login_rps_multi

Username:

Password:

Hai perso la password?

Username:

Password:

Retrieve lost password

calls

eventi_rps

RPS 1 2018

Il numero 1 2018 in uscita ad aprile, dedica la sezione monografica a genere e welfare, con un focus sull’Italia in prospettiva comparata.

[...]
vai all'archivio degli eventisee all the happenings
firefox
Valid XHTML 1.0 Strict

povertà

Materiali

Stime locali della povertà in Italia: caratteristiche e fattori determinanti

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

Oggetto di questo articolo è l’analisi delle caratteristiche della povertà in alcuni contesti territoriali italiani. Il presupposto sul quale si fonda è che, in un paese segnato da profonde differenze territoriali nei livelli di benessere socio-economico, limitare la rilevazione della povertà ad un’unica soglia nazionale tenda a nascondere aspetti del fenomeno presenti anche nelle zone a maggiore diffusione del benessere. L’analisi viene quindi condotta con riferimento a due diverse soglie di povertà, una fissata a livello nazionale e una calcolata in funzione del livello locale dei redditi, utilizzando i dati dell’archivio Disrel su varie realtà locali italiane. I risultati di questo esercizio confermano l’opportunità di questa doppia prospettiva, evidenziando come nel passaggio dalla soglia nazionale alle soglie locali emergano con maggiore chiarezza i differenti profili di rischio nelle aree prese in esame.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Lotta alla povertà: rischi e opportunità

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Attualità. Cause conseguenze e rimedi degli squilibri nell’Europa globalizzata

Nonostante la povertà sia un fenomeno crescente l’Italia e la Grecia non hanno ancora adottato una misura di lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Negli altri paesi europei l’intervento dello Stato è presente con sostegni economici e piani di attivazione dei beneficiari, ma nel complesso queste misure sono insufficienti a coprire la crescente domanda sociale. Non si investe in capitale sociale. Le risorse per combattere la povertà sono considerate spese, non investimenti che mettono in moto processi di emancipazione e di valorizzazione delle risorse umane a beneficio dello sviluppo economico e dell’occupazione.
Parole chiave: povertà :: esclusione sociale :: capitale umano ::
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

strumenti

La povertà come concetto duttile e come informatore delle politiche

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

Ogni anno la Commissione di indagine sull’esclusione sociale presenta un Rapporto povertà, in cui vengono illustrate, tramite una ricca serie di indicatori e approfondimenti, le principali caratteristiche della povertà in Italia nell’ultimo anno e delle politiche volte a contrastarla. La maggior parte dei dati presentati sembra in apparenza di facile interpretazione, ma non sempre è così: nella costruzione di alcuni indicatori infatti, si possono nascondere trappole concettuali che possono portare fuori strada e offrire una visione distorta della realtà. Senza un’operazione di chiarezza «preventiva» su cosa si intende davvero per povertà dunque, c’è il rischio di incorrere in fraintendimenti sulla reale condizione delle famiglie indigenti e sulle misure politiche più adatte a migliorare il loro tenore di vita. Occorre dunque liberare il campo da possibili confusioni se vogliamo evitare che le mistificazioni della politica possano determinare errori nella elaborazione dei provvedimenti più idonei da adottare.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Le sfide del Rei

Articolo scritto da:

Nella Sezione: ATTUALITA': Reddito di inclusione: è lotta alla povertà?

Il Rei è un provvedimento cruciale per il nostro paese, ma i passi da compiere sono ancora molti, se si vuole evitare che la riforma rimanga incompiuta. Innanzitutto c’è un problema di risorse, ancora insufficienti per raggiungere tutta la platea di persone in povertà assoluta e per rendere la misura adeguata, sia per quanto riguarda l’importo dei contributi economici erogati ai beneficiari, sia relativamente alla disponibilità di servizi. Gli importi stabiliti, infatti, non consentono ai beneficiari di raggiungere la soglia di povertà (l’importo di una misura contro la povertà si determina come la distanza tra la soglia di povertà e il reddito disponibile) e di soddisfare adeguatamente le proprie esigenze primarie. Da rafforzare anche i percorsi di inclusione sociale e lavorativa, ai quali deve essere assicurato un finanziamento appropriato, anche per potenziare le competenze tecnico-professionali incaricate di gestire tali processi.
Parole chiave: reddito inclusione :: povertà ::
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Persistenza della povertà e limiti dell’investimento sociale su infanzia e giovani nel Mezzogiorno

Nella Sezione: Disagio e politiche sociali

Il divario di opportunità, di risorse investite e di qualità delle politiche sociali fra le città italiane è tale da rendere evidenti due cose: la riproduzione di condizioni di grave iniquità e il progressivo depauperamento del capitale umano nelle regioni del Mezzogiorno. Soprattutto nelle aree periferiche delle conurbazioni meridionali si sta consolidando un’area sociale di bambini, adolescenti e giovani in condizioni di povertà economica di servizi e opportunità formative che costituirà un freno per qualsiasi politica di sviluppo per queste zone. Lo studio delle traiettorie dei singoli e dei gruppi consente di individuare spazi di resilienza e apprendimento per il disegno delle politiche insieme all’evidenza delle forme di riproduzione.
Parole chiave: povertà :: Mezzogiorno :: capitale umano ::
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Le politiche di trasferimento monetario per la famiglia in Italia e in sede internazionale

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Fuori dal tema

Il lavoro sviluppa un’analisi delle politiche di sostegno alle responsabilità familiari in ambito interno ed internazionale. In chiave interna, il focus è stato posto sulle modifiche apportate nell’ultimo decennio e sulle proposte di riforma dell’assetto vigente. A livello comparato, la scelta è caduta su cinque paesi, Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Belgio e Francia, accomunati dal ricorso agli in-work benefit. Dall’analisi del quadro normativo italiano emerge come le politiche adottate nell’ultimo decennio a sostegno delle responsabilità familiari abbiano lasciato insoluti alcuni problemi di fondo del sistema, indebolendo l’efficacia stessa degli interventi. Le proposte di riforma analizzate, pur nelle rispettive specificità, si prefiggono di ripensare le politiche di sostegno del reddito secondo nuove modalità di interazione tra spesa e leva fiscale.
Parole chiave: Italia :: politiche sociali :: povertà :: bilanci famiglie :: mondo :: fisco ::
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Il reddito minimo come strumento di intervento su diseguaglianza, povertà, frammentazione del mercato del lavoro

Articolo scritto da:

Nella Sezione: TEMA: Disuguali e disintegrati. L'Italia al tempo della crisi

Il reddito minimo (o di cittadinanza) è un’idea di politica di sostegno del reddito che può assumere la veste universale di un’erogazione di welfare con effetti redistributivi oppure essere concepita come strumento di lotta alla povertà o infine come strumento di garanzia di fronte al crescente impoverimento e alla frammentazione di ampi segmenti del mercato del lavoro. Tranne Grecia e Italia tutti i paesi della Ue hanno avviato politiche di sostegno universale del reddito, ma quasi tutte sono condizionate da politiche attive per l’inserimento sul mercato del lavoro. In Italia l’esperimento del Reddito minimo di inserimento (1998) è stato abbandonato ma si è allargata la platea dei beneficiari degli ammortizzatori sociali e dei sussidi di disoccupazione. A livello regionale e comunale le esperienze sono ancora circoscritte e dipendono dalle risorse disponibili, però confermano l’esistenza del desiderio di esplorare questa strada.
Parole chiave: reddito minimo :: povertà :: diseguaglianza ::
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

documentazione

Linee di tendenza dei dispositivi di ultima rete: un quadro sull'Europa

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

Questo contributo ripercorre brevemente la nascita e l’evoluzione dei dispositivi di ultima rete nei paesi dell’Unione europea (prima dell’allargamento), delineando le condizioni di eleggibilità a fronte degli aggiustamenti e delle riforme di social protection degli anni novanta e le attuali linee di tendenza dell’attivazione dei beneficiari dei minimi sociali. Da una panoramica delle politiche degli Stati europei emerge il modello prevalente e permeante che prevede l’attivazione dei beneficiari dei dispositivi di ultima istanza con condizioni di accesso/esclusione spesso stringenti. L’utilizzo eccessivo di strumenti restrittivi e condizionali rischia però di far riemergere un’idea di povertà «colpevole», intaccando l’impulso promozionale delle politiche di inclusione sociale.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Il ritorno della povertà: vecchi problemi, nuove sfide

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Welfare italiano: temi emergenti

Tornerà la povertà con la crisi in atto o è già adesso un dato della realtà italiana? Questo articolo, dopo aver considerato la posizione dell’Italia nel panorama internazionale dal punto di vista dell’ineguaglianza di reddito, si sofferma su alcune peculiarità del «modello italiano di povertà». Principali caratteristiche di questo modello sono il divario fra le regioni del Nord e quelle del Sud, e il ruolo della famiglia nei processi di impoverimento. Sullo scenario prossimo venturo della povertà grava l’assenza di un dispositivo non-discrezionale e non-contributivo di sostegno del reddito.
Parole chiave: Italia :: povertà :: divario regionale :: famiglia ::
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Il Reddito di inclusione è lotta alla povertà?

Articolo scritto da:

Nella Sezione: ATTUALITA': Reddito di inclusione: è lotta alla povertà?

Le disuguaglianze sono in crescita e le pratiche di welfare non riescono a contenerle. Il dibattito degli ultimi cinque anni si è concentrato sui trasferimenti monetari e sulla loro capacità di ridurre la povertà. I risultati non corrispondono alle aspettative e invece di ridurla è cresciuto l’assistenzialismo. È una grande criticità del welfare italiano, malgrado l’incremento delle risorse destinate a questo scopo. Prevale il materialismo metodologico fatto di tanti trasferimenti con pochi servizi, in un cronico deficit di infrastrutture e di capacità professionali per aiutare ad aiutarsi. Le probabilità che il Reddito di inclusione contribuisca a invertire questo andamento sono da scoprire, ma intanto conosciamo tutti i rischi di analoghe pratiche categoriali. La nuova misura non è esente da queste criticità e potrà contribuire alla duplicazione delle risposte, che già oggi si sovrappongono anche a vantaggio di chi non ne ha bisogno. Le analisi nelle regioni dove sono state anticipate azioni analoghe non sono incoraggianti. Per questo sono necessarie verifiche indipendenti e rigorose sui risultati di processo, di esito e di impatto sociale.
Parole chiave: povertà :: reddito inclusione ::
articolo completo visibile solo da utenti abbonati