login_rps_multi

Username:

Password:

Hai perso la password?

Username:

Password:

Retrieve lost password

calls

eventi_rps

Martedì, 1 Marzo 2011 (All day) Roma

Dal seme gettato con il "Manifesto.

[...]

Martedì, 1 Marzo 2011 (All day) Roma
vai all'archivio degli eventisee all the happenings
firefox
Valid XHTML 1.0 Strict

globalizzazione

parola chiave

Economia della conoscenza

Articolo scritto da:

La conoscenza è la principale forza produttiva cambiando le proprietà fondamentali dei processi che portano alla produzione di valore economico. Questi oggi dipendono dall’integrazione dell’intelligenza tecnica, portato della modernità e fonte di conoscenza riproducibile, con l’intelligenza fluida delle persone, riscoperta di recente per gestire la complessità di un capitalismo andato fuori controllo anche a seguito della sua espansione globale. La crescita della complessità ha arginato il potere della tecnica e aperto nuovi spazi all’iniziativa di soggetti che, a loro rischio, esplorano il nuovo e il possibile, andando oltre gli automatismi della prima modernità.
Parole chiave: conoscenza :: globalizzazione :: tecnica :: complessità ::
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Ripensando la global governance: attori economici e responsabilità sociale

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Attori internazionali e policymaking sociale

Sebbene la globalizzazione non sia una forza anonima e irresistibile, si dice o si percepisce che gli Stati-nazione stiano perdendo quote della loro autonomia di direzione delle politiche (sociali) nazionali. Teoricamente la perdita di capacità di governance potrebbe essere compensata attraverso un sistema basato su attori internazionali o transnazionali. In questo saggio ci soffermeremo in particolare sulle pratiche di accountability nella sfera politica transnazionale emergente che vadano al di là dei meccanismi di democratic accountability. Mentre la democratic accountability potrebbe essere una delle diverse forme di accountability, quali sono le altre potenziali forme e le loro origini e estensioni? Tali questioni teoriche saranno elaborate attraverso l’analisi delle attività di politica sociale delle aziende multinazionali. In tal modo questo studio si propone di integrare due diversi dibattiti accademici relativi da una parte al tema della global governance o delle politiche del sistema internazionale, legate alle relazioni internazionali e, dall’altra, alla politica sociale transnazionale inserita negli studi sulla politica sociale ed il management.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Globali o locali? Un’indagine su dirigenti e cadres supérieurs a Milano e Parigi

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Slittamenti di status e vulnerabilità sociale

Il contributo illustra i primi risultati parziali e preliminari di una ricerca esplorativa comparata su quadri e dirigenti in alcune città europee, focalizzando l’attenzione sulle città di Milano e Parigi. L’ipotesi di partenza che la ricerca ha indagato è la messa in atto da parte di un segmento particolare della popolazione, i quadri e dirigenti appunto, di strategie di «exit» o «exit parziale» (di uscita), cioè di comportamenti e pratiche che si articolano ad un livello diverso da quello nazionale e locale. La questione è affrontata da una prospettiva micro-sociologica, guardando alle esperienze degli individui, alle loro narrative e focalizzando l’attenzione su una dimensione particolare: la socialità.
Parole chiave: Europa :: globalizzazione :: quadri :: dirigenza :: Milano :: Parigi ::
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

I populismi in Italia

Articolo scritto da:

Nel numero

Populismi in Europa

Nella Sezione: Italia. Populismi: radici storiche e problemi della democrazia

Negli ultimi venti anni le condizioni favorevoli all’affermazione del populismo in Europa sono state create dalla congiunzione di due processi: la crisi dei partiti di massa e il passaggio dalla «democrazia dei partiti» alla «democrazia del pubblico»; gli effetti della globalizzazione che ha provocato rapidi cambiamenti in tutti i contesti nazionali, creando nuovi problemi e nuove fratture sociali, difficili da gestire per i partiti tradizionali. In Italia il populismo ha avuto più spazio e più peso rispetto ad altri paesi democratici per la crisi e la dissoluzione dei partiti di massa della Prima repubblica. Si sono affermati nel nostro paese due tipi di populismo. Il primo è il «populismo regionalista» della Lega, che ha gestito in chiave populista le potenziali fratture centro/periferia, Nord/Sud e italiani/immigrati. Il secondo è il «populismo mediatico» di Berlusconi che ha usato le tecniche del marketing commerciale per superare la distanza fra leader politici e cittadini e ha trasformato tutte le scadenze elettorali in un plebiscito popolare sulla propria persona. Fra i due populismi negli ultimi anni è stata soprattutto ricercata una convergenza.
Parole chiave: antipolitica :: partito :: globalizzazione ::
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Politiche sociali di sviluppo in un mondo globalizzato

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Attori internazionali e policymaking sociale

La globalizzazione senza politiche sociali globali e nazionali che ne rendano comparabili i costi sociali e i benefici non può essere accettabile e sostenibile nel lungo periodo. L’idea di politiche sociali ampie e fondate sul diritto era fortemente presente quando fu scritta la Dichiarazione dei diritti dell’uomo delle Nazioni unite. La svolta neoliberista degli anni ’80 e ’90 mise al centro la crescita economica e il mercato e rese effettivamente marginali il governo e la politica sociale, ma il Social summit delle Nazioni unite di Copenhagen nel 1995 ha reintrodotto l’idea di «società per tutti» nell’agenda politica dello sviluppo globale. L’Oil ha avuto un ruolo strategico nella ricomposizione dello scollamento tra «economico» e «sociale», con l’introduzione dei concetti di «dimensione sociale della globalizzazione» e di «agenda per un lavoro dignitoso».
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Dimenticare Lisbona? Riflessioni sulla validità del modello sociale europeo

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Sessione I

Lo spazio a disposizione è molto limitato, per cui svolgerò solo alcune brevi considerazioni e ipotesi di lavoro. Betty Leone ha introdoto la sessione dicendo che esiste un modello sociale europeo. È un'affermazione su cui sono d'accordo, e credo che quanto esposto fino ad ora lo confermi. Direi, però, che la domanda viene riproposta spesso, se non altro in termini politici e ideologici. E se esiste un modello sociale europeo, questo è compatibile con i problemi della globalizzazione? La risposta non è omogenea, c'è un dibattito in corso in Europa e una parte delle soluzioni, molto forti, di carattere politico e ideologico, anche operative, dicono che questo modello sociale non è più compatibile. E non si tratta evidentemente di risposte soltanto teoriche.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Nota del Direttore

Articolo scritto da:

Nella Sezione: nota del direttore

Quando abbiamo programmato questo fascicolo sulla ristratificazione sociale eravamo consapevoli di accingerci ad un compito arduo. Nonostante l’evidenza di alcuni dei più importanti cambiamenti avvenuti o in corso, frutto di molteplici cause (prime fra tutte la globalizzazio-ne economica, l’intensità informativa, la finanziarizzazione dell’economia), e l’apparente chiarezza di una serie di «slittamenti» (di redditività, di habitus e di sicurezza sul presente e sul futuro che ormai riguardano in maniera diversa i gruppi sociali a seconda dell’appartenenza occupazionale, professionale, territoriale e generazionale) un primo frutto dell’attività di scandaglio scientifico e redazionale fatta sul tema è stato il riconoscere di lavorare ad un puzzle.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Globalizzazione e migrazioni

Articolo scritto da:

Nel numero

Migrazioni

Nella Sezione: Migrare nel mondo. Spinte e tendenze globali

Nel saggio vengono analizzati i modi attraverso cui i flussi migratori internazionali sono condizionati da dinamiche politico-economiche più ampie. Né la povertà e né la disoccupazione sono condizioni sufficienti per comprendere i flussi migratori. L’attenzione viene qui posta su tre tipi di condizioni economiche che possono indurre gli individui a emigrare: condizioni strutturali che hanno a che fare con i tipi di legame determinati dall’internazionalizzazione economica nelle sue molte configurazioni (forme coloniali antiche o recenti forme neocoloniali, particolari tipi di legame determinati dalle forme attuali della globalizzazione economica); il reclutamento diretto di lavoratori immigrati da parte di datori di lavoro, di governi per conto di questi ultimi, o ancora attraverso la rete degli immigrati; il traffico, in un contesto di crescente illegalità, di uomini, donne e bambini.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

Introduzione - La dimensione sociale della globalizzazione

Articolo scritto da:

Nella Sezione: presentazione

Sulla globalizzazione si sono scritti fiumi di parole, ma nonostante il suo crescente impatto sulla vita quotidiana delle persone, anche negli angoli più remoti del pianeta, fino a questi ultimissimi anni, le implicazioni sociali del fenomeno sono state relegate in una sorta di cono d’ombra. Per buona parte degli anni ottanta e novanta i riflettori sono stati costantemente puntati sul volto economico della globalizzazione: sull’interdipendenza che andava affermandosi tra le diverse parti del mondo nel commercio, negli investimenti, nella finanza e nella organizzazione della produzione. Eppure, contestualmente cresceva anche una analoga interdipendenza sociale e politica che – passo dopo passo – coinvolgeva tutti i continenti e tutti i paesi sia a livello di organizzazioni che di singoli individui.
Parole chiave: politiche sociali :: globalizzazione :: mondo :: economia ::
articolo completo visibile solo da utenti abbonati

La governance in un mercato del lavoro incerto: verso una nuova agenda di ricerca

Articolo scritto da:

La crisi del modello keynesiano, gli stravolgimenti conseguenti alla deindustrializzazione e alla globalizzazione e la crescente importanza della flessibilità del lavoro riportano con urgenza il problema dell’incertezza tra le questioni di politica sociale. Il saggio considera la governance dell’incertezza intorno a cui si vanno definendo nuovi giochi politici tra governi, imprese e partner sociali. Esso definisce l’incertezza e il rischio, propone un primo schema teorico di lettura di queste dinamiche; auspica un nuovo programma di ricerca e nuovi approcci ai cosiddetti modelli sociali perché includano queste dimensione nelle loro analisi.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati