Anziani e contraddittorietà del bene immobiliare
Nella Sezione: Vecchiaia e politiche della casa. Analisi e proposte
Aumenta in modo esponenziale nel nostro paese la presenza delle persone anziane che vivono in condizioni di crescente crisi delle relazioni sociali e in deficit di solidarietà familiare. Queste persone, spesso, vivono in case vecchie e prive di standard di sicurezza adeguati. Se in affitto, soffrono con particolare gravità la crisi del mercato immobiliare, o vivono sotto l’incubo delle sfratto. Anche quando proprietari di casa, vedono ridursi le proprie risorse in ragione degli alti costi di manutenzione e degli oneri a cui oggi è sottoposta la proprietà della casa. Il sistema abitativo è poco attento a ricomprendere al suo interno quei servizi e opportunità che rendono possibile l’integrazione sociale, soprattutto di quanti vivono una situazione di ridotta autonomia e un limitato sistema di relazionalità. La proprietà della casa per la popolazione anziana può costituire una risorsa strategica per migliorare la loro condizione alloggiativa, e insieme contribuire ad affrontare l’emergenza abitativa del nostro paese.
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L'Ise alla prova dei fatti: uno strumento irrinunciabile, da riformare
Nella Sezione: Fuori dal tema
Il lavoro presenta un quadro della più recente evoluzione applicativa dell’Ise allo scopo di fornire alcuni spunti di riflessione per una eventuale revisione dell’istituto. L’analisi si avvale delle evidenze contenute nel recente Rapporto Isee 2006 del Ministero della Solidarietà sociale e fornisce un quadro della dimensione del ricorso all’Ise aggiornato al 31.12.2004, con riferimento all’insieme delle prestazioni che adoperano quale
criterio di selezione l’Ise e alla composizione e alle caratteristiche socio-economiche delle famiglie
richiedenti prestazioni. Nel paragrafo conclusivo si considerano alcune ipotesi di riforma dell’istituto, con
particolare riferimento alla definizione della componente reddituale e al ruolo delle franchigie patrimoniali.
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Il rischio abitativo: riflessioni fra teoria e ricerca empirica
Nella Sezione: Il ruolo della casa tra stratificazione sociale e rischio di povertà
L’articolo offre alcuni spunti di riflessione sul rapporto tra i problemi abitativi e le loro determinanti sociali più ampie, a partire dalla nozione di rischio. A monte della questione vi è il problema della relazione irrisolta tra le dinamiche di progressiva fragilizzazione e precarizzazione sociale degli individui e delle famiglie e le dimensioni, i fattori specifici che contribuiscono a determinarle. In che misura i problemi abitativi rappresentano specifici aspetti di fragilità o, viceversa, sono da guardare in relazione ad un quadro più ampio di problemi? Come incide la casa su traiettorie socialmente vulnerabili? L’ambiguità di questa relazione
si riflette in Italia nella storica separazione tra politiche abitative e politiche sociali, dove le prime si sono sviluppate secondo logiche e recinti propri che non sembrano assumere la circolarità tra dimensione abitativa e altre determinanti sociali dei problemi. Il caso delle transizioni alla vita adulta è portato come esemplificazione di questo intreccio, mostrando come il problema della casa sia una delle poste su cui si gioca una questione più ampia di integrazione sociale.
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Mixité sociale
Nella Sezione: Rubriche
Il saggio rappresenta un tentativo di lettura dei risultati della politique de la ville in termini di raggiungimento degli obiettivi di mixité sociale. La politique de la ville nasce in Francia negli anni ’80 per affrontare il problema dell’integrazione di minoranze etniche residenti nei quartieri di edilizia popolare. Pur riconoscendone la validità del principio, l’autore mette sotto accusa il metodo e i risultati cui questo ha condotto, rimprovera al discorso sulla mixité sociale di non essere stato in grado di rispondere al problema su cui fondava la propria legittimità, ma al contrario di aver prodotto un’ostilità crescente delle classi popolari nei confronti delle classi medie e nel progressivo innalzamento delle mura di cinta che proteggono le residenze delle classi medie in prossimità dei quartieri popolari. Migliori risultati, sostiene l’autore, si otterrebbero se, invece di imporre la mixité, si agevolasse la mobilità sociale, per questo egli suggerisce di agire sulle opportunità, aumentandole, così da agevolare la mobilità e ridurre le barriere che impediscono di migliorare le condizioni di vita delle persone.
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Le politiche della casa in un'ottica comparativa
Nella Sezione: Il ruolo della casa tra stratificazione sociale e rischio di povertà
La gran parte degli studi comparati sulle politiche per la casa prende in considerazione, come unità d’analisi,
gli Statinazione. Mettere a confronto le politiche attuate nei vari paesi è certamente utile per la comprensione dell’uso fatto degli strumenti a disposizione dei policymakers. Di certo lo Statonazione è l’unità d’analisi più appropriata in vista di un ingresso a pieno titolo degli studi sull’housing in quelli che affrontano le origini e le evoluzioni dell’impalcatura del welfare state. Il presente contributo si propone di suggerire
l’utilità di un’unità d’analisi subnazionale nello studio della politica per la casa; specialmente se l’approccio utilizzato è quello di politiche pubbliche. Naturalmente qualsiasi scelta comporta benefici e costi. In questo caso, verranno evidenziati quelli che comporta l’analizzare la politica per la casa in ambito urbano.
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I Contratti di quartiere
Nella Sezione: Rubriche
I Contratti di quartiere, istituiti a cavallo di un processo di profonda revisione dei meccanismi di finanziamento delle politiche abitative, costituiscono un’interessante e innovativa procedura di riqualificazione urbana «condivisa». Per la prima volta in forme esplicite risorse del settore residenziale sono utilizzate per risanare aree della città, coniugando iniziative di riqualificazione edilizia con azioni di superamento del degrado sociale: in questa azione sono chiamati in causa non solo i tradizionali attori di edilizia residenziale pubblica, ma gli abitanti, i soggetti sociali e gli operatori privati in grado di accompagnare con interventi aggiuntivi processi di trasformazione urbana «partecipata». Tre edizioni della stessa procedura ci pongono tuttavia dinanzi a gravi problemi di applicabilità dello strumento; è essenziale che nella fase attuale di avvio dei CdQ II, si giunga rapidamente ad una valutazione critica degli impedimenti che ancora ostacolano la rapida conclusione delle iniziative avviate.
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Il modello mediterraneo di housing e welfare e il caso di Roma
Nella Sezione: Il ruolo della casa tra stratificazione sociale e rischio di povertà
Il saggio intende descrivere, attraverso una modellizzazione per sistemi di welfare, il percorso delle politiche abitative in Europa e gli attuali indirizzi oggi in atto. Le trasformazioni negli impianti di regolazione nazionale, il processo di integrazione europea, le profonde modificazioni socio-economiche e demografiche impongono una riflessione sull’emergere di nuove problematiche che in potenza interessano fasce di popolazione diverse da quelle tradizionalmente coinvolte e espongono le classi medie al rischio di marginalità o vulnerabilità abitativa. Particolare spazio viene dedicato al caso italiano nel panorama dell’Europa mediterranea, con un approfondimento delle problematiche individuate nella città di Roma.
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Equità e criteri di selettività dei beneficiari di edilizia residenziale pubblica in Emilia Romagna
Nella Sezione: Rubriche
All’interno dei servizi di welfare erogati sia a livello locale che nazionale, le politiche abitative pubbliche assumono per loro natura i caratteri propri dei programmi selettivi, per i quali cioè si determina la platea dei beneficiari e il valore della prestazione (nel caso di prestazioni monetarie o di vouchers di spesa) o l’eventuale compartecipazione al costo (nel caso dei programmi in-kind) tramite una prova dei mezzi. L’utilizzo di strumenti di means testing deve essere effettuato assicurando il rispetto dei criteri di equità orizzontale e verticale nella selezione dei beneficiari. I risultati della ricerca qui presentati analizzano il sistema di selezione dei beneficiari e di determinazione dei canoni degli alloggi di edilizia residenziale pubblica in Emilia-Romagna, allo scopo di verificare l’adeguatezza della normativa vigente ad assicurare
livelli adeguati di equità. L’insufficiente capacità della normativa nell’assicurare equità orizzontale e verticale ai criteri di selettività spinge a proporre alcune modifiche al sistema di determinazione dei canoni.
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