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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)

In un tempo in cui l’incertezza sul futuro condiziona drammaticamente l’Unione Europea la conferenza si interroga sulla sua integrazione sociale e politica.

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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)
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I Dossier della Caritas - Un'intervista a Franco Pittau

Articolo scritto da:

Nel numero

Migrazioni

Nella Sezione: Rubriche

Il Dossier Statistico Immigrazione della Caritas/Migrantes costituisce un importante strumento di lettura e analisi del fenomeno migratorio in Italia. Per dar conto di questa significativa esperienza di ricerca abbiamo intervistato il referente scientifico del Dossier. L'équipe del Dossier Scientifico Immigrazione è nata nel 1900, subito dopo l'approvazione della legge 39/1990. In quel periodo c'era un diffuso interesse nei confronti del fenomeno migratorio e ricorrenti incontri su questo tema, mentre erano scarsi i dati messi a disposizione e per di più discordanti a seconda delle strutture che li presentavano. L'allora direttore della Caritas Diocesana di Roma, che molto si adoperò per l'approvazione della nuova legge, accolse di buon grado la proposta avanzatagli da Giuseppe Lucrezio Monticelli e da me stesso di elaborare un Dossier Statistico Immigrazione.
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Il sistema dei servizi e l'accesso alla cittadinanza sociale - Il caso di Reggio Emilia

Articolo scritto da:

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Migrazioni

Nella Sezione: Immigrare in Italia. Gli stranieri utenti e fornitori di Welfare

Il saggio analizza il grado di maturità dei sistemi locali di welfare rivolti agli immigrati, considerando in particolare i bisogni sociali espressi dai cittadini stranieri nonché le possibilità di esprimere la propria domanda di inserimento. Sulla base dell’esperienza maturata dal Comune di Reggio Emilia, si delineano alcune caratteristiche del sistema di intervento che mira a favorire l’integrazione degli stranieri.
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Reti e dinamiche migratorie - Il ruolo degli attori informali

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Migrazioni

Nella Sezione: Immigrare in Italia. Azione normativa e processi di strutturazione sociale

L’articolo prende le mosse dalla recente regolarizzazione per illustrare l’importanza delle reti etniche nei processi di richiamo e inserimento dei lavoratori immigrati. Sostiene la tesi secondo cui il rilievo delle reti migratorie è esaltato dalla reticenza delle politiche pubbliche di gestione dell’immigrazione e dalle tendenze del mercato del lavoro contemporaneo. Di qui derivano le forme di «specializzazione etnica», che non vanno però interpretate sempre e unicamente in negativo, giacché l’alternativa sarebbero con ogni probabilità forme più gravi di emarginazione dei lavoratori immigrati. Illustra infine i fenomeni di costruzione di reti e di identificazione etnica come esito di processi di strutturazione sociale, in cui dinamiche endogene delle popolazioni immigrate si incontrano con stereotipi e pregiudizi della società ricevente, con effetti di rafforzamento reciproco.
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De-istituzionalizzazione? L’immigrazione

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Nella Sezione: Il welfare territoriale fra re-istituzionalizzazione e vie alternative

La crisi, sociale e culturale oltre che economica, che sta condizionando in senso escludente le relazioni tra le persone e la disponibilità verso chi è differente, unita al ritardo della politica nella gestione pragmatica e non emergenziale dell’immigrazione, stanno spingendo ampie fasce di migranti in contesti di marginalizzazione e istituzionalizzazione. Approcci metodologici utili ad orientare le scelte di policy e caratterizzare le politiche locali come antidoti al definitivo stabilizzarsi di situazioni di esclusione della popolazione migrante vedono l’impostazione delle politiche di inclusione ad essa rivolte come strategia per migliorare complessivamente la vita dell’intera collettività e suggeriscono interventi su più livelli, dalle azioni atte ad incidere sulla rappresentazione sociale dell’immigrazione al rafforzamento dell’integrazione dei servizi, necessario a coglierne in pieno la complessità.
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Gli effetti dell'allargamento a Est sull'immigrazione e sul mercato del lavoro

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Nella Sezione: Scelte di policy e casi nazionali

Le politiche dell’immigrazione europee si trovano davanti a grandi sfide. Dopo molti anni di afflusso per lo più non regolato di stranieri nell’Ue è ora giunto il momento di impostare la questione in modo diverso, concentrandosi sui criteri economici e tenendo conto delle nuove realtà sociali ed economiche esistenti nell’Unione europea. Il reperimento di «potenzialità elevate» - che fino a questo momento hanno preferito l’Australia, il Canada e gli Stati Uniti - deve diventare una pietra angolare della nuova politica dell’immigrazione dell’Ue. In vista dell’allargamento a Est, l’Unione deve concordare nuove normative o quote d’immigrazione per le persone altamente qualificate dell’Europa orientale. Chiudere le frontiere ai cittadini dei nuovi Stati membri per altri sette anni comporterebbe una perdita di capitale umano importante necessario a rafforzare ulteriormente la competitività di un’Unione europea più grande nell’economia mondiale.
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Immigrazione, multiculturalismo e welfare state

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Nella Sezione: Welfare e governo dell’immigrazione

È opinione diffusa che la sostenibilità di un sistema di welfare dipenda dalla sua capacità di raggiungere e di mantenere un livello elevato di solidarietà tra i cittadini e che questa solidarietà sia oggi erosa dai livelli crescenti di diversità etnica e razziale dovuti all’immigrazione. Se così fosse si determinerebbe un trade off tra un approccio all’immigrazione più aperto ed accogliente da una parte e il mantenimento di un solido sistema di welfare dall’altra. In questo saggio, al contrario, gli autori sostengono che la pretesa dell’esistenza di un inevitabile trade-off tra diversità e solidarietà sia prematura. L’evidenza empirica, al pari delle ricerche realizzate dagli autori, indicano che un sistema multiculturale di welfare è una prospettiva percorribile.
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Segnalazioni

Immigrazione e sindacato: lavori, discriminazione, rappresentanza

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Migrazioni

Nella Sezione: Rubriche

Con la pubblicazione del suo terzo Rapporto su immigrazione e sindacato, a quattro anni di distanza dal primo e due dal secondo, l'Ires si accredita definitivamente fra gli istituti più attenti e qualificati nel panorama di quelli che, nel nostro paese, si occupano delle condizioni sociali e giuridiche dei lavoratori migranti. Unico nel suo genere probabilmente, se consideriamo l'elevata specializzazione dei suoi rapporti intorno ai temi dell'integrazione al lavoro degli stranieri, delle relazioni industriali, delle politiche associative e negoziali delle organizzazioni sindacali. In ciascuno dei tre rapporti è sempre possibile rinvenire l'insieme di queste tematiche, ma a partire dal relativo primato, conferito di volta in volta ad un determinato angolo visuale: il mercato del lavoro nel primo, le relazioni industriali nel secondo, le discriminazioni nei luoghi di lavoro nel terzo.
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