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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)

In un tempo in cui l’incertezza sul futuro condiziona drammaticamente l’Unione Europea la conferenza si interroga sulla sua integrazione sociale e politica.

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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)
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politiche di conciliazione

La conciliazione come elemento chiave nella costruzione di un nuovo welfare: uno studio di caso

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Tempi e orari

Nella Sezione: Riduzione degli orari e conciliazione dei tempi di vita

Dall’analisi delle ultime tendenze dell’occupazione femminile e della specifica contraddizione tra la volontà/necessità delle donne di entrare e rimanere nel mercato del lavoro e l’organizzazione complessiva del mercato, così come si è venuto strutturando, discende l’urgenza di mettere a punto politiche di conciliazione. Queste non vanno intese non come misure «aggiustative» a valle per permettere alle donne, pur a prezzo di defatiganti equilibrismi, di svolgere il triplice ruolo di mogli, madre, lavoratrici, ma come politiche innovative e trasversali a monte, come perno centrale di un nuovo welfare. Questa tesi viene supportata nel saggio attraverso l’analisi di un «case study» di costruzione di una coalizione territoriale nel territorio della provincia di Arezzo e il richiamo alle più recenti raccomandazioni europee sul tema della conciliazione.
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Materiali

Italia - Orari e conciliabilità come componenti della qualità del lavoro

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Tempi e orari

Nella Sezione: Rubriche

Il contributo analizza la qualità del lavoro in Italia in relazione alla dimensione temporale, a partire dagli esiti di un’indagine Isfol sull’argomento. In particolare, facendo riferimento alla soddisfazione espressa dai lavoratori quale misura della qualità percepita del lavoro, vengono analizzate le caratteristiche dei tempi di lavoro (durata, regolarità, atipicità oraria, ecc.) in rapporto alla tipologia di impiego (temporanea vs. permanente, indipendente vs. dipendente) e ad altri aspetti dell’occupazione. Inoltre, si esamina il rapporto tra il tempo di lavoro e gli altri aspetti dell’esistenza (con i problemi e la percezione di conciliabilità collegati) in relazione alle diverse condizioni di vita e di utilizzo del tempo libero (nel rapporto con la famiglia, nell’impegno sociale, nelle attività ricreative e così via).
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Europa - Modelli di conciliazione dei tempi

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Tempi e orari

Nella Sezione: Riduzione degli orari e conciliazione dei tempi di vita

L’analisi comparata delle politiche di conciliazione promosse dai paesi europei evidenzia la presenza di diversi modelli di intervento. I dati suggeriscono di diversificare gli strumenti di conciliazione per venire incontro alle preferenze espresse da modelli famigliari e di vita sempre più eterogenei, ma anche la centralità di azioni di sistema che puntino sull’offerta di servizi pubblici di cura con orari flessibili, di buona qualità e a costi contenuti, che contrastano la divisione di genere del lavoro di cura rinforzata, invece, da politiche centrate solo sull’estensione dei congedi parentali. L’intervento pubblico consente, inoltre, di ridurre i costi che dovrebbero altrimenti sostenere le imprese e ha l’effetto, nel lungo periodo, di ridurre la povertà e le disuguaglianze sociali, oltre che di aumentare la produttività, per gli effetti positivi sulle capacità di apprendimento e le condizioni di vita delle nuove generazioni.
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I giovani adulti spagnoli tra lavoro e famiglia. Conciliazione ed emancipazione in prospettiva comparata e di genere

Nel numero

Giovani senza

Nella Sezione: Confronti europei

Lavorare e formare una famiglia è una questione problematica per gli spagnoli, in modo particolare per la popolazione «giovane-adulta» con un’età compresa tra 20 e 29 anni. Negli ultimi anni si sono accentuate le difficoltà di emancipazione e di conciliazione per i ragazzi e le ragazze di questa coorte a causa dell’instabilità economica, della precarietà del lavoro e del deficit di politiche sociali efficaci a favore dei nuovi nuclei familiari che essi compongono. In questo scenario le strategie adottate per rendere compatibili gli impegni professionali con la cura dei figli riproducono le differenze di genere esistenti. Tale dinamica, a sua volta, rafforza il familismo come struttura socioculturale e istituzionale basata sulla scarsa partecipazione delle donne al mercato del lavoro e su una loro maggiore prerogativa nell’ambito casalingo e riproduttivo.
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Italia - Fasi e tipologie delle politiche di conciliazione

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Tempi e orari

Nella Sezione: Riduzione degli orari e conciliazione dei tempi di vita

Partendo dal presupposto che per favorire la conciliazione lavoro/famiglia occorre intervenire su vari piani – la condivisione e la redistribuzione del lavoro di cura, le modalità di lavoro per il mercato, l’organizzazione dei servizi territoriali, i tempi e la fruibilità dei luoghi del vivere – il saggio prende in esame il caso italiano, mostrando in quale contesto le politiche di conciliazione si siano sviluppate e consolidate, grazie anche all’impulso dell’Unione Europea e all’importanza di un nucleo di norme, tra cui è centrale la legge 53/2000. La varietà delle esperienze svolte viene ricondotta a tre successive fasi di intervento e ad una tipologia di «misure» di conciliazione, integrata da alcune proposte. Infine vengono evidenziate alcune criticità per lo sviluppo di queste politiche e prospettato il ruolo positivo – anche ai fini della conciliazione – dell’innovazione organizzativa e del ricorso a modelli più evoluti di gestione della flessibilità.
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Le reti territoriali di conciliazione in Lombardia

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Nella Sezione: Esperienze.

Nell’era dell’austerità permanente, in diversi contesti nazionali i livelli di governo sub-nazionali, hanno messo in luce grandi potenzialità nell’individuare soluzioni innovative ai nuovi rischi e bisogni lasciati irrisolti dagli schemi di welfare nazionale di stampo tradizionale. Tali soluzioni spesso prevedono la partecipazione di attori non pubblici nella co-progettazione e co-produzione delle misure di welfare, rientrando in quell’area che è stata recentemente definita «secondo welfare». In questa prospettiva, l’esperienza della Regione Lombardia in materia di politiche di conciliazione appare un caso particolarmente interessante. La Regione ha infatti recentemente avviato una strategia ambiziosa, uno dei cui ingredienti principali consiste nella costruzione delle Reti territoriali per la conciliazione (Rtc). Dopo aver illustrato lo scenario in cui si inserisce la sperimentazione delle reti, l’articolo cerca di far luce sugli esiti del primo anno di attività indagandone due dimensioni salienti: la costruzione di una governance multi-livello e multi-attore e la co-produzione di nuove misure nell’ambito della conciliazione.
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