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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)

In un tempo in cui l’incertezza sul futuro condiziona drammaticamente l’Unione Europea la conferenza si interroga sulla sua integrazione sociale e politica.

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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)
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istituzionalizzazione

Crisi della modernità. Il caso del Front national di Jean-Marie Le Pen

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Nel numero

Populismi in Europa

Nella Sezione: Paesi europei. Populismi e politiche sociali: correlazioni?

L’emergere dei populismi nell’Europa degli anni ’80 rivela un contesto sociopolitico particolare che fa da sfondo alla crisi della modernità. Le democrazie contemporanee manifestano problemi e contraddizioni che toccano vari livelli, da quello economico a quello specificamente politico. In questo scenario sorgono e si propagano vari movimenti e partiti populisti con caratteristiche simili e specificità legate ai contesti nazionali. Il Front national di J.M. Le Pen è un esempio emblematico per importanza, consistenza, durata nel tempo. Esso fa leva su alcuni concetti-base: appello al popolo, nel duplice senso protestatario e identitario, lotta all’immigrazione, acceso nazionalismo sfociante nella xenofobia, celebrazione della purezza e della grandezza francese. La Presidenza Sarkozy, ormai giunta alla sua scadenza, ha utilizzato non pochi temi del discorso populista sui problemi della sicurezza, dell’immigrazione, dell’identità nazionale, realizzando così una sorta di istituzionalizzazione del populismo ripulito dei suoi tratti più estremi e inaccettabili.
Parole chiave: Francia :: istituzionalizzazione :: populismo :: Sarkozy :: Le Pen ::
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De-istituzionalizzare il territorio?

Nella Sezione: Il welfare territoriale fra re-istituzionalizzazione e vie alternative

Il saggio propone di affrontare criticamente il tema della istituzionalizzazione, in particolare nelle attuali nuove forme, o apparentemente tali, rispetto a quelle su cui si era concentrata l’attenzione e la mobilitazione culturale, scientifica e politica a cavallo degli anni ’60 e ’70. Il percorso proposto prende spunto da una interpretazione «operativa» della elaborazione della concezione delle capacità di Martha Nussbaum, si interroga sul nesso tra discriminazione, segregazione e istituzionalizzazione, propone l’epidemiologia di cittadinanza come base metodologica per dare visibilità a questi fenomeni, analizza la scarsità delle informazioni disponibili e, infine, propone il framework evidenze/diritti/sperimentalità come riferimento per gli operatori, e più in generale gli attori coinvolti, per riassumere oggi l’istanza emancipativa presente nei movimenti de-istituzionalizzanti della cosiddetta stagione delle riforme.
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De-istituzionalizzazione? L’immigrazione

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Il welfare territoriale fra re-istituzionalizzazione e vie alternative

La crisi, sociale e culturale oltre che economica, che sta condizionando in senso escludente le relazioni tra le persone e la disponibilità verso chi è differente, unita al ritardo della politica nella gestione pragmatica e non emergenziale dell’immigrazione, stanno spingendo ampie fasce di migranti in contesti di marginalizzazione e istituzionalizzazione. Approcci metodologici utili ad orientare le scelte di policy e caratterizzare le politiche locali come antidoti al definitivo stabilizzarsi di situazioni di esclusione della popolazione migrante vedono l’impostazione delle politiche di inclusione ad essa rivolte come strategia per migliorare complessivamente la vita dell’intera collettività e suggeriscono interventi su più livelli, dalle azioni atte ad incidere sulla rappresentazione sociale dell’immigrazione al rafforzamento dell’integrazione dei servizi, necessario a coglierne in pieno la complessità.
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