Gran Bretagna - La pratica riformista nella politica per l’infanzia
Nella Sezione: Casi nazionali
Nel 2003, con la pubblicazione del Green Paper per l’infanzia e impegnando lo slogan «Every Child Matters», il governo inglese ha annunciato la riforma del sistema dei servizi sociali per l’infanzia, i giovani e le famiglie. La politica è ancora agli inizi cosicché non è ancora possibile valutarne gli effetti. Tuttavia l’analisi dei discorsi costruiti intorno ad essa consente di segnalare il tipo di relazione che si crea tra sistemi di valore e meccanismi di policy, tra credenze sottese alla politica e strumenti d’implementazione ipotizzati. L’articolo che qui viene presentato analizza, sulla base del materiale documentale disponibile nella rete, le intenzioni dei policy maker sottese alla nuova politica per l’infanzia inglese indagandone, in particolare, le premesse concettuali e teoriche.
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Verso l'individualizzazione delle politiche di attivazione? Un'introduzione
Nella Sezione: Riflessioni sull’attivazione e sull’individualizzazione delle politiche sociali in Europa
Negli ultimi anni è emersa una tendenza all’individualizzazione delle politiche di attivazione. Questa tendenza, tuttavia, non è chiara né univoca. Nelle pratiche nazionali le diverse politiche di attivazione si fondano su concezioni diverse dell’individualizzazione. Talvolta queste concezioni possono combinarsi, ma più spesso ciò non è possibile poiché queste danno risposte fondamentalmente diverse al quesito su chi sia il soggetto responsabile. La politica o l’individuo disoccupato? Questo articolo introduttivo presenta brevemente i principali «discorsi» sull’individualizzazione delle politiche di attivazione e ne evidenzia l’utilità ai fini del dibattito anche teorico. Allo stesso tempo, sottolinea che l’attenzione dovrebbe essere rivolta in primo luogo a quanto accade effettivamente nei paesi europei, e alle ambiguità e contraddizioni che caratterizzano le policy nazionali.
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La famiglia come tema centrale nella ricerca sociale e nel dibattito politico
Nella Sezione: Modelli, criticità e ipotesi di mutamento
Il tema della famiglia ha assunto una nuova centralità nel dibattito politico come nella ricerca sociologica, tanto per l’impatto che i suoi mutati assetti producono sul sistema di welfare e sulla sua ridefinzione, quanto rispetto alle condizioni nel mercato del lavoro. L’articolo analizza le motivazioni soggiacenti questa inedita attenzione considerando il cambiamento sociale che ha coinvolto i rapporti interni alla famiglia, quelli tra famiglia e mercato del lavoro e, infine, tra famiglia e assetti del welfare. L’autrice invita ad una riflessione
di tipo critico al fine di evitare i rischi di appiattimento a cui si espone l’analisi sociologica quando, guidata da esigenze di policy, produce riflessioni esclusivamente descrittive ed eccessivamente semplificatrici. È invece quanto mai importante porsi nuove domande, sviluppando nuovi approcci sia sul piano teorico che metodologico.
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Bisogni sociali e strategie familiari - Un modello di indagine
Nella Sezione: Rubriche
Le indagini sui bisogni sociali delle famiglie possono risultare di maggior utilità per i policy maker se condotte con specifiche metodologie mirate alle esigenze conoscitive insite nella programmazione sociale degli interventi e delle prestazioni. L’articolo illustra una proposta di modello di social survey, già applicato a varie esperienze regionali. La peculiarità del modello di indagine è rappresentata da un approccio per coorti di donne.
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Imposti e ostacoli allo sviluppo - Considerazioni su innovazione e produttività in Italia
Nella Sezione: Fisco, etica pubblica e sviluppo
Scopo principale di queste note è fornire argomenti a sostegno della tesi che in Italia l’ostacolo più serio alla costruzione di un’economia che sia competitiva ed equa è rappresentato dalla struttura produttiva, caratterizzata dalla netta prevalenza di piccole o piccolissime dimensioni aziendali e da una specializzazione produttiva largamente orientata a favore di produzioni tradizionali. Questa struttura produttiva agisce da freno alla utilizzazione del capitale umano e spinge verso strategie di crescita che non sono imperniate
sull’introduzione di innovazioni di varia natura, e perciò si rivelano fragili. La rimozione di questo ostacolo richiede interventi di policy ben diversi dal taglio alle imposte, dalla riduzione della spesa sociale e, anche, dalla perseveranza sulla strada della flessibilizzazione del mercato del lavoro.
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I bambini nel welfare state - Un approccio all’investimento sociale
Nella Sezione: Modelli, criticità e ipotesi di mutamento
ll saggio sostiene la necessità di un forte investimento sulle politiche a sostegno dell’infanzia. I bambini, sia in termini numerici che in termini di qualità dell’infanzia, vengono identificati come fulcro intorno al quale si definisce – o meno – il nuovo equilibrio del welfare. L’articolo considera in primo luogo le ragioni che influenzano le scelte riproduttive delle donne e le motivazioni della bassa fecondità, quindi analizza gli effetti negativi in termini di crescita e di sviluppo che conseguono alle attuali circostanze. In particolare, e alla luce dell’importanza del capitale umano come fattore strategico di crescita economica, l’autore sostiene la necessità di investire su una combinazione di policy che, da una parte, consenta di soddisfare i desideri procreativi delle persone – nello specifico delle donne –, impedendo che questi siano d’ostacolo alla partecipazione al mondo del lavoro; dall’altra miri alla crescita e allo sviluppo dei bambini, così da superare
le disuguaglianze sociali e culturali ereditate dai propri genitori, consentendo l’acquisizione di abilità che,
un domani, potranno essere fruttuosamente spese nel mondo del lavoro.
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Nota del Direttore
Nella Sezione: nota del direttore
C’era stata come una festa nel sistema italiano di servizi sociali quando, ormai quasi cinque anni fa, fu varata la legge di riforma n. 328/2000. Si trattava di dar vita ad un sistema imperniato sulla pratica della programmazione, sia centrale che diffusa, e sul criterio guida dell’integrazione, capace dunque di superare i principali limiti del sistema italiano, storicamente caratterizzato da accentuate disuguaglianze territoriali, discrezionalità nell’individuazione delle priorità e categorialismo degli interventi. Rispetto ad allora il tempo trascorso sembra essere stato lungo, forse perché segnato da eventi di segno contraddittorio e nel loro insieme penalizzanti le spinte e le aspettative di quell’impostazione di riforma. Questo numero di Rps dedicato al welfare locale non intende fare bilanci di quell’esperienza.
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Pubblico e governance nelle politiche ambientali
Nella Sezione: Politiche
L’articolo affronta il tema del rapporto tra governance e pubblico, centrando l’attenzione sulle politiche ambientali. La governance promuove relazioni orizzontali e partecipazione ai processi di policy e dovrebbe rafforzare ed espandere la sfera pubblica. Tuttavia, ciò avviene secondo modalità tali da contraddire la nozione stessa di pubblicità. Questo paradosso riproduce in forma nuova una antinomia profonda della modernità politica. Per sviluppare la questione viene dapprima proposta una nozione di pubblico, inteso come terza parte coinvolta in transazioni sociali. Viene poi discussa l’ultima generazione di strumenti di policy, basati su regolazione volontaria e autoregolazione. La considerazione che ne emerge è che lo spazio pubblico si espande solo nella misura in cui vengono soddisfatte due condizioni: manca il vincolo alla reciprocazione e non si è in presenza di un legame chiuso, definito una volta per tutte.
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L'applicazione dell'Isee alle prestazioni sociali per gli anziani - Il caso del Comune di Roma
Nella Sezione: Misure
La riforma del Titolo V della Costituzione e il processo che condurrà alla definizione dei Lep rappresentano dei fattori fondamentali per analizzare le prospettive del modello italiano di welfare. Al riguardo, la costruzione del sistema informativo delle politiche sociali acquisisce una funzione strategica, mentre il sistema Isee ne potrà rappresentare una prima importante componente. Questa premessa introduce l’esperienza avviata dal Comune di Roma, che si dimostra particolarmente significativa nel campo delle politiche selettive applicate alle prestazioni sociali. Infatti, mediante un’integrazione ai meccanismi di calcolo dell’Isee, facoltà consentita dalla normativa, è stato possibile tenere conto delle peculiarità della popolazione anziana e conseguire determinati obiettivi di policy.
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Italia - Genitorialità, lavoro e condizioni della conciliazione
Nella Sezione: Evoluzione del modello di «famiglia forte» e temi emergenti
L’articolo esamina i principali risultati relativi alla difficoltà di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro nel nostro paese. Prende poi in esame un aspetto particolare di questa difficoltà, ovvero l’incapacità di realizzare
pienamente i piani di fecondità desiderata. Analizzando i dati relativi ad una indagine sulle condizioni di vita delle famiglie di una provincia italiana ad alto benessere, si riscontra empiricamente un effetto positivo del tipo di lavoro della donna sull’ampiezza del gap tra numero di figli desiderati ed effettivi. Concludono alcune
considerazioni di policy.
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