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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)

In un tempo in cui l’incertezza sul futuro condiziona drammaticamente l’Unione Europea la conferenza si interroga sulla sua integrazione sociale e politica.

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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)
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precarietà

I giovani e il mercato del lavoro in Italia

Articolo scritto da:

Nel numero

Giovani senza

Nella Sezione: Fermo Italia

Il fenomeno della difficile inclusione dei giovani nel mercato del lavoro appare in Italia molto più marcato rispetto agli altri paesi. La lunga transizione scuola-lavoro si accompagna a bassi tassi di occupazione, elevata disoccupazione, una concentrazione crescente in lavori insicuri, con rischio di intrappolamento nella precarietà. Le riforme adottate negli ultimi decenni hanno aumentato il grado di flessibilità del mercato del lavoro soprattutto liberalizzando i contratti a termine, al fine di favorire l’inclusione nell’occupazione dei giovani. Ciò ha portato a una accentuazione della segmentazione con la concentrazione dei giovani nei lavori insicuri. L’elevata disoccupazione giovanile si è ridotta fino agli anni pre-crisi, ma al costo di una accresciuta precarietà. L’impatto della crisi sui giovani è stato drammatico, proprio per l’elevata incidenza di lavori a termine. Il deterioramento del quadro occupazionale ha eroso i deboli progressi registrati nel periodo precrisi, accentuando le criticità esistenti.
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I giovani adulti spagnoli tra lavoro e famiglia. Conciliazione ed emancipazione in prospettiva comparata e di genere

Nel numero

Giovani senza

Nella Sezione: Confronti europei

Lavorare e formare una famiglia è una questione problematica per gli spagnoli, in modo particolare per la popolazione «giovane-adulta» con un’età compresa tra 20 e 29 anni. Negli ultimi anni si sono accentuate le difficoltà di emancipazione e di conciliazione per i ragazzi e le ragazze di questa coorte a causa dell’instabilità economica, della precarietà del lavoro e del deficit di politiche sociali efficaci a favore dei nuovi nuclei familiari che essi compongono. In questo scenario le strategie adottate per rendere compatibili gli impegni professionali con la cura dei figli riproducono le differenze di genere esistenti. Tale dinamica, a sua volta, rafforza il familismo come struttura socioculturale e istituzionale basata sulla scarsa partecipazione delle donne al mercato del lavoro e su una loro maggiore prerogativa nell’ambito casalingo e riproduttivo.
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