Organizzazione del tempo e sistema delle tutele
Nella Sezione: Flessibilità e produttività: introduzione al numero
L’autore svolge in questo saggio alcune considerazioni relative essenzialmente a quattro temi tra loro connessi: la natura ambivalente della flessibilità del lavoro, che se da una parte precarizza i rapporto di lavoro, dall’altra sembra concedere maggiori possibilità di realizzazione professionale di sé; il crescente «riconoscimento sociale» di attività extra-lavorative o «fuori mercato», come il lavoro di cura e quello volontario; e, anche in conseguenza di quanto sin qui argomentato, le prospettive di un riallineamento
tra tempo di lavoro e tempi di vita, e la contemporanea esigenza di una nuova articolazione del sistema delle tutele in grado di dare risposte tanto ai vecchi che ai nuovi rischi ed opportunità.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
L'esperienza di contrattazione degli orari della Filcams: un modello da riconsiderare
Nella Sezione: Fra passato e futuro. La contrattazione degli orari e la flessibilità
La flessibilità contrattata dell’orario di lavoro, la sua distribuzione nella settimana nel mese e nell’anno diventano lo strumento principe per rispondere alle diverse esigenze e contrastare, per via negoziale l’uso della precarietà nel lavoro. In questa prospettiva la sperimentazione dell’autogestione della distribuzione dell’orario di lavoro è una coerente evoluzione e rappresenta la nuova frontiera. L’articolo ripercorre l’impostazione storica della Filcams nella contrattazione degli orari di lavoro e la sua evoluzione dagli anni ’70
alle sfide di oggi. In tutte le tappe del percorso, la realtà strutturale e organizzativa del settore e le aspirazioni delle lavoratrici rappresentano punti imprescindibili da coniugare.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Tempo e orari
Nella Sezione: Rubriche
Al centro del saggio viene posta l’analisi del rapporto tra tempi di vita e orari di lavoro e le trasformazioni che questo rapporto ha subito nel triplice passaggio dalla società fordista a quella post-fordista a quella globalizzata odierna. Vengono elencate le principali contraddizioni che nascono dalle esigenze di iper-flessibilità degli orari (sincronizzazione e desincronizzazione, dislocazione delle rigidità temporali e qualità della vita, incertezza, rischio di mercato e precarizzazione, bisogni di sicurezza emergente e crisi del sistema delle garanzie). La questione della flessibilità temporale viene collocata in rapporto alle altre tre dimensioni della flessibilità del lavoro: funzionale, numerica, salariale. Alcune implicazioni di policy making vengono sviluppate partendo dal concetto di flessibilità sostenibile.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Europa-Usa: modelli occupazionali a confronto
Nella Sezione: Flessibilità e produttività: introduzione al numero
Per rispondere al quesito sull’entità dell’impegno lavorativo degli italiani, si analizzano in una prospettiva di comparazione internazionale gli orari di lavoro in Italia, in Europa e negli Stati Uniti e si individua come essi costituiscono un elemento portante del modello occupazionale. Una volta accertato che il modello occupazionale italiano garantisce un livello di impegno lavorativo superiore alla media europea, si approfondisce il tema dei suoi risultati in termini di produttività e prodotto pro capite. Dal quadro comparato emerge la netta perdita di vantaggio dell’economia italiana e il lavoro si conclude indicando alcune misure di politica degli orari e mirate alla riorganizzazione dei luoghi di lavoro necessarie per la ripresa della produttività.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Dalla flessibilità oraria alla flessibilità numerica? Considerazioni sull'azione governativa e l'intervento del sindacato
Nella Sezione: Fra passato e futuro. La contrattazione degli orari e la flessibilità
L’articolo esamina i risultati dell’implementazione della legge 30/03 alla luce degli andamenti della contrattazione collettiva successiva alla sua emanazione, e verificandone gli esiti in riferimento alle scelte assunte dalla Cgil in proposito. Successivamente viene svolto un commento di alcune indagini Istat e di altri istituti sull’incidenza delle disposizioni della legge 30 sul mercato del lavoro italiano. I risultati desunti sonoche la contrattazione ha ottemperato in larga misura le indicazioni elaborate dalla Cgil, e che tuttavia
si iniziano a scorgere possibili indizi di un indebolimento complessivo della tenuta dell’occupazione italiana, in larga misura dovuti al crescente peso dei rapporti a termine (specie per l’occupazione femminile). Di qui la necessità di porre mano radicalmente alle legislazione vigente.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Italia - Instabilità occupazionale e scelte procreative delle giovani coppie
Nella Sezione: Evoluzione del modello di «famiglia forte» e temi emergenti
Il saggio, riferendosi ai risultati di una ricerca condotta a Napoli e provincia, si sofferma sugli intrecci tra flessibilità del lavoro, vita di coppia e scelte procreative. Vengono approfonditi i progetti familiari della coppia, le variabili del lavoro instabile e le problematiche delle giovani coppie rispetto alla questione del divenire genitori, distinguendo tra coppie «parzialmente flessibili», «totalmente flessibili» e «monoreddito». Ne risulta un quadro composito in cui le coppie stentano a pianificare e organizzare lo «spill-over» tra lavoro e genitorialità e dove la flessibilità del lavoro femminile risulta frenare anziché favorire le scelte procreative della coppia.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Imposti e ostacoli allo sviluppo - Considerazioni su innovazione e produttività in Italia
Nella Sezione: Fisco, etica pubblica e sviluppo
Scopo principale di queste note è fornire argomenti a sostegno della tesi che in Italia l’ostacolo più serio alla costruzione di un’economia che sia competitiva ed equa è rappresentato dalla struttura produttiva, caratterizzata dalla netta prevalenza di piccole o piccolissime dimensioni aziendali e da una specializzazione produttiva largamente orientata a favore di produzioni tradizionali. Questa struttura produttiva agisce da freno alla utilizzazione del capitale umano e spinge verso strategie di crescita che non sono imperniate
sull’introduzione di innovazioni di varia natura, e perciò si rivelano fragili. La rimozione di questo ostacolo richiede interventi di policy ben diversi dal taglio alle imposte, dalla riduzione della spesa sociale e, anche, dalla perseveranza sulla strada della flessibilizzazione del mercato del lavoro.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Gli orari nelle relazioni industriali italiane - Riflessioni a posteriori
Nella Sezione: Fra passato e futuro. La contrattazione degli orari e la flessibilità
Il tema del tempo di lavoro e dell’orario è sempre stato centrale nella contrattazione collettiva italiana. Nell’articolo se ne ripercorre l’evoluzione, mettendo in luce come dalla prevalenza di obiettivi di riduzione e contenimento della durata degli orari a vantaggio soprattutto del lavoro ci si sia andati spostando verso la prevalenza di obiettivi di negoziazione e controllo della flessibilizzazione dei tempi di lavoro richiesta dalle
imprese. Nella ricognizione emergono punti critici, ma insieme elementi propositivi che fanno della
contrattazione degli orari il terreno forse più innovativo della contrattazione collettiva in Italia.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Germania - L'Ig Metall e la difficile ricerca di un equilibrio tra salari e orari
Nella Sezione: Evoluzione delle logiche nazionali di organizzazione e gestione dei tempi di lavoro
L’articolo analizza gli sviluppi della politica sindacale tedesca nel settore metalmeccanico a partire dai mutamenti economici e di contesto che hanno caratterizzato gli anni 90 e gli effetti che questi hanno prodotto sui rapporti di forza all’interno delle aziende. Le conseguenze della parziale perdita di potere del
sindacato si sono manifestate in particolare con la proliferazione di deroghe ai contratti collettivi e la crescente impossibilità di procedere a una loro applicazione «automatica» in sede di azienda. L’esempio più recente è rappresentato dalla firma del contratto collettivo detto «Pforzheim» del 2004 reso possibile dalla forte pressione ricattatoria data dalla possibilità di esportazione dei siti di produzione che consente di scaricare i costi della produttività e della competitività con sempre maggiore prepotenza sui dipendenti in termini di salario e di orario di lavoro.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Nota del Direttore
Nella Sezione: nota del direttore
Questo numero di «Rps» si occupa di temi molto trattati sotto il profilo sia teorico sia delle relazioni negoziali in particolare negli anni ’80 e per una parte degli anni ’90: quelli della contrattazione degli orari di lavoro e della redistribuzione degli orari fra le persone e nelle varie fasi del corso di vita. La nostra scelta, volutamente forse un po’ fuori tendenza, è stata motivata principalmente dall’intenzione di voler contribuire a reimpostare un dibattito sulla flessibilità che riconsideri al suo interno la possibilità di una flessibilità amica, che interpreti e rispetti le esigenze delle persone, oltreché naturalmente della produzione. Non senza esserci posti innanzitutto un quesito sulle ragioni della sostanziale sparizione dei temi degli orari di lavoro e dei tempi di vita dal dibattito pubblico italiano (e forse anche europeo).
articolo completo visibile solo da utenti abbonati