Verso l'individualizzazione delle politiche di attivazione? Un'introduzione
Nella Sezione: Riflessioni sull’attivazione e sull’individualizzazione delle politiche sociali in Europa
Negli ultimi anni è emersa una tendenza all’individualizzazione delle politiche di attivazione. Questa tendenza, tuttavia, non è chiara né univoca. Nelle pratiche nazionali le diverse politiche di attivazione si fondano su concezioni diverse dell’individualizzazione. Talvolta queste concezioni possono combinarsi, ma più spesso ciò non è possibile poiché queste danno risposte fondamentalmente diverse al quesito su chi sia il soggetto responsabile. La politica o l’individuo disoccupato? Questo articolo introduttivo presenta brevemente i principali «discorsi» sull’individualizzazione delle politiche di attivazione e ne evidenzia l’utilità ai fini del dibattito anche teorico. Allo stesso tempo, sottolinea che l’attenzione dovrebbe essere rivolta in primo luogo a quanto accade effettivamente nei paesi europei, e alle ambiguità e contraddizioni che caratterizzano le policy nazionali.
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Governance delle politiche di individualizzazione e attivazione: un confronto tra Italia e Olanda
Nella Sezione: Casi nazionali
Il saggio affronta inizialmente il tema delle riforme di attivazione dei sistemi di welfare e le implicazioni di questa tendenza sul contenuto delle politiche sociali. In seguito analizza brevemente il contesto storico dei sistemi di welfare in Italia e nei Paesi Bassi, soffermandosi anche sull’introduzione delle politiche di attivazione nei due paesi e sulle questioni sostanziali (che tipo di politiche sono le politiche di attivazione) e su quelle amministrative/organizzative (in che modo la loro introduzione e implementazione è organizzata
e gestita). La sezione finale dell’articolo considera il modo in cui l’introduzione delle politiche di attivazione è stata influenzata dai nuovi modelli di governance e ha a sua volta influenzato tali modelli nei due paesi. Vengono quindi considerati alcuni temi centrali del dibattito sui nuovi modelli di governance, a partire dalle analogie e dalle diversità delle tendenze istituzionali, con particolare attenzione a tre modelli fondamentali di relazioni: fra Stato centrale (nazionale) e amministrazione locale; fra Stato, mercato e società civile; fra utenti e fornitori di servizi sociali di attivazione.
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La diffusione degli approcci individuali nelle politiche europee d'attivazione - Alcune conclusioni
Nella Sezione: Casi nazionali
L’articolo, che conclude la sezione dedicata ai lavori del network Aspen (Active Social Policies European Network), rivisita i saggi in una prospettiva comparata. Esso analizza il contenuto e il significato degli approcci
individuali all’attivazione promossi dai diversi paesi dell’Unione europea, evidenziandone le differenze, sia sul piano teorico che nelle prassi politiche. L’autore considera in particolare alcuni fattori contestuali di ordine generale che influenzano il processo di definizione di questi approcci e individua i molteplici obiettivi da essi perseguiti. Si sofferma quindi sui processi di implementazione di queste politiche, che si dimostrano
di fondamentale importanza nella determinazione delle modalità di attuazione e sviluppo. Il saggio si conclude accennando alle prospettive future degli approcci individuali nell’attivazione.
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Nota del Direttore
Nella Sezione: nota del direttore
Attivazione e individualizzazione delle politiche di welfare sono i due temi al centro di questo fascicolo di «Rps». Si tratta di termini relativamente nuovi e dai significati non sempre chiari né univoci, entrati in ogni caso ormai da qualche tempo, attraverso la Strategia europea per l’occupazione, nel lessico e nell’iniziativa sociale dell’Unione e in quelle dei diversi Stati membri. Di questi nuovi termini delle politiche di welfare trattano sia i saggi di taglio tematico, sia quelli di carattere più narrativo delle singole esperienze nazionali, componendo un insieme sfaccettato di luci e di ombre rispetto al quale l’Italia sembra essere ancora in una fase di avvio, sia a causa delle inerzie di gestione nell’ambito delle politiche attive del lavoro e delle politiche sociali che a causa del fermo imposto dal governo in carica alla sperimentazione del Reddito minimo di inserimento.
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