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RPS 1 2018

Il numero 1 2018 in uscita ad aprile, dedica la sezione monografica a genere e welfare, con un focus sull’Italia in prospettiva comparata.

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Italia

strumenti

Ammortizzatori sociali ed enti bilaterali: una rassegna di norme e accordi collettivi

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

Fra gli strumenti coi quali il sindacato italiano concorre alla gestione di alcuni importanti segmenti del welfare nazionale vi è certamente quello della bilateralità. La nascita e lo sviluppo degli enti bilaterali si iscrive essenzialmente in questo indirizzo ed ha assunto uno sviluppo significativo non ovunque ma in alcuni ambiti particolari, come nel caso della mutualizzazione di alcune provvidenze previste dai contratti, della formazione professionale, del sostegno al reddito per la perdita - transitoria e/o definitiva - dell’impiego. In quest’ultimo caso ciò si è reso particolarmente necessario a causa della colpevole e perdurante carenza di strumenti universalistici di copertura pubblica in caso di mancanza involontaria di lavoro. Si tratta però di capire se un surrogato debba assurgere a norma generale, come sembra volere fare il centrodestra, o piuttosto cogliere l’occasione dei mutamenti del mercato del lavoro per porre finalmente mano ad una riforma strutturale del nostro sistema della protezione sociale.
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Flexicurity

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

Nel dibattito di politica economica, anche in sede comunitaria, il tema della flexicurity – combinazione «virtuosa» fra crescita della flessibilità sul mercato del lavoro e incremento della sicurezza e dell’occupabilità dei lavoratori – sta acquisendo un notevole risalto. In questo contributo in primo luogo si richiama l’enfasi attribuita dalle istituzioni comunitarie alla flexicurity come strategia in grado di conciliare la ricerca della competitività con la sopravvivenza del modello sociale europeo e si riportano le numerose definizioni di flexicurity presenti in letteratura e le molteplici dimensioni che contribuiscono ad identificare tale concetto. Successivamente, dopo aver brevemente descritto l’esperienza della Danimarca, ci si interroga sulla possibilità di esportare il modello di flexicurity in paesi, come l’Italia, con contesti socio-economici profondamente diversi da quello danese.
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Europa-Usa: modelli occupazionali a confronto

Articolo scritto da:

Nel numero

Tempi e orari

Nella Sezione: Flessibilità e produttività: introduzione al numero

Per rispondere al quesito sull’entità dell’impegno lavorativo degli italiani, si analizzano in una prospettiva di comparazione internazionale gli orari di lavoro in Italia, in Europa e negli Stati Uniti e si individua come essi costituiscono un elemento portante del modello occupazionale. Una volta accertato che il modello occupazionale italiano garantisce un livello di impegno lavorativo superiore alla media europea, si approfondisce il tema dei suoi risultati in termini di produttività e prodotto pro capite. Dal quadro comparato emerge la netta perdita di vantaggio dell’economia italiana e il lavoro si conclude indicando alcune misure di politica degli orari e mirate alla riorganizzazione dei luoghi di lavoro necessarie per la ripresa della produttività.
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Riformare diritti sociali iniqui con uno sguardo all’Europa? La sfida dell’indennità di accompagnamento

Articolo scritto da:

Nella Sezione: TEMA: I diritti sociali in Europa: investimenti attori politiche

Il contributo analizza lo stato delle politiche di tutela della non autosufficienza (Ltc) in Italia, focalizzando l’attenzione sulla principale misura di sostegno ai bisogni di cura delle persone non autosufficienti: l’indennità di accompagnamento (IdA). Pur configurandosi come misura universalistica, l’IdA presenta diversi elementi di criticità, che investono la dimensione dei diritti sociali per come si sono sviluppati nel caso italiano. Nelle conclusioni, vengono individuati quattro punti centrali per una riforma dell’IdA che tenda ad un maggiore allineamento di questa misura ai principali schemi europei di Ltc.
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Segnalazione

Povertà e benessere - Una geografia delle disuguaglianze in Italia

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

Nel nostro paese, siamo spesso soggetti ad una curiosa dissociazione. Da un lato, i concetti di deprivazione e multidimensionalità della povertà sono sempre più citati nel dibattito pubblico. Dall’altro, quando ci si occupa di politiche contro la povertà, il riferimento più diffuso tende a ridursi ad una definizione monetaria e relativa della povertà, secondo cui i poveri sono coloro le cui risorse sono al di sotto di una data soglia (sostanzialmente omogenea, a prescindere dalle condizioni in cui ci si trova, con l’eccezione delle dimensioni familiari), e l’obiettivo delle politiche è quello di avvicinare/portare alla soglia oltre la quale non si sarebbe più poveri.
Parole chiave: Italia :: politiche sociali :: povertà :: disuguaglianza ::
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Introduzione

Articolo scritto da:

Ritengo questa prima edizione del Forum sul Welfare italiano - L'Europa nonostante tutto - molto importante così come lo è "La Rivista delle Politiche Sociali". A distanza di un anno possiamo dirci soddisfatti. Per la verità, forse più per l'attenzione che ha suscitato all'esterno del sindacato, cosa che evidentemente ci fa alquanto piacere, che per la diffusione al nostro interno. Il succeso della "Rivista" è sicuramente merito dela sua direttrice che ha, al meglio, tradotto il bisogno che sentivamo di uno strumento d'incontro tra sindacato e intellettualità, fra azione concreta di rappresentanza e, per quanto ci è possibile, di cambiamento, e competenze, e saperi. Un incontro in grado di rafforzare e meglio attrezzare il nostro compito, specie per il futuro, di indirizzare il nostro agire concreto.
Parole chiave: Europa :: Italia :: politiche sociali :: welfare ::
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Per una critica del populismo postmoderno

Articolo scritto da:

Nel numero

Populismi in Europa

Nella Sezione: Italia. Populismi: radici storiche e problemi della democrazia

Il contributo evidenzia come, con la caduta dei partiti, il populismo da semplice devianza diventi il contrassegno di una democrazia fragile che si affida alle ingannevoli narrazioni di capi. La personalizzazione, il capo carismatico, il corpo che seduce attraverso l’immaginario, sono il risultato di una assenza profonda: la mancanza di una costruzione politica di soggettività sociale. L’autore rintraccia l’origine del neopopulismo italiano nell’intreccio tra politica ed economia e ne imputa la vittoria all’assenza sia di soggetti sociali capaci di dare forme nuove al conflitto, sia di organismi di partito capaci di mediare tra Stato e società. In tal senso, si sottolinea che l’alternativa al populismo è, da un lato, la ritrovata capacità di tornare alla mediazione; dall’altro, la riscoperta della differenziazione funzionale tra politica ed economia.
Parole chiave: Italia :: populismo postmoderno :: partiti ::
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Fuori dal tema

La rimozione della cittadinanza. Il futuro del modello sociale secondo il Libro Bianco

Articolo scritto da:

Nel numero

Donne e welfare

Nella Sezione: Rubriche

Il Libro Bianco sul futuro del modello sociale «La vita buona nella società attiva» presentato, come naturale seguito del Libro Verde, il 6 maggio 2009 dal ministro del Lavoro italiano, è stato largamente criticato per la genericità delle posizioni e per lo scarto tra buoni propositi enunciati e linee d’azione effettive. Nel saggio si sostiene che le questioni sollevate dal documento non riguardino solo la genericità o l’astrattezza, ma che siano rilevabili elementi di nocività e fallacia di alcuni propositi, oltreché di ambiguità delle enunciazioni.
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Politiche della casa - Ottiche adottate, aspetti inevasi e spunti prospettici

Articolo scritto da:

Nel numero

Case difficili

Nella Sezione: Le politiche abitative in Italia: sedimentazioni storiche e articolazioni del presente

Il saggio rappresenta un contributo per ricostruire il profilo storico della politica per la casa in Italia, a partire dalle prime azioni pubbliche per rilevare, definire e affrontare il problema del disagio abitativo. La questione ha importanti connotazioni ideologiche, ed è stata affrontata con strumenti distributivi come regolativi. Si segnalano alcune questioni irrisolte e non facilmente risolvibili – la conoscenza puntuale del disagio abitativo, la difficile gestione del patrimonio pubblico, i limiti all’espansione delle città – e il nocciolo duro del problema: la duplice natura della casa, quale bene economico e bene sociale al tempo stesso.
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Segnalazioni

Sociologia delle migrazioni

Articolo scritto da:

Nel numero

Migrazioni

Nella Sezione: Rubriche

Com'era ovvio attendersi data la crescente importanza del fenomeno, gli studi sull'immigrazione hanno avuto in Italia un notevole sviluppo negli ultimi anni. Lo sviluppo non è stato solo quantitativo. Infatti, anche se sono proliferate le ricerche meramente descrittive di situazioni locali, sociologi, economisti, demografi e antropologi hanno cominciato a pubblicare solide analisi interpretative dei modi di inserimento degli immigrati nella società italiana e dei problemi che ne sono sorti. Senza alcuna pretesa di essere esaustivo, vorrei ricordare i lavori di Ambrosini, Venturini, Pugliese, i volumi dell'Istituto Cattaneo curati da Colombo e Sciortino, i due rapporti della Commissione integrazione editi da Giovanni Zincone, alcuni volumi della collana Ismu.
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