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Martedì, 1 Marzo 2011 (All day) Roma

Dal seme gettato con il "Manifesto.

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Ocse

L'immigrazione nei paesi Ocse: un panorama sfaccettato

Nel numero

Migrazioni

Nella Sezione: Migrare nel mondo. Spinte e tendenze globali

L’articolo considera le principali evoluzioni in materia di migrazioni internazionali nei paesi Ocse, i cui flussi sono stati profondamente modificati da grandi avvenimenti geopolitici che hanno segnato l’inizio del terzo millennio e la fine del precedente. Parallelamente al persistere delle migrazioni tradizionali, si assiste all’emergere di correnti migratorie nuove. Partendo da questa analisi, gli autori identificano alcune delle sfide future, in particolare per quanto concerne la mobilità internazionale della manodopera – specie quella altamente qualificata – e l’integrazione dei lavoratori stranieri o migranti nel mercato del lavoro, a cui dovranno rispondere le politiche migratorie per poter soddisfare i bisogni del mercato del lavoro e allo stesso tempo rispondere agli impegni internazionali e umanitari.
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Il ruolo dell’Ocse e dell’Ue nelle politiche nazionali del lavoro. Il caso della Repubblica Ceca

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Politiche e casi nazionali

L’articolo analizza il ruolo svolto dall’Ocse con la sua «Jobs Strategy» (Strategia dell’occupazione), e quello svolto dall’Ue con la «Strategia europea dell’occupazione» (European employment strategy, Ees), nello sviluppo della politica macro-economica, dell’occupazione e del mercato del lavoro nella Repubblica Ceca. In quanto membro a pieno titolo delle due organizzazioni, la Repubblica Ceca è soggetta alla loro discreta e non vincolante consulenza in materia di riforma del mercato del lavoro. I modelli di riferimento dell’Ocse e dell’Ue sono simili, dal momento che entrambi insistono sulla politica macroeconomica orientata alla crescita, sostenuta da politiche attive del lavoro, da servizi pubblici per l’impiego attivi ed efficaci e dalla deregulation dei mercati del lavoro. L’Ocse sostiene però attivamente la necessità di coinvolgere l’attore privato nei mercati del lavoro, mentre l’Ue insiste sul ruolo del settore pubblico.
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