Italia - L’informazione sociale sui servizi per l’infanzia
Nella Sezione: Rubriche
Vengono qui presentati i risultati principali emersi da uno studio dell’Ires sui servizi rivolti ai bambini 0-3 anni. Dopo una disamina sulle informazioni attualmente disponibili su questa tematica, vengono analizzati i seguenti aspetti: a) la diffusione dei servizi di care a livello regionale; b) un dimensionamento, sotto forma di stima, della domanda espressa e non soddisfatta; c) una prima panoramica sul funzionamento di tali servizi rispetto alle esigenze delle famiglie. In conclusione, viene condotta una riflessione sui legami tra la faticosa attuazione di servizi di care rivolti alla prima infanzia e le condizioni di frammentarietà e residualità storica dei sistemi locali di welfare in Italia.
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Italia - Disuguaglianze locali nella cura dell’infanzia
Nella Sezione: Evoluzione del modello di «famiglia forte» e temi emergenti
Il saggio analizza lo sviluppo delle politiche di cura per la prima infanzia in Italia. Nell’ultimo decennio si osservano due tendenze: l’ampliarsi del gap tra domanda e offerta e la forte diversificazione dei fornitori. In particolare, la diffusione dei servizi privati è avvenuta sia per una legge di mercato, sia grazie a incentivi pubblici nazionali e locali, il cui obiettivo è ampliare l’offerta totale contenendo la spesa pubblica. Queste due tendenze si innestano su un’articolazione territoriale fortemente differenziata, con una frattura fra Centro-Nord e Sud, e combinazioni locali di pubblico, privato for profit e privato sociale variabili. Attraverso tre casi locali – Monza, Pesaro e Cosenza – l’articolo analizza come differenti configurazioni locali dell’offerta strutturano tensioni e disuguaglianze differenti nell’accesso ai servizi.
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Le politiche sociali in Europa - Trasformazione dei bisogni e risposte di policy
Nella Sezione: Rubriche
La nuova partecipazione femminile al mercato del lavoro, l’aumento della disoccupazione e della precarietà lavorativa, l’invecchiamento della popolazione e la crescita dell’instabilità coniugale, hanno modificato i bisogni e i rischi sociali e messo in crisi gli attuali assetti di welfare state. Come hanno risposto i diversi regimi di welfare in Europa? Quali sistemi di cura per l’infanzia e per gli anziani fragili o non-autosufficienti hanno attivato? A quale modello di politiche sociali e di famiglia guarda l’Italia? Perché le misure a sostegno dell’occupazione delle madri sono diventate cruciali nella lotta all’esclusione sociale? Questi gli interrogativi a cui tenta di dare risposta l’autrice con il volume «Le politiche sociali in Europa. Trasformazione dei bisogni e risposte di policy», di prossima uscita.
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La famiglia e l’infanzia come «affari di Stato» - Le politiche familiari in Francia e in Europa
Nella Sezione: Casi nazionali
L’infanzia e la famiglia hanno rappresentato nel corso del XX secolo tematiche importanti per i poteri pubblici, in modo diverso nei diversi paesi. È difficile, tuttavia definire con precisione cosa racchiuda la nozione di politica familiare, soprattutto nella prospettiva di un raffronto internazionale. Questo articolo si propone, in primo luogo, di passare in rassegna gli ostacoli che si frappongono ad una definizione a priori di questo ambito di azione pubblica. In un secondo momento, mostra, a partire dal caso francese, come una strategia di lettura genealogica della politica familiare permetta di comprendere le modalità attraverso cui la storia nazionale partecipa alla sua progressiva definizione. Si tornerà, infine sul ruolo che può svolgere il dibattito europeo sulla strutturazione di queste politiche pubbliche.
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Infanzie e bambini - Generazioni tra cura e autonomia
Nella Sezione: Generazioni, età e cambiamento sociale
La riflessione sull’infanzia, centrale nella cultura contemporanea, si è tradotta nelle scienze sociali in una elaborazione che ha visto delinearsi da un lato una sociologia dell’infanzia e, dall’altro, una sociologia dei bambini. Il riferimento al concetto di generazione apre la possibilità di ridare fondamento sociologico ad entrambe le prospettive nel loro percorso verso l’autonomia, che va considerato nel suo intreccio con le strutture sociali che ne definiscono a loro volta modalità e strumenti. Questi riferimenti e osservazioni sono indispensabili quando ci si confronta con le tematiche relative all’attribuzione di diritti soggettivi ai bambini
e alla ridefinizione delle politiche sociali loro rivolte.
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Gran Bretagna - La pratica riformista nella politica per l’infanzia
Nella Sezione: Casi nazionali
Nel 2003, con la pubblicazione del Green Paper per l’infanzia e impegnando lo slogan «Every Child Matters», il governo inglese ha annunciato la riforma del sistema dei servizi sociali per l’infanzia, i giovani e le famiglie. La politica è ancora agli inizi cosicché non è ancora possibile valutarne gli effetti. Tuttavia l’analisi dei discorsi costruiti intorno ad essa consente di segnalare il tipo di relazione che si crea tra sistemi di valore e meccanismi di policy, tra credenze sottese alla politica e strumenti d’implementazione ipotizzati. L’articolo che qui viene presentato analizza, sulla base del materiale documentale disponibile nella rete, le intenzioni dei policy maker sottese alla nuova politica per l’infanzia inglese indagandone, in particolare, le premesse concettuali e teoriche.
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I bambini nel welfare state - Un approccio all’investimento sociale
Nella Sezione: Modelli, criticità e ipotesi di mutamento
ll saggio sostiene la necessità di un forte investimento sulle politiche a sostegno dell’infanzia. I bambini, sia in termini numerici che in termini di qualità dell’infanzia, vengono identificati come fulcro intorno al quale si definisce – o meno – il nuovo equilibrio del welfare. L’articolo considera in primo luogo le ragioni che influenzano le scelte riproduttive delle donne e le motivazioni della bassa fecondità, quindi analizza gli effetti negativi in termini di crescita e di sviluppo che conseguono alle attuali circostanze. In particolare, e alla luce dell’importanza del capitale umano come fattore strategico di crescita economica, l’autore sostiene la necessità di investire su una combinazione di policy che, da una parte, consenta di soddisfare i desideri procreativi delle persone – nello specifico delle donne –, impedendo che questi siano d’ostacolo alla partecipazione al mondo del lavoro; dall’altra miri alla crescita e allo sviluppo dei bambini, così da superare
le disuguaglianze sociali e culturali ereditate dai propri genitori, consentendo l’acquisizione di abilità che,
un domani, potranno essere fruttuosamente spese nel mondo del lavoro.
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