Giovani e lavoro, tra disuguaglianza e ricerca di senso
Nella Sezione: Confronti europei
Anche se con livelli diversi di gravità nei diversi regimi istituzionali e di welfare, la segmentazione
generazionale dei mercati del lavoro europei – adulti e anziani in lavori a tempo indeterminato e giovani in
occupazioni instabili e malpagate – non solo ha ormai assunto caratteristiche strutturali ma rivela
una origine chiaramente imputabile alle politiche: se non sbagliate, per lo meno incomplete. Per ragioni non del tutto spiegate – ma che per il caso italiano potrebbero dipendere dal ruolo di ammortizzatore sociale esercitato dalle famiglie – finora questa disuguaglianza non ha dato luogo ad un vero e proprio conflitto
intergenerazionale, anche se non mancano segnali del possibile crescere di qualche movimento
di protesta. Sembra tuttavia improbabile che la conquista della pensione e del posto fisso possano
costituire la posta in gioco di tale conflitto: nelle società occidentali, infatti, i più giovani hanno maturato
un nuovo ethos del lavoro e le aspettative di cambiamento della «generazione Y» coinvolgono l’intero
rapporto tra il lavoro e la vita e modi radicalmente nuovi di lavorare.
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Le difficoltà dei giovani all’uscita dalla casa dei genitori - Un’analisi del rischio
Nella Sezione: Generazioni, età e cambiamento sociale
Alla grande varietà nei tempi e nei modi dell’uscita dalla casa dei genitori in Europa corrisponde anche una varietà nel sistema di vincoli ed opportunità (comprese le forme istituzionali di supporto) che i giovani sperimentano nel loro delicato passaggio alla vita adulta. In questo lavoro gli autori presentano un’analisi della «vulnerabilità» dei giovani europei nella fase immediatamente successiva all’uscita dalla famiglia di origine. I risultati ottenuti mettono in evidenza come le risorse individuali, quelle familiari e le condizioni all’uscita, non agiscono in modo omogeneo su tutto il territorio europeo.
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La povertà tra i giovani europei. Fattori di rischio, persistenza, correttivi
Nella Sezione: Confronti europei
Lo studio analizza i fattori associati alla persistenza di povertà fra i giovani in undici paesi europei.
Oltre alle condizioni che spiegano normalmente la povertà e la sua persistenza (avere un basso livello
di istruzione, vivere senza un partner, uscire dalla famiglia d’origine ed essere senza lavoro), emerge
l’importanza del sistema di welfare nello smussare i principali fattori di rischio cui i giovani sono esposti nel processo di transizione allo stato adulto. Si evidenzia come per i giovani europei l’uscita dalla famiglia d’origine sia uno dei principali fattori di rischio, mentre la maggiore probabilità di sperimentare la povertà persistente da parte delle donne sia dovuta principalmente a variabili di contesto e in particolare all’ineguaglianzadi opportunità.
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Carriere fragili e pensioni attese: i possibili correttivi al sistema contributivo e la proposta di una pensione di garanzia
Nella Sezione: Rubriche
La principale criticità del sistema contributivo consiste nell’incapacità di garantire pensioni adeguate a chi,
come molti fra gli attuali giovani, dovesse essere caratterizzato da carriere lavorative lunghe,
ma fragili in termini di livelli retributivi, rischi di disoccupazione e aliquote di contribuzione.
Alla luce di ciò, l’articolo riflette sulle policy auspicabili per fronteggiare tale criticità, valutando
– in base a considerazioni di efficienza ed equità – alcune misure proposte nel recente dibattito
e ponendo una particolare attenzione alla possibilità di introdurre all’interno dello schema previdenziale contributivouna pensione di garanzia di importo correlato all’anzianità e all’età di ritiro.
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«Precariato»
Nella Sezione: Rubriche
L’autore fornisce un’attenta e appassionata analisi della genesi, delle caratteristiche e delle condizioni
che definiscono il precariato come prodotto del liberismo economico e della globalizzazione. La vastità
e varietà delle figure sociali che vi sono coinvolte – fra cui spiccano i milioni di giovani istruiti e frustrati
che non amano il loro futuro – condividono tratti comuni di insicurezza e frammentarietà esistenziale, alienazione professionale, impiego forzoso e dequalificazione del proprio tempo.
La condizione di precario può essere assimilata a quella di denizen, di un individuo non titolare di piena
cittadinanza e a cui vengono riconosciuti scarsi diritti.
Le forme di diseguaglianza
che affliggono il precariato
sono di tipo strutturale
e non derivano da demerito
o da pigrizia. Piuttosto possono
condurre verso forme di disaffezione
per la politica, quando non verso
derive populistiche o neo-fasciste.
Anche per questo una politica
responsabile dovrebbe farsi carico
delle esigenze e aspirazioni
di quanti ne affollano le fila.
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