La Big Society e la nuova austerità
Nella Sezione: Paradigma critico: la Big Society
La coalizione britannica di governo ha lanciato il progetto di una Big Society nello stesso momento in cui
procedeva a drastici tagli ai servizi pubblici. Gli effetti combinati di queste due decisioni segnano la fine del modello di welfare postbellico. Il racconto della Big Society comprende alcuni ideali progressisti, tra cui l’empowerment dei cittadini e il rafforzamento della società civile. Ma non prevede alcun dispositivo a favore della partecipazione di tutti e sulla responsabilità, mentre apre nuove opportunità per l’acquisizione
dei servizi pubblici da parte del grande business. Questo saggio intende proporre una critica dettagliata della Big Society nel contesto di una radicale riduzione del deficit e offrire alcune raccomandazioni per realizzare il suo potenziale progressista.
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La nuova fase della crisi: il debito pubblico e il ritorno del neoliberismo
Nella Sezione: Crisi debito pubblico e governance europea dell'eurozona
Dopo un’analisi sulla fase attuale della crisi, caratterizzata fra l’altro dalla persistenza della disoccupazione, il saggio si sofferma sulle misure draconiane adottate dai vari Stati (che hanno reso ancor più incerto lo scenario macroeconomico generale) e sulle caratteristiche del quadro europeo di incongruità. Questo è
riconducibile, oltre che all’aggravamento del deficit pubblico, al rafforzamento degli specifici global imbalances
fra Stati preesistenti alla crisi e ad un ritorno al business as usual. Questo insieme di dimensioni e l’inadeguatezza delle misure adottate dal recente Consiglio europeo (al cui orizzonte si riafferma
un’ortodossia monetarista e neoliberista e la non considerazione di altre possibili scelte) si riverberano con chiarezza sull’azione e l’inazione del governo italiano in campo economico.
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