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RPS 1 2018

Il testo è la sintesi dell’articolo pubblicato nella sezione Tema del n. 1 2018 di Rps e scaricabile dagli abbonati nella versione integrale al link:

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politiche sociali

Politiche sociali: governare per frammenti?

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sessione IV - Integrazione. Complessità del concetto e buone pratiche

Partirei da un’analisi di quello che si sta cercando di definire come sistema socio-sanitario. Si tratta di un sistema particolare, non compiuto e, che al momento si può, però, ricostruire almeno a livello teorico. Infatti, nel considerare le politiche sociali e sanitarie, ci si scontra con la difficoltà di avere dei frammenti piuttosto che un sistema vero e proprio: qualcosa che di fatto è più simile ad una nebulosa, ad un arcipelago, ad un insieme di arcipelaghi. Sulla configurazione a sistema o meno delle politiche sociali è stato scritto molto, esistono analisi approfondite e studi di caso; nonostante la carenza di informazioni, riferite in particolare alle basi di dati, utili alle decisioni e valutazioni dei risultati, una verifica complessiva di queste politiche è stata fatta in letteratura. Anche le riflessioni avanzate in questo dibattito, lasciano pensare che, in realtà, di questo "sistema" sappiamo molto.
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I cambiamenti della famiglia in Europa e le implicazioni per lo Stato e per la società

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Modelli, criticità e ipotesi di mutamento

Il saggio analizza la natura delle trasformazioni che coinvolgono la famiglia nelle società europee, interrogandosi allo stesso tempo sulle politiche contemporanee che hanno l’obiettivo di sostenerla, alla luce dei cambiamenti in atto e dei relativi rischi. Nella prima parte dell’articolo viene tracciata una panoramica delle principali trasformazioni che hanno riguardato la famiglia, prendendone in esame la struttura, l’organizzazione e le relazioni. Vengono poi analizzati i principali rischi e le sfide poste dai recenti cambiamenti sia nei confronti degli individui, che degli stati e delle società. Tra le questioni in discussione vi è quella di un impegno tuttora insufficiente nei confronti della condizione di genitore, la polarizzazione fra condizione di genitore e di coppia, l’eccessivo carico per le donne e tutto quanto concerne il lavoro di cura. La sezione finale del saggio prende in esame la risposta dello stato, sia per ciò che è stata sia per ciò che potrebbe (o dovrebbe) essere.
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Ue: la politica sociale e dell'occupazione

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Nella Sezione: I percorsi dell'Europa sociale

L’articolo delinea il percorso dell’Europa sociale e descrive in particolare la situazione attuale, soffermandosi sulle conseguenze delle decisioni del Consiglio europeo di Lisbona, del marzo 2000, nel quale i Capi di Stato e di governo hanno deciso di dotare l’Unione europea di un nuovo ambizioso obiettivo: divenire l’economia della conoscenza più competitiva del mondo, basata sulla piena e buona occupazione, con un’accresciuta coesione sociale. Vengono esaminati in dettaglio la strategia comune per l’occupazione, la nuova agenda sociale, gli sforzi di maggiore cooperazione in materia di inclusione e protezione sociale. L’articolo offre altresì uno sguardo verso il futuro, esaminando i risultati della Convenzione in ambito sociale, e concludendo sulle prospettive della Conferenza intergovernativa.
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Ripensando la global governance: attori economici e responsabilità sociale

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Attori internazionali e policymaking sociale

Sebbene la globalizzazione non sia una forza anonima e irresistibile, si dice o si percepisce che gli Stati-nazione stiano perdendo quote della loro autonomia di direzione delle politiche (sociali) nazionali. Teoricamente la perdita di capacità di governance potrebbe essere compensata attraverso un sistema basato su attori internazionali o transnazionali. In questo saggio ci soffermeremo in particolare sulle pratiche di accountability nella sfera politica transnazionale emergente che vadano al di là dei meccanismi di democratic accountability. Mentre la democratic accountability potrebbe essere una delle diverse forme di accountability, quali sono le altre potenziali forme e le loro origini e estensioni? Tali questioni teoriche saranno elaborate attraverso l’analisi delle attività di politica sociale delle aziende multinazionali. In tal modo questo studio si propone di integrare due diversi dibattiti accademici relativi da una parte al tema della global governance o delle politiche del sistema internazionale, legate alle relazioni internazionali e, dall’altra, alla politica sociale transnazionale inserita negli studi sulla politica sociale ed il management.
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Famiglia e welfare in Spagna

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Nella Sezione: Casi nazionali

L’articolo analizza i recenti sviluppi delle famiglie e delle politiche sociali in Spagna. In primo luogo si analizza l’impatto che hanno avuto le «superdonne» nel sostenere le modalità di organizzazione dell’assistenza sociale in Spagna negli ultimi decenni. Quest’ultima tipologia di mater familias, che ha contribuito in modo determinante alla prosperità e alla stabilità del paese, sta gradualmente scomparendo. I rapidi cambiamenti sociali hanno incoraggiato gli orientamenti di politica sociale in modo tale da erogare nuove prestazioni e servizi pubblici a sostegno delle famiglie. Nell’articolo si passano via via in rassegna i programmi pubblici e le leggi approvate dai governi del Pp (1996-2004) e del Psoe (dal 2004), confrontando gli orientamenti seguiti dai due principali partiti politici spagnoli negli ultimi anni. Le osservazioni conclusive ribadiscono l’idea che ciò che si riteneva fosse una «questione femminile» non può essere più affrontata «a porte chiuse».
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Quantità e qualità come funzioni del concetto di cittadinanza

Articolo scritto da:

Nel numero

Ssn

Nella Sezione: Bioscienze ed etica politica

La nostra non è affatto l’epoca della conoscenza globale, che schiaccia i saperi locali e la partecipazione dei cittadini all’attività di governo della cosa pubblica. Oggi si sta affermando l’idea che ciò che chiamiamo razionalità sia una specie di patchwork, il risultato di un'operazione di «incollamento» tra spazi di razionalità locali e circoscritti, che devono essere posti in comunicazione reciproca attraverso la disponibilità di un linguaggio comune e di uno sfondo condiviso. Non è un caso che stia emergendo un modello di «intelligenza connettiva» che si pone come obiettivo primario l’identificazione di conoscenze distribuite (distribuite knowledge) o condivise da un gruppo di agenti (common knowledge) e l’analisi e la traduzione in atto delle modalità e dei percorsi, attraverso i quali ciascuno di essi acquista la capacità di ragionare sui propri punti di vista e su quelli altrui. Il concetto di cittadinanza deve quindi essere ripensato alla luce di questi sviluppi.
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Politiche sociali nell’Africa sub-Sahariana: uno sguardo retrospettivo

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Nella Sezione: Scenari di welfare nel mondo

Il saggio offre una retrospettiva sulle politiche sociali post-coloniali dell’Africa sub-Sahariana distinguendo due fasi diverse che riguardano sia la natura delle politiche sociali sia gli obiettivi economici e politici nella regione. Nel saggio si sostiene che le politiche sociali della fase nota come ‘nazionalista’ (1960-1980) abbiano giocato sin dall’inizio un ruolo di trasformazione intrinseco e strumentale dello Stato: il meccanismo chiave delle politiche sociali è rappresentato in questa fase principalmente da investimenti nell’istruzione e nella salute. Il punto debole è stato però il crescente autoritarismo e il fallimento della trasformazione strutturale e dinamica dell’economia. Il ridimensionamento del potere pubblico durante il periodo successivo, caratterizzato appunto da politiche di stampo neoliberista (1980-2000), ha avuto come conseguenze il disastroso fallimento del diritto all’assistenza sociale ma, soprattutto, ha aperto la strada alla crisi dilagante del rapporto tra cittadinanza e Stato nell’intera regione.
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Le politiche di trasferimento monetario per la famiglia in Italia e in sede internazionale

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Fuori dal tema

Il lavoro sviluppa un’analisi delle politiche di sostegno alle responsabilità familiari in ambito interno ed internazionale. In chiave interna, il focus è stato posto sulle modifiche apportate nell’ultimo decennio e sulle proposte di riforma dell’assetto vigente. A livello comparato, la scelta è caduta su cinque paesi, Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Belgio e Francia, accomunati dal ricorso agli in-work benefit. Dall’analisi del quadro normativo italiano emerge come le politiche adottate nell’ultimo decennio a sostegno delle responsabilità familiari abbiano lasciato insoluti alcuni problemi di fondo del sistema, indebolendo l’efficacia stessa degli interventi. Le proposte di riforma analizzate, pur nelle rispettive specificità, si prefiggono di ripensare le politiche di sostegno del reddito secondo nuove modalità di interazione tra spesa e leva fiscale.
Parole chiave: Italia :: politiche sociali :: povertà :: bilanci famiglie :: mondo :: fisco ::
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I paradossi dell'attivazione nel discorso istituzionale europeo

Nella Sezione: Riflessioni sull’attivazione e sull’individualizzazione delle politiche sociali in Europa

Il dibattito sulla politica sociale europea ha una forte valenza ideologica. La regolazione che caratterizza questo tipo di politiche si basa infatti più sulla persuasione che sull’attuazione di specifiche normative. L’articolo si propone di esaminare alcuni aspetti strutturali della discussione europea in materia di politica sociale – nella misura in cui una tale discussione influenza i termini del dibattito politico riferito alla politica sociale – e, in particolare, il modo in cui questa utilizza il concetto di attivazione. Una delle prime conclusioni a cui giunge questa analisi è il carattere paradossale di tale dibattito. Dal punto di vista delle «politiche attive», i paradossi più evidenti hanno a che fare con la scomparsa della politica, intesa come arena per il confronto fra interessi e posizioni in conflitto, e la sua sostituzione con le policies, ovvero strumenti per gestire una situazione che non viene messa in discussione, e che è definita in termini di asserzione tecnico/scientifica.
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Dimenticare Lisbona? Riflessioni sulla validità del modello sociale europeo

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sessione I

Lo spazio a disposizione è molto limitato, per cui svolgerò solo alcune brevi considerazioni e ipotesi di lavoro. Betty Leone ha introdoto la sessione dicendo che esiste un modello sociale europeo. È un'affermazione su cui sono d'accordo, e credo che quanto esposto fino ad ora lo confermi. Direi, però, che la domanda viene riproposta spesso, se non altro in termini politici e ideologici. E se esiste un modello sociale europeo, questo è compatibile con i problemi della globalizzazione? La risposta non è omogenea, c'è un dibattito in corso in Europa e una parte delle soluzioni, molto forti, di carattere politico e ideologico, anche operative, dicono che questo modello sociale non è più compatibile. E non si tratta evidentemente di risposte soltanto teoriche.
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