Governance delle politiche di individualizzazione e attivazione: un confronto tra Italia e Olanda
Nella Sezione: Casi nazionali
Il saggio affronta inizialmente il tema delle riforme di attivazione dei sistemi di welfare e le implicazioni di questa tendenza sul contenuto delle politiche sociali. In seguito analizza brevemente il contesto storico dei sistemi di welfare in Italia e nei Paesi Bassi, soffermandosi anche sull’introduzione delle politiche di attivazione nei due paesi e sulle questioni sostanziali (che tipo di politiche sono le politiche di attivazione) e su quelle amministrative/organizzative (in che modo la loro introduzione e implementazione è organizzata
e gestita). La sezione finale dell’articolo considera il modo in cui l’introduzione delle politiche di attivazione è stata influenzata dai nuovi modelli di governance e ha a sua volta influenzato tali modelli nei due paesi. Vengono quindi considerati alcuni temi centrali del dibattito sui nuovi modelli di governance, a partire dalle analogie e dalle diversità delle tendenze istituzionali, con particolare attenzione a tre modelli fondamentali di relazioni: fra Stato centrale (nazionale) e amministrazione locale; fra Stato, mercato e società civile; fra utenti e fornitori di servizi sociali di attivazione.
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Opportunità di incontro e mobilità sociale - La diversità etnica nel welfare state olandese
Nella Sezione: Migrazioni e politiche sociali
Questo saggio intende indagare se e in quale misura i sistemi di welfare ostacolino o aiutino la coesione interetnica. Vengono posti all’attenzione due indicatori che derivano dalle teorie socio-psicologiche: l’incontro e la mobilità. Il primo concerne le possibilità di un contatto reale e ripetuto, mentre il secondo si riferisce all’assenza di confini tra insider e outsider. Il welfare state dei Paesi Bassi è considerato illustrativo di come
è possibile analizzare la politica sociale attraverso questa lente. In entrambe le dimensioni il welfare state dei Paesi Bassi funziona in misura insufficiente. Le politiche educative, al pari delle politiche
del mercato del lavoro, riducono le possibilità di incontro e di mobilità.
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Le riforme per la non autosufficienza nei Paesi Bassi
Nella Sezione: Trasformazioni e processi di ricalibratura nei regimi ad orientamento universalistico
La fondazione dell’attuale sistema di assistenza per la non autosufficienza olandese risale alla fine degli anni ’60, momento in cui venne introdotta un’assicurazione sociale obbligatoria per coprire i costi delle «spese
mediche straordinarie» (Awbz). Da allora il sistema ha sistematicamente subìto un processo di riforma. L’articolo ricostruisce la logica originale del sistema attraverso l’analisi storica e istituzionale. Successivamente vengono prese in considerazione le tendenze di riforma, ponendo particolare attenzione
a come si sia sostanziato il problema del cambiamento e ai soggetti che giocano un ruolo rilevante in tale processo. Tutti questi aspetti sono descritti e rivisti in chiave critica al fine di capire in che direzione
si muova e che impatti abbia il cambiamento istituzionale.
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Dopo il miracolo: le recenti riforme del mercato del lavoro e del welfare nei Paesi Bassi
Nella Sezione: Le riforme del mercato del lavoro in Europa
Il saggio analizza le riforme in materia di regolazione dei salari, protezione sociale e mercato del lavoro nei Paesi Bassi, concentrandosi in particolare sui più recenti sviluppi. La tesi del saggio è che i Paesi Bassi, come gran parte dei sistemi europei di welfare, siano entrati in un’età di «riforma permanente». In particolare si evidenzia come oggi le aziende private e le relazioni contrattuali con le agenzie pubbliche abbiano acquisito un ruolo più importante nell’amministrazione della protezione sociale e nella politica del lavoro, mentre si è indebolito il ruolo delle parti sociali tradizionali. Tuttavia la maggior parte delle riforme continuano a essere negoziate con le parti sociali e la concertazione è ancora un asse portante del sistema decisionale, anche se non esente da conflitti. La conclusione cui conduce il saggio è che le riforme, per quanto marginali, se prese singolarmente hanno prodotto un importante cambiamento e una ridefinizione dell’approccio olandese alla protezione sociale e alla politica del lavoro.
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Paesi Bassi - Lavoro part-time e politiche di conciliazione
Nella Sezione: Evoluzione delle logiche nazionali di organizzazione e gestione dei tempi di lavoro
Nei Paesi Bassi l’impiego part-time è un fenomeno diffuso, specie nell’universo femminile. Non solo i tassi di occupazione part-time sono più alti rispetto a qualsiasi altro paese, ma gli stessi interessati dichiarano di voler lavorare part-time e di non essere alla ricerca di un impiego a tempo pieno. Questo saggio descrive e analizza la crescita dell’impiego part-time nei Paesi Bassi come processo largamente spontaneo, innescato dal tardivo ma rapido ingresso delle donne nel mercato del lavoro, dall’atteggiamento inizialmente incerto ma in seguito incoraggiante assunto dalle istituzioni e dalle politiche del mercato del lavoro nei confronti dell’impiego part-time e, infine, dalle modifiche al sistema giuridico e fiscale volte ad abolire gran parte delle misure che consentivano un trattamento ineguale dell’impiego part-time. Inoltre il saggio prende in esame il modello economico basato su un percettore di reddito e mezzo, confrontando i Paesi Bassi con il Regno Unito e la Germania, e si chiede come mai le donne olandesi non si siano finora impegnate nella ricerca di un impiego a tempo pieno, opzione preferita dalle loro sorelle scandinave.
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