Crisi della modernità. Il caso del Front national di Jean-Marie Le Pen
Nella Sezione: Paesi europei. Populismi e politiche sociali: correlazioni?
L’emergere dei populismi
nell’Europa degli anni ’80 rivela
un contesto sociopolitico particolare
che fa da sfondo alla crisi della
modernità. Le democrazie
contemporanee manifestano problemi
e contraddizioni che toccano vari
livelli, da quello economico a quello
specificamente politico. In questo
scenario sorgono e si propagano
vari movimenti e partiti populisti con
caratteristiche simili e specificità
legate ai contesti nazionali.
Il Front national di J.M. Le Pen
è un esempio emblematico per
importanza, consistenza, durata
nel tempo. Esso fa leva su alcuni
concetti-base: appello al popolo,
nel duplice senso protestatario
e identitario, lotta all’immigrazione,
acceso nazionalismo sfociante nella
xenofobia, celebrazione della purezza
e della grandezza francese.
La Presidenza Sarkozy, ormai giunta
alla sua scadenza, ha utilizzato
non pochi temi del discorso populista
sui problemi della sicurezza,
dell’immigrazione, dell’identità
nazionale, realizzando così una sorta
di istituzionalizzazione del populismo
ripulito dei suoi tratti più estremi
e inaccettabili.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
De-istituzionalizzare il territorio?
Nella Sezione: Il welfare territoriale fra re-istituzionalizzazione e vie alternative
Il saggio propone di affrontare criticamente il tema della istituzionalizzazione, in particolare nelle attuali nuove forme, o apparentemente tali, rispetto a quelle su cui si era concentrata l’attenzione e la mobilitazione
culturale, scientifica e politica a cavallo degli anni ’60 e ’70. Il percorso proposto prende spunto da una interpretazione «operativa» della elaborazione della concezione delle capacità di Martha Nussbaum, si interroga sul nesso tra discriminazione, segregazione e istituzionalizzazione, propone l’epidemiologia di cittadinanza come base metodologica per dare visibilità a questi fenomeni, analizza la scarsità delle informazioni disponibili e, infine, propone il framework evidenze/diritti/sperimentalità come riferimento per gli operatori, e più in generale gli attori coinvolti, per riassumere oggi l’istanza emancipativa presente nei movimenti de-istituzionalizzanti della cosiddetta stagione delle riforme.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
De-istituzionalizzazione? L’immigrazione
Nella Sezione: Il welfare territoriale fra re-istituzionalizzazione e vie alternative
La crisi, sociale e culturale oltre che economica, che sta condizionando in senso escludente le relazioni tra le persone e la disponibilità verso chi è differente, unita al ritardo della politica nella gestione pragmatica e
non emergenziale dell’immigrazione, stanno spingendo ampie fasce di migranti in contesti di marginalizzazione e istituzionalizzazione. Approcci metodologici utili ad orientare le scelte di policy e caratterizzare le politiche locali come antidoti al definitivo stabilizzarsi di situazioni di esclusione della popolazione migrante vedono l’impostazione delle politiche di inclusione ad essa rivolte come strategia
per migliorare complessivamente la vita dell’intera collettività e suggeriscono interventi su più livelli, dalle azioni atte ad incidere sulla rappresentazione sociale dell’immigrazione al rafforzamento dell’integrazione dei servizi, necessario a coglierne in pieno la complessità.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati