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RPS 1 2018

Il testo è la sintesi dell’articolo pubblicato nella sezione Tema del n. 1 2018 di Rps e scaricabile dagli abbonati nella versione integrale al link:

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immigrazione

Il lavoro degli immigrati nella legge Bossi-Fini: diritto comparato e politiche comunitarie

Articolo scritto da:

Nel numero

Migrazioni

Nella Sezione: Immigrare in Italia. Azione normativa e processi di strutturazione sociale

Il saggio analizza gli snodi centrali della legge n. 189/2002 (cosiddetta legge Bossi-Fini), con specifico riferimento alle innovazioni in materia di disciplina dell’immigrazione per motivi di lavoro. L’analisi è condotta in una prospettiva di comparazione con i principali paesi europei e alla luce delle politiche comunitarie che si vanno delineando sulla base delle nuove competenze attribuite alla Comunità europea dal Trattato di Amsterdam. La chiave di lettura adottata consente di mettere in luce soprattutto un difetto metodologico della recente riforma italiana dell’immigrazione per lavoro, riassumibile nella eccedenza del messaggio politico rispetto alla sostanza normativa: un dato dal quale discendono effetti distorsivi sul piano interpretativo-applicativo e un certo appiattimento sulle posizioni meno innovative e/o più regressive della disciplina comunitaria in via di definizione.
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Italia. Analizzare Rosarno

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Nella Sezione: Essere immigrati: lavoro sindacato sfruttamento tutele

Questo saggio analizza gli avvenimenti di Rosarno nell’ottica di individuare motivi e radici delle problematiche alla base della rivolta dei lavoratori immigrati. Il nucleo fondamentale di tali questioni è costituito dal grave sfruttamento lavorativo e dal forte isolamento sociale in cui vivevano questi operai agricoli. Si rileva però che le loro condizioni di vita e di salario si presentavano del tutto simili a quelle dei lavoratori agricoli immigrati delle altre aree del Mezzogiorno. Per evitare che fatti simili si ripetano altrove, è bene che le istituzioni prendano in carico le condizioni dei lavoratori immigrati in agricoltura, soprattutto se stagionali.
Parole chiave: lavoro :: immigrazione :: sfruttamento :: rivolta ::
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Politiche dell’immigrazione del Sud Europa - Un confronto con i paesi a immigrazione «storica»

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Nella Sezione: Migrazioni e politiche sociali

I flussi migratori in Europa si sono andati intensificando a partire dalla metà degli anni ’90 e ciò ha portato all’elaborazione di una nuova politica a livello comunitario. Sia l’intensità dei flussi migratori, che le tipologie di migrazione, ma anche le performance dei lavoratori migranti nei mercati del lavoro nazionali e le politiche di integrazione sociale variano in modo significativo tra i paesi europei a seconda anche dei diversi modelli di welfare, delle precedenti politiche migratorie e della struttura e dinamica dei mercati del lavoro locali. L’articolo evidenzia da un lato come l’intensità e le specificità dell’immigrazione diretta nei paesi dell’Europa meridionale ci consenta di parlare di un nuovo modello migratorio in Europa e dall’altro auspica lo sviluppo del confronto volto al superamento delle divergenze nazionali e alla creazione di una politica migratoria ufficiale e di livello europeo.
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documentazione

Rapporto Ilo - Per una maggiore equità nei confronti dei lavoratori migranti nell'economia globale

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Nel numero

Migrazioni

Nella Sezione: Rubriche

Ogni anno milioni di uomini e di donne lasciano le loro case e attraversano i confini del proprio paese in cerca di una maggiore sicurezza di vita per sé e per le loro famiglie. La maggior parte di queste persone è spinta ad emigrare dalla volontà di ricerca di retribuzioni più elevate e di opportunità migliori, ma alcuni sono costretti a farlo a causa di carestie, disastri naturali, conflitti violenti, persecuzioni. I flussi di persone che emigrano attraversando i confini nazionali sono aumentati negli ultimi decenni: nel 2000 sono stati registrati 175 milioni di migranti a livello internazionale - equivalenti numericamente al quinto paese più popoloso del mondo. Di questi 175 milioni, 86 erano lavoratori migranti. Ai tradizionali spostamenti da Sud a Nord si aggiungono gli aumentati movimenti migratori all'interno del mondo in via di sviluppo.
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strumenti

Seminario Inca - Riflessioni al margine

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Nel numero

Migrazioni

Nella Sezione: Rubriche

Il contributo che segue trae origine dal seminario «Politiche di integrazione dei lavoratori comunitari dei paesi terzi», organizzato dall'Inca nel giugno scorso, dei cui atti (di prossima pubblicazione a cura dell'Inca) suggeriamo la lettura. In questa occasione sono state presentate testimonianze e analisi relative a diversi contesti nazionali. Qui proponiamo una riflessione di Antonio Mazziotti, che sviluppa nel suo contributo il concetto di straniero e quello di cittadinanza nelle loro evoluzioni.
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Lavoro di cura e donne straniere: riflessioni sui diritti e sulle dinamiche di emersione - I

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Nel numero

Migrazioni

Nella Sezione: Immigrare in Italia. Gli stranieri utenti e fornitori di Welfare

La Legge «Bossi-Fini» ha portato alla luce uno degli aspetti piùm rilevanti dell’immigrazione in Italia, quello delle colf e delle badanti. Il dibattito su quale sia, a questo proposito, la posizione più corretta è tuttora aperto. L’autore del contributo avanza alcune proposte e presenta una lettura dei vantaggi a queste legati.
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L’Europa sospesa tra il rifiuto e l’accoglienza

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Nella Sezione: TEMA: Migranti rifugiati e politiche sociali

Il tema della insostenibilità delle migrazioni è tornato al centro del dibattito pubblico in relazione al consistente aumento dei flussi di persone che nel 2014, e ancor più nel 2015, hanno cercato rifugio in Europa. L’analisi della spesa pubblica sostenuta dal nostro paese in questo ambito non giustifica però i toni allarmistici che ricorrono nel discorso pubblico, istituzionale e mediatico. Il tema che l’Italia e l’Europa dovrebbero affrontare oggi non è quello della scelta tra le politiche del rifiuto e quelle dell’accoglienza e dell’inclusione, ma semmai quello della qualità di queste ultime. Sarà questa a determinare l’esito positivo o negativo del progetto migratorio delle migliaia di donne, uomini e bambini, che riusciranno a giungere sani e salvi nel continente europeo e, quindi, anche il «peso» minore o maggiore che la loro presenza comporterà sulla finanza pubblica. È dunque lungimirante una politica europea volta da un lato a garantire la «regolarità» del soggiorno dei cittadini stranieri e dall’altro ad allargare il perimetro della cittadinanza sociale, in modo da limitare lo sviluppo dei processi di auto ed etero-ghettizzazione della popolazione straniera
Parole chiave: immigrazione :: welfare :: finanza pubblica ::
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Il nuovo quadro delle nazionalità e dei lavori degli immigrati in Italia

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Migrazioni

Nella Sezione: Immigrare in Italia. Il mercato del lavoro

L’incidenza della popolazione immigrata sulla popolazione nazionale in Italia è ancora molto modesta rispetto a quella di altri paesi europei e si colloca al di sotto della media Ue; tuttavia l’entità dell’aumento realizzatosi negli ultimi anni è davvero notevole. Partendo da questo dato il contributo analizza la composizione della presenza immigrata e i cambiamenti che essa ha presentato nel corso dell’ultima regolarizzazione sancita dalla legge Bossi-Fini. A questo riguardo gli autori si soffermano sugli elementi di novità emersi in questo contesto: in particolare lo spostamento dell’asse geografico delle migrazioni, con una crescente affermazione dell’immigrazione proveniente dai paesi dell’Est, la forte crescita della componente femminile, la crescente presenza di processi di stabilizzazione nella società italiana da parte degli immigrati, rilevata soprattutto nel mercato del lavoro.
Parole chiave: Italia :: mercato del lavoro :: immigrazione :: Est Europa ::
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Separati in città. Le politiche locali di esclusione degli immigrati

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Nel numero

Populismi in Europa

Nella Sezione: Italia. Le politiche locali di esclusione e di controllo come occasione populistica di consenso

Nel contesto italiano, come in altri paesi dell’Europa meridionale, l’immigrazione ha trovato negli ultimi vent’anni ampi spazi nel mercato del lavoro, formale e informale. Negli anni più recenti, il governo in carica ha però indurito le politiche nei confronti dell’immigrazione, anche se nella pratica l’implementazione delle misure resta ben lontana dalle retoriche, soprattutto sul tema-chiave dell’immigrazione irregolare. Sono cresciute però anche le iniziative contro gli immigrati a livello locale, soprattutto nelle regioni del Nord Italia, proprio là dove è maggiore l’inserimento degli immigrati nel mercato del lavoro e nel tessuto urbano. Spesso queste misure vengono poi revocate, per la mobilitazione delle forze sociali pro-immigrati, per i pronunciamenti della magistratura o l’intervento delle prefetture, ma contribuiscono a diffondere un clima di diffidenza e inimicizia. Questo conflitto, fra avvento di una realtà sociale multietnica e un rifiuto politico-ideologico del cambiamento, è l’oggetto del saggio.
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L'immigrazione nei paesi Ocse: un panorama sfaccettato

Nel numero

Migrazioni

Nella Sezione: Migrare nel mondo. Spinte e tendenze globali

L’articolo considera le principali evoluzioni in materia di migrazioni internazionali nei paesi Ocse, i cui flussi sono stati profondamente modificati da grandi avvenimenti geopolitici che hanno segnato l’inizio del terzo millennio e la fine del precedente. Parallelamente al persistere delle migrazioni tradizionali, si assiste all’emergere di correnti migratorie nuove. Partendo da questa analisi, gli autori identificano alcune delle sfide future, in particolare per quanto concerne la mobilità internazionale della manodopera – specie quella altamente qualificata – e l’integrazione dei lavoratori stranieri o migranti nel mercato del lavoro, a cui dovranno rispondere le politiche migratorie per poter soddisfare i bisogni del mercato del lavoro e allo stesso tempo rispondere agli impegni internazionali e umanitari.
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