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RPS 1 2018

Il testo è la sintesi dell’articolo pubblicato nella sezione Tema del n. 1 2018 di Rps e scaricabile dagli abbonati nella versione integrale al link:

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occupazione

Dimenticare Lisbona? Riflessioni sulla validità del modello sociale europeo

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sessione I

L'analisi del ruolo della cosiddetta "Strategia di Lisbona" nell'ambito dell'occupazione e della protezione sociale non è semplice per due motivi: prima di tutto l'intervento europeo in questo settore non si presenta come una politica di tipo "classico": è dunque opportuno trovare gli strumenti nuovi per valutare il cambiamento introdotto; inoltre l'argomento è altamente politicizzato e non mancano le polemiche. È però possibile avanzare due tipi di constatazioni riguardanti da un parte la politica (politics), dall'altra le politiche (policies). Per quanto attiene alla prima, è sorprendente vedere in che misura la questione della protezione sociale e dell'occupazione abbia inciso sul fallimento dei due referendum in Francia e in Olanda e abbia in seguito acquisito importanza in termini più generali.
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Verso un’analisi della ristratificazione sociale - Note programmatiche

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Slittamenti di status e vulnerabilità sociale

L’articolo, che si pone in un solco di ripensamento del capitalismo sociale, prende sinteticamente in esame i cambiamenti che hanno investito la stratificazione sociale italiana negli ultimi anni. A tale scopo, l’analisi innanzitutto si indirizza ad apprezzare i cambiamenti avvenuti nella dimensione socioeconomica, esaminando le due proxies fondamentali della stratificazione (reddito/ricchezza e struttura occupazionale), per poi indirizzarsi a rilevare i mutamenti in corso nei valori e nell’arena civica dei diritti e doveri di cittadinanza. L’articolo suggerisce propriola maggiore centralità di queste due ultime dimensioni nell’analisi di una stratificazione sociale ormai orfana di classi, ceti e blocchi sociali, ma nonostante questo, sempre più diseguale.
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L’informazione sugli andamenti e sulla governance del mercato del lavoro

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Disponibilità ambiguità ed esigenze dell’informazione nelle politiche sociali

L’articolo affronta le difficoltà dell’informazione statistica sui temi del lavoro in Italia partendo dall’evoluzione della survey fondamentale curata dall’Istat in materia (Rfl) della quale si sono profondamente innovate metodologia di rilevazione e classificazione all’inizio del decennio in corso. Nonostante il notevole sforzo compiuto restano lacune e ritardi che portano a ritenere indispensabile, nella più generale ottica del passaggio dalla produzione e diffusione dell’informazione alla diffusione della conoscenza, procedere senza indugio all’utilizzo dei dati amministrativi a fini statistici, facendo delle fonti amministrative una risorsa primaria della statistica ufficiale. L’occasione è data dall’introduzione delle comunicazioni obbligatorie (su assunzioni e cessazioni), preziosa miniera di informazioni sul flusso di entrata/uscita dal mercato del lavoro e dal progetto di unificazione delle comunicazioni mensili sui versamenti contributivi (Uniemens). Nelle riflessioni conclusive l’autore si sofferma sul ruolo delle opzioni di valore nell’utilizzo dell’informazione statistica a supporto per le scelte di policy.
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Germania - Il ruolo dell'attivazione nella strategia del «lavoro al primo posto»

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Casi nazionali

L’articolo analizza le recenti riforme di politica attiva del lavoro in Germania, di cui le riforme Hartz, che hanno contribuito, e sono state a loro volta influenzate dai cambiamenti che si sono verificati a partire dalla seconda metà degli anni 90, rappresentano la manifestazione più compiuta. La struttura del sistema di benefit è cambiata profondamente, e i benefit stessi sono stati ridotti e sottoposti a condizioni più stringenti. La rapida integrazione nel mercato del lavoro, seppure in condizioni marginali e con impieghi autonomi, è diventata il principio guida delle nuove misure «attivanti», di cui la personalizzazione, e soprattutto la gestione del caso (case management), sono elementi centrali. Poiché l’attuazione delle riforme è recente, è ragionevole aspettarsi che sorgano problemi sia di carattere amministrativo che di altro genere.
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Italia - Instabilità occupazionale e scelte procreative delle giovani coppie

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Evoluzione del modello di «famiglia forte» e temi emergenti

Il saggio, riferendosi ai risultati di una ricerca condotta a Napoli e provincia, si sofferma sugli intrecci tra flessibilità del lavoro, vita di coppia e scelte procreative. Vengono approfonditi i progetti familiari della coppia, le variabili del lavoro instabile e le problematiche delle giovani coppie rispetto alla questione del divenire genitori, distinguendo tra coppie «parzialmente flessibili», «totalmente flessibili» e «monoreddito». Ne risulta un quadro composito in cui le coppie stentano a pianificare e organizzare lo «spill-over» tra lavoro e genitorialità e dove la flessibilità del lavoro femminile risulta frenare anziché favorire le scelte procreative della coppia.
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Le riforme del mercato del lavoro e i problemi aperti: le riflessioni di un economista

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Le riforme del mercato del lavoro in Europa

Questa nota prende in esame il tema delle riforme del mercato del lavoro e propone una valutazione delle stesse alla luce dei problemi strutturali e degli squilibri macroeconomici che interessano le economie europee. L’agenda delle politiche viene affrontata considerando le interazioni con l’assetto istituzionale mettendone in evidenza le inefficienze in termini di effetti di sostituzione e di spiazzamento. I costi delle riforme e le difficoltà di implementazione delle politiche vengono analizzati nel quadro delle riforme in corso di attuazione. Le tendenze future e le questioni ancora aperte offrono alcuni spunti conclusivi.
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Modelli differenziati e riforma del capitalismo: una riflessione

Articolo scritto da:

Nella Sezione: DIBATTITO: Modelli di capitalismo in Europa

A partire dalla ricostruzione che Burroni (2016) opera sul piano storico ed empirico di quattro modelli di capitalismo, il contributo riflette sulla drammatica esigenza di una «riforma del capitalismo». Ridare legittimità al dibattito sui vari «tipi di capitalismo» consente di portare l’attenzione alle caratteristiche di strutture economiche alternative e di contrastare l’idea di una ineluttabile convergenza verso un unico modello economico. Il contributo si sofferma sulla questione cruciale della riformabilità del capitalismo di cui si confermano assi fondamentali occupazione e investimenti. Al centro debbono, quindi, tornare le domande sul ruolo del «lavoro» e sui «fini» di un «nuovo modello di sviluppo» che rilanci la piena e buona occupazione, soddisfi bisogni trascurati, produca beni pubblici, beni comuni, beni sociali, nella consapevolezza che tali beni sono fragili e hanno bisogno di istituzioni che se ne prendano cura.
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In ricordo

Analisi dei cambiamenti dell'occupazione nel decennio 1991-2000

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Nel numero

Ssn

Nella Sezione: Fuori dal tema

L’intensa e più che trentennale attività pubblica svolta da Gianni Billia è cessata il 9 ottobre dello scorso anno quando, all’improvviso, la sua vita è stata stroncata. Lo ricordiamo instancabile, vulcanico, pieno di energie, di idee, sempre alla ricerca di nuove soluzioni organizzative e tecnologiche, nell’intento di trovare i modi per far funzionare al meglio la macchina della pubblica amministrazione: una macchina inceppata, lenta, non idonea a servire i cittadini, i pensionati, il sistema delle imprese. Come ha detto Giuliano Cazzola nel ricordarlo: «Vorremmo pensare che sia stato il Padreterno, preoccupato per le cattive performance del sistema informativo, a chiamarlo a sé perché rimetta le cose a posto, e questo per l’entusiasmo e la determinazione dimostrata in occasione di tante sfide impossibili».
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La conciliazione come elemento chiave nella costruzione di un nuovo welfare: uno studio di caso

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Nel numero

Tempi e orari

Nella Sezione: Riduzione degli orari e conciliazione dei tempi di vita

Dall’analisi delle ultime tendenze dell’occupazione femminile e della specifica contraddizione tra la volontà/necessità delle donne di entrare e rimanere nel mercato del lavoro e l’organizzazione complessiva del mercato, così come si è venuto strutturando, discende l’urgenza di mettere a punto politiche di conciliazione. Queste non vanno intese non come misure «aggiustative» a valle per permettere alle donne, pur a prezzo di defatiganti equilibrismi, di svolgere il triplice ruolo di mogli, madre, lavoratrici, ma come politiche innovative e trasversali a monte, come perno centrale di un nuovo welfare. Questa tesi viene supportata nel saggio attraverso l’analisi di un «case study» di costruzione di una coalizione territoriale nel territorio della provincia di Arezzo e il richiamo alle più recenti raccomandazioni europee sul tema della conciliazione.
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Dopo il fordismo - Considerazioni sull'attivazione delle politiche sociali e del lavoro

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Nella Sezione: Sessione II

Questo intervento non ha la pretesa di offrire quadri generali, ma vuole solo proporre qualche opinione su questioni e contraddizioni che a mio parere meritano qualche attenzione e che comunque intersecano la sezione del post-fordismo. È diffusa la condizione secondo la quale la denatalità sarebbe un grande guaio; io sono persuaso che la denatalità sia un indice di disagio, ma non credo che rappresenti necessariamente un grosso problema in sé e per sé. Paradossalmente ed estremizzando, si potrebbe anche affermare che se in Italia fossimo 50 milioni anziché 60 si starebbe più comodi. Come coprire allora i bisogni di manodopera? Si potrebbero far lavorare le donne molto di più di quanto non avvenga, si potrebbe lavorare più a lungo, e si potrebbero aprire di più le porte all'immigrazione.
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