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immigrazione

Separati in città. Le politiche locali di esclusione degli immigrati

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Nel numero

Populismi in Europa

Nella Sezione: Italia. Le politiche locali di esclusione e di controllo come occasione populistica di consenso

Nel contesto italiano, come in altri paesi dell’Europa meridionale, l’immigrazione ha trovato negli ultimi vent’anni ampi spazi nel mercato del lavoro, formale e informale. Negli anni più recenti, il governo in carica ha però indurito le politiche nei confronti dell’immigrazione, anche se nella pratica l’implementazione delle misure resta ben lontana dalle retoriche, soprattutto sul tema-chiave dell’immigrazione irregolare. Sono cresciute però anche le iniziative contro gli immigrati a livello locale, soprattutto nelle regioni del Nord Italia, proprio là dove è maggiore l’inserimento degli immigrati nel mercato del lavoro e nel tessuto urbano. Spesso queste misure vengono poi revocate, per la mobilitazione delle forze sociali pro-immigrati, per i pronunciamenti della magistratura o l’intervento delle prefetture, ma contribuiscono a diffondere un clima di diffidenza e inimicizia. Questo conflitto, fra avvento di una realtà sociale multietnica e un rifiuto politico-ideologico del cambiamento, è l’oggetto del saggio.
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Il nuovo quadro delle nazionalità e dei lavori degli immigrati in Italia

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Migrazioni

Nella Sezione: Immigrare in Italia. Il mercato del lavoro

L’incidenza della popolazione immigrata sulla popolazione nazionale in Italia è ancora molto modesta rispetto a quella di altri paesi europei e si colloca al di sotto della media Ue; tuttavia l’entità dell’aumento realizzatosi negli ultimi anni è davvero notevole. Partendo da questo dato il contributo analizza la composizione della presenza immigrata e i cambiamenti che essa ha presentato nel corso dell’ultima regolarizzazione sancita dalla legge Bossi-Fini. A questo riguardo gli autori si soffermano sugli elementi di novità emersi in questo contesto: in particolare lo spostamento dell’asse geografico delle migrazioni, con una crescente affermazione dell’immigrazione proveniente dai paesi dell’Est, la forte crescita della componente femminile, la crescente presenza di processi di stabilizzazione nella società italiana da parte degli immigrati, rilevata soprattutto nel mercato del lavoro.
Parole chiave: Italia :: mercato del lavoro :: immigrazione :: Est Europa ::
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Lo status di immigrato alla luce del concetto di stratificazione civica: riflessioni sulla situazione italiana

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Nella Sezione: Statuti della cittadinanza

Nel presente articolo si espone una particolare interpretazione delle trasformazioni avvenute durante gli ultimi quarant’anni delle politiche migratorie adottate dai paesi i destinazione dei flussi migratori (e in particolare dagli Stati occidentali). Secondo questa interpretazione l’evoluzione delle politiche migratorie contemporanee avrebbe dato vita ad un processo di progressiva costruzione di un sistema di stratificazione civica. Se si adotta questa lente interpretativa, cambia il modo di osservare le istituzioni legate alle politiche migratorie, in quanto l’adozione di un tale frame analitico prmette di cogliere e assumere criticamente non solo gli aspetti di chiusura e/o di apertura delle politiche rispetto all’integrazione dei migranti nel loro complesso, ma anche gli aspetti di differenziazione e stratificazione civica dei migranti e tra i migranti. Successivamente ci si sofferma ul modello di regolazione degli accessi e di integrazione socio-giuridica dei migranti che i è affermato in Italia, mettendone in luce i suoi tratti distintivi, ma anche il suo allineamento ai modelli di integrazione socio-giuridica di tri i paesi europei e non solo.
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L'immigrazione nei paesi Ocse: un panorama sfaccettato

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Migrazioni

Nella Sezione: Migrare nel mondo. Spinte e tendenze globali

L’articolo considera le principali evoluzioni in materia di migrazioni internazionali nei paesi Ocse, i cui flussi sono stati profondamente modificati da grandi avvenimenti geopolitici che hanno segnato l’inizio del terzo millennio e la fine del precedente. Parallelamente al persistere delle migrazioni tradizionali, si assiste all’emergere di correnti migratorie nuove. Partendo da questa analisi, gli autori identificano alcune delle sfide future, in particolare per quanto concerne la mobilità internazionale della manodopera – specie quella altamente qualificata – e l’integrazione dei lavoratori stranieri o migranti nel mercato del lavoro, a cui dovranno rispondere le politiche migratorie per poter soddisfare i bisogni del mercato del lavoro e allo stesso tempo rispondere agli impegni internazionali e umanitari.
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Segnalazioni

I colori del welfare - Servizi alla persona di fronte all'utenza che cambia

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Migrazioni

Nella Sezione: Rubriche

In questo ultimo periodo vengono redatti e presentati studi sui servizi alla persona degli enti locali, tuttavia il sistema di servizi rivolti ai cittadini stranieri presenti in Italia poco viene approfondito. Anche per questo motivo, la rassegna curata da Mara Tognetti Bordogna rappresenta un interessante e utile strumento sia per gli operatori sociali, sia per i decisori pubblici e - forse soprattutto - per gli studiosi del settore. Analizzare la relazione tra il sistema dei servizi alla persona e gli immigrati stranieri, comporta necessariamente un'analisi sia dei fattori che influenzano l'uso dei servizi (variabili attitudinali, socio-economiche, predisponenti, abilitanti, la prossimità e le tecnologie) ma anche altre dimensioni.
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Letture dell'immigrazione a Roma: un(a) capitale di immigrati

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Migrazioni

Nella Sezione: Immigrare in Italia. Profili di insediamento locale

Nel 2001 e nel 2002 sono state svolte a Roma due indagini campionarie sull’integrazione di cinque collettività di immigrati stranieri: albanesi, filippini, marocchini, peruviani e romeni che mostrano situazioni di immigrazione molto diverse tra loro. L’articolo si propone di presentare quanto emerso in queste indagini relativamente alla componente «immateriale» dell’integrazione, soffermando l’attenzione sui comportamenti relazionali degli intervistati. Da questa specifica prospettiva emergono sostanziali differenze che si affermano a livello collettivo più che individuale. Inoltre ad una molteplicità di modelli migratori seguiti dalle diverse collettività sembra corrispondere un altrettanto complesso pattern di modelli relazionali.
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Le dinamiche dell’integrazione degli immigrati nel mercato del lavoro italiano nell’ultimo decennio

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Nella Sezione: TEMA: Migranti rifugiati e politiche sociali

L’inserimento lavorativo rappresenta il principale meccanismo di integrazione per gli immigrati. Questo articolo si propone di individuare le caratteristiche preminenti dell’integrazione lavorativa degli immigrati in Italia attraverso l’esame delle statistiche dell’Indagine trimestrale delle forze lavoro pubblicate dall’ Istituto nazionale di statistica. Il secondo obiettivo è quello di stabilire se queste caratteristiche sono cambiate negli ultimi dieci anni e quali sono le nuove tendenze nell’inserimento lavorativo degli immigrati. Infine, si intendono individuare i limiti e gli ostacoli all’incorporazione nel mercato del lavoro italiano per gli immigrati.
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Gli utenti extracomunitari dei Centri per l'impiego: un'indagine esplorativa

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Migrazioni

Nella Sezione: Immigrare in Italia. Il mercato del lavoro

Secondo quanto rilevato nell’ultimo «Monitoraggio sui Servizi per l’impiego» dell’Isfol la quota di lavoratori non comunitari iscritti ai Centri per l’impiego (Cpi) è di oltre 260 mila, con un’incidenza che a livello nazionale raggiunge il 6,5%, ma con picchi che in alcune province sfiorano il 30% degli iscritti. La stabilità e la consistenza della presenza delle comunità straniere in Italia si traduce, quindi, nel progressivo coinvolgimento dei servizi pubblici che si devono via via confrontare con un’utenza che, nella generalità dei casi, avanza richieste non riguardanti strettamente il mercato del lavoro, anche se a questo legate, alle quali è possibile rispondere soltanto con competenze e figure professionali specifiche.
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Scuola. L’impatto degli alunni stranieri sui limiti del sistema italiano

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Nella Sezione: Italia. Integrazione dei migranti: casi di policy

La crescita della presenza di alunni di origine immigrata costituisce senza dubbio il fenomeno più rilevante che negli ultimi anni ha interessato il sistema scolastico italiano. Una recente indagine realizzata dal Censis per conto del Cnel, in relazione alla scuola primaria e alla secondaria di I grado ha inteso far emergere i problemi che scuole e famiglie si trovano ad affrontare, le possibili soluzioni praticate o praticabili, i nodi da sciogliere. Essa richiama alla necessità di un ripensamento complessivo delle politiche scolastiche, in modo da individuare priorità e centri di costo e da garantire un innalzamento complessivo della qualità dell’insegnamento e una modernizzazione che non sembrano più prorogabili. Nello specifico, sembrano essere tre le dimensioni di intervento su cui articolare una proposta efficace e di più ampio respiro: la dimensione pedagogico-didattica e culturale, la dimensione relazionale e la dimensione organizzativo-gestionale.
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Aspettando la prossima sanatoria? I nodi irrisolti delle politiche migratorie italiane

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Migrazioni

Nella Sezione: Immigrare in Italia. Azione normativa e processi di strutturazione sociale

Le politiche migratorie italiane rappresentano un campo di policy fortemente conflittuale, dove vengono frequentemente presentate proposte di riforma apparentemente opposte e polarizzate. È quindi diffusa l’impressione che tale campo sia stato caratterizzato da forti e opposte discontinuità negli ultimi decenni. In queste pagine verrà documentato come le scelte di politica migratoria italiane siano state invece caratterizzate da forti continuità di lungo periodo su due punti cruciali: l’assenza di una politica realistica degli ingressi e il mancato sviluppo di una politica di stabilizzazione della popolazione straniera già presente. Sin dall’inizio, la politica migratoria italiana è stata caratterizzata da un uso sistematico delle legalizzazioni ex post e da una gestione della popolazione straniera che ha protratto oltre il necessario la fase di precarietà iniziale. Se riforme della legislazione migratoria hanno progressivamente incrementato l’efficacia tecnica delle norme repressive, tale sforzo non ha prodotto conseguentemente una maggiore capacità di governo del fenomeno.
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