I Fondi interprofessionali per la formazione continua
Nella Sezione: Italia. Educazione degli adulti e formazione continua
L’articolo delinea l’itinerario che ha portato dalla genesi alla operatività dei Fondi interprofessionali per la formazione, nati da accordi tra governo e parti sociali nei primi anni ’90 ma attivi solo dal 2003, tracciandone
un primo bilancio e mettendo in rilievo la potenzialità di questi strumenti. Dall’analisi proposta emerge l’importanza, per un loro pieno ed efficace sviluppo, di alcuni fattori tra cui la coerenza delle linee di programmazione strategica generale, il rilancio del ruolo della ricerca e della formazione nel paese, l’individuazione di scenari innovativi della politica industriale e dei servizi; la forte sinergia tra politiche
nazionali e regionali in particolare su ricerca e formazione; il rilancio del ruolo della formazione nelle relazioni industriali e nelle politiche contrattuali.
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Politiche dell'educazione e sistemi di welfare
Nella Sezione: Modelli di welfare e logiche di finanziamento dell’educazione
L’articolo propone un confronto tra politiche sociali e del lavoro e politiche educative, mettendone in luce le relazioni. Il confronto riguarda un arco di tempo che va dal periodo di formazione del welfare state a quello attuale che ne registra la crisi e vari tentativi di ristrutturazione. L’analisi viene condotta cercando convergenze e discordanze a due livelli: i criteri di giustizia e i regimi di policy. L’unico regime di welfare entro
il quale si realizza una efficace integrazione tra politiche sociali e politiche educative è quello che Esping-Andersen chiama «nordico» o «socialdemocratico». Proprio questa integrazione, che rispecchia una combinazione del principio dell’eguaglianza delle opportunità con quello dell’eguaglianza delle risorse, sembra essere all’origine delle migliori performance delle nazioni scandinave sul terreno dell’equità nell’educazione.
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