di fronte al mutato contesto economico, con particolare riferimento all’aumento dell’integrazione tra i paesi, al rallentamento della crescita economica in Europa e al diffondersi di nuove tecnologie. Si illustrano conoscenze consolidate, ma anche luoghi comuni privi di fondamento empirico.
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Il sistema di protezione del reddito dei disoccupati in Italia
Nella Sezione: Rubriche
L’esigenza di una ridefinizione dei sistemi di protezione sociale, ed in particolare degli strumenti di sostegno al reddito dei disoccupati, è una delle questioni presenti con cadenza quasi quotidiana nel dibattito politico,
a livello nazionale e comunitario. I paesi dell’Unione europea hanno più volte riformato i loro sistemi negli ultimi anni, coerentemente con le finalità espresse durante il vertice di Lisbona nel 2000.
In questo contributo ci si concentra sulle caratteristiche del sistema italiano, mettendone in evidenza
sia le peculiarità rispetto ad altre esperienze europee, che gli aspetti critici che dovrebbero essere toccati
da un’eventuale riforma.
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Osservatorio Europa
Nella Sezione: Rubriche
L’inizio del 2011 coincide con l’inaugurazione del «Semestre europeo», una delle principali novità della governance economica e sociale dell’Unione europea, e con l’ulteriore accelerazione in vista del risanamento dei conti pubblici e dell’introduzione delle riforme strutturali. Si tratta per molti aspetti di una vera e propria ipotesi di «germanizzazione» dell’Ue e dei suoi paesi membri. Nel presente numero di Osservatorio Europa l’attenzione è posta proprio su questi primi passi della nuova strategia europea in materia economica e sociale (sotto il nome di «Europa 2020»). Si farà poi riferimento agli altri temi centrali nel dibattito europeo: la revisione del Trattato di Lisbona al fine di istituzionalizzare il Fondo europeo per la stabilità finanziaria
(Fesf); lo stato del processo legislativo della nuova direttiva sull’orario di lavoro e della direttiva in materia di congedo parentale; e i passaggi più importanti dell’agenda europea in tema di coordinamento degli schemi di
protezione sociale e di tutela dei rom . Come sempre sono indicate una serie di letture consigliate per saperne di più sull’Europa sociale.
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Welfare locale, decentramento e cittadinanza
Nella Sezione: Sessione III
Il processo di europeizzazione implica una convergenza di risorse e di risultati. Ciò è dovuto principalmente sia a vincoli strutturali (es. l'armonizzazione economica) che a input istituzionali (es. le sentenze della Corte europea di giustizia). Questo saggio propone una riflessione su due processi: a) l'aggiustamento dei sistemi nazionali di protezione sociale per operare a livello europeo; e b) il decentramento delle politiche di safety net a livello di governo per favorire la sussidiarietà territoriale e la responsabilità democratica. Nella prima sezione vengono presentati alcuni concetti e premesse preliminari per una riflessione generale del cosiddetto "modello sociale europeo". I governi intermedi e il crescente ruolo delle Regioni dell'Ue costituiscono il focus della seconda sezione.
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La protezione sociale e il metodo paritetico in Francia
Nella Sezione: Il ruolo pubblico del sindacato nella gestione del welfare. Casi nazionali
La realizzazione e la gestione di un sistema complesso di protezione sociale segna fortemente le relazioni sociali francesi. L’articolo ricostruisce l’evoluzione del «paritarismo» che caratterizza queste relazioni interpretandolo alla luce della centralità dello Stato. L’originaria rivendicazione di democrazia sociale si è adattata ad un nuovo tipo di collocazione del lavoro dipendente nella società francese. Sono in atto oggi consistenti trasformazioni che cercano di conciliare sicurezza ed evoluzioni professionali.
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Linee di tendenza dei dispositivi di ultima rete: un quadro sull'Europa
Nella Sezione: Rubriche
Questo contributo ripercorre brevemente la nascita e l’evoluzione dei dispositivi di ultima rete nei paesi dell’Unione europea (prima dell’allargamento), delineando le condizioni di eleggibilità a fronte degli aggiustamenti e delle riforme di social protection degli anni novanta e le attuali linee di tendenza
dell’attivazione dei beneficiari dei minimi sociali. Da una panoramica delle politiche degli Stati europei emerge il modello prevalente e permeante che prevede l’attivazione dei beneficiari dei dispositivi di ultima istanza con condizioni di accesso/esclusione spesso stringenti. L’utilizzo eccessivo di strumenti restrittivi e condizionali rischia però di far riemergere un’idea di povertà «colpevole», intaccando l’impulso promozionale delle politiche di inclusione sociale.
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Generazioni sociali, prospettive di vita e sostenibilità del welfare
Nella Sezione: Generazioni, età e cambiamento sociale
La «sostenibilità» è un tema centrale per analizzare le riforme del welfare state, essa poggia in buona parte sui principi di solidarietà intergenerazionale che richiedono che le promesse fatte oggi siano mantenute tra quaranta o sessanta anni. Le riforme delle pensioni hanno la finalità di correggere questi squilibri, ma la riscrittura del contratto tra le generazioni è un’operazione delicata, poiché non è possibile conoscere chi pagherà realmente il prezzo più alto. In questo contributo vengono analizzati gli squilibri generazionali e l’entità della frattura tra le generazioni, soprattutto in relazione alla sostenibilità dei sistemi di protezione sociale e alla distribuzione del benessere in Francia e, secondariamente, in Italia. Le imponenti fluttuazioni generazionali relativamente alle esperienze di vita caratterizzano del resto la società francese e, anche se diversamente, quella italiana. La frattura è tra le generazioni nate prima del 1955 e le generazioni nate dopo; queste ultime conoscono, al contrario delle prime, un forte rallentamento economico, un alto tasso di disoccupazione giovanile e si trovano spesso in una condizione di outsiderizzazione irreversibile.
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Redistribuzione, giustizia sociale e sostenibilità del welfare
Nella Sezione: Sessione IV
Alla base della discussione di questa sessione di lavoro c'è la richiesta di ragionamenti densi: quella dello sviluppo di un pensiero sull'attività e sul ruolo del pubblico. Connettere funzione redistributiva e giustizia sociale significa attivare quella rete di protezioni, quel sistema che si rende garante dell'esercizio e della stessa esigibilità dei diritti di un sistema. Così facendo, dunque, incrocia il binomio libertà e democrazia, fondato su una cognizione della libertà e della democrazia non come diritti naturali a prescindere dalle condizioni del loro esercizio, ma come diritti da reificare e sostanziare in una dimensione individuale e collettiva. Nessuno di noi pensa più che il collettivo sia l'annullamento delle individualità, così come nessuno ritiene più il contrario, che esiste un individuo e non esiste la società.
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