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RPS 1 2018

Il testo è la sintesi dell’articolo pubblicato nella sezione Tema del n. 1 2018 di Rps e scaricabile dagli abbonati nella versione integrale al link:

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Europa

strumenti

Europa. Le politiche di conciliazione nel processo di consultazione delle parti sociali

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

L’articolo esamina come l’esigenza di una maggiore conciliazione tra lavoro retribuito, responsabilità familiari e vita privata, concetto sintetizzato nel termine anglosassone work-life balance, sia entrata nel dibattito politico e sindacale, fino a diventare uno degli obiettivi dell’agenda sociale europea. L’analisi si svolge soprattutto dal punto di vista del movimento sindacale europeo e punta a mettere in luce la distanza tra le dichiarazioni di principio, contenute anche nel diritto comunitario, e la realtà dei fatti. In particolar modo, vengono prese in esame le due prime fasi del processo di consultazione delle parti sociali europee, lanciate dalla Commissione nel 2006 e tuttora in evoluzione al momento della stesura di queste pagine. L'articolo si chiude con un confronto tra le politiche messe in atto nei paesi del Nord e del Sud Europa.
Parole chiave: sindacato :: Europa :: conciliazione ::
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Governance multilivello e democrazia

Articolo scritto da:

Nel numero

Welfare locale

Nella Sezione: Ruoli di governo e territorializzazione. Europa e Italia

L’articolo ha l’obiettivo di illustrare lo sviluppo del modello della multi-level governance (Mlg). L’espressione dopo essere stata coniata nel '90 in seno all’Ue è stata largamente applicata in tutti i paesi democratici come concetto capace di cogliere le trasformazioni degli assetti istituzionali, fuori dall’Europa. Le condizioni per lo sviluppo del Mlg sono: l’esistenza di più ordini di governo; la loro autonomia in termini di potere e risorse; l’esistenza di una giurisdizione sovrapposta. In queste condizioni gli interventi di policy possono essere verosimilmente condotti attraverso un complesso e continuo processo di negoziazione tra differenti livelli di governo. La cooperazione tende a prevalere su decisioni di tipo top-down. Il sistema implica alti costi di transazione, ma tende a stabilire un bilanciamento tra interessi locali e nazionali (ma anche sovra-nazionali). Mentre la tradizionale concezione di democrazia si fondava sull’immagine di un demos radicato in un territorio nazionale, nella Mlg ci sono molti demos inseriti uno nell’altro, a differenti livelli, che devono interagire l’uno con l’altro al fine di produrre risultati condivisi di policy.
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I cambiamenti della famiglia in Europa e le implicazioni per lo Stato e per la società

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Modelli, criticità e ipotesi di mutamento

Il saggio analizza la natura delle trasformazioni che coinvolgono la famiglia nelle società europee, interrogandosi allo stesso tempo sulle politiche contemporanee che hanno l’obiettivo di sostenerla, alla luce dei cambiamenti in atto e dei relativi rischi. Nella prima parte dell’articolo viene tracciata una panoramica delle principali trasformazioni che hanno riguardato la famiglia, prendendone in esame la struttura, l’organizzazione e le relazioni. Vengono poi analizzati i principali rischi e le sfide poste dai recenti cambiamenti sia nei confronti degli individui, che degli stati e delle società. Tra le questioni in discussione vi è quella di un impegno tuttora insufficiente nei confronti della condizione di genitore, la polarizzazione fra condizione di genitore e di coppia, l’eccessivo carico per le donne e tutto quanto concerne il lavoro di cura. La sezione finale del saggio prende in esame la risposta dello stato, sia per ciò che è stata sia per ciò che potrebbe (o dovrebbe) essere.
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documentazione

Istruzione e formazione in Italia e in Europa - Percorsi statistici

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

Il contributo fornisce un percorso di lettura del sistema formativo italiano attraverso l’integrazione di numerose informazioni statistiche. Il lavoro è organizzato in due parti che propongono prospettive di analisi e riflessione sulle specificità del sistema di istruzione e formazione italiano. La prima fornisce gli elementi necessari a cogliere le dinamiche demografiche che caratterizzano la struttura e la composizione della popolazione residente nel nostro territorio (compreso il crescente e rapido inserimento in formazione di giovani stranieri), e considera il grado di istruzione della popolazione e il profilo del sistema di istruzione italiano. La seconda parte propone, alla luce della definizione strategica del sistema di istruzione e formazione nel contesto europeo, un confronto tra sistemi di istruzione dei singoli paesi rispetto agli obiettivi definiti nel Consiglio di Lisbona del 2000.
Parole chiave: Europa :: Italia :: istruzione :: formazione :: Consiglio di Lisbona ::
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Unione europea e crisi delle politiche di welfare. Rilievi critici sui sistemi di governance

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Tema. Dalla crisi degli Stati ad Europa 2020: rischi contraddizioni e opportunità di un percorso comune

L’Unione si trova oggi in una condizione di paralisi dalla quale stenta a uscire. E ciò in controtendenza con quanto sta accadendo in altre parti del mondo, a partire dagli Stati Uniti. Né avrebbe potuto essere diversamente. A differenza degli USA che sono uno Stato, con un proprio governo federale, un proprio bilancio e una vera Banca centrale, l’Unione europea si presenta ancora oggi ai nostri occhi come un mero spazio mercantile con una sua moneta e i suoi Trattati, ma pur sempre sprovvisto di uno Stato, di un governo, di una Banca vera e propria, legittimata a battere moneta. Un vero e proprio vulnus del sistema al quale si è tentato in questi anni di sopperire ricorrendo, senza successo, ai sistemi di governance.
Parole chiave: governance :: welfare :: Europa ::
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Le recenti riforme dei mercati del lavoro europei - Uno sguardo d’insieme

Nella Sezione: Le riforme del mercato del lavoro in Europa

L’articolo analizza in chiave comparata l’insieme delle riforme del mercato del lavoro messe in atto dai paesi europei a partire dalla seconda metà degli anni novanta. L’analisi condotta su fonti secondarie si pone un duplice obiettivo: da un lato evidenziare quali sono state le principali aree di policy investite dalle riforme e il grado di intensità e di continuità del processo di riforma; dall’altro di verificare sia l’esistenza di strategie comuni che la congruenza delle riforme realizzate rispetto alle condizioni di partenza dei mercati nazionali del lavoro. Le strategie di riforma e l’evoluzione verso gli obiettivi occupazionali di Lisbona vengono poi considerate alla luce dei diversi modelli di welfare regimes presenti in Europa. L’analisi comparata mette in evidenza come il processo di riforma dei mercati del lavoro dei paesi europei si sia intensificato negli ultimi dieci anni, ma anche come siano state realizzate delle riforme «leggere» e parziali, che non corrispondono a strategie comuni di riforma se non per il fatto che gli interventi rispecchiano in larga parte le indicazioni della strategia europea per l’occupazione.
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Cambiamento istituzionale e graduale trasformazione dell’assicurazione obbligatoria sulla non autosufficienza in Germania

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Trasformazioni e lente evoluzioni nei regimi a tradizione assicurativa

L’introduzione in Germania, nel 1995, dell’Assicurazione obbligatoria sulla non autosufficienza ha rappresentato un cambiamento radicale delle politiche per l’assistenza di lungo termine relative ai diritti sociali, alle modalità con cui l’assistenza viene finanziata e ai criteri con cui viene erogata. Prima della sua introduzione, l’assistenza di lungo termine veniva considerata una responsabilità dei componenti (soprattutto femminili) della famiglia ed era possibile ricevere un sostegno pubblico solo dopo l’accertamento delle disponibilità finanziarie del richiedente. Nell’articolo vengono analizzati i principi dell’Assicurazione obbligatoria sulla non autosufficienza e alcune modifiche significative avvenute dalla sua introduzione. L’articolo si basa su un approccio di neo-istituzionalismo e analizza il ruolo dei diversi attori, i loro interessi e i loro punti di vista, oltre che le condizioni istituzionali all’interno delle quali è avvenuto il processo di riforma. Verranno inoltre presi in considerazione gli effetti prodotti dalla riforma. Lo studio rivela processi sia di cambiamento radicale, che di graduale adattamento.
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Nota del direttore

Articolo scritto da:

Nella Sezione: nota del direttore

Con il fascicolo 3-08 RPS torna sul tema del welfare territoriale. L’ottica adottata in questo caso è il territorio inteso come dimensione istituzionale. L’obiettivo è fornire materiali di informazione e studio su alcuni dei temi oggi più interessanti o ricorrenti nel dibattito sulle riforme socio-istituzionali.
Parole chiave: Europa :: Regioni :: federalismo ::
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Nota del direttore

Articolo scritto da:

Nella Sezione: nota del direttore

Il fascicolo è dedicato alla pubblicazione di alcuni saggi presentati in recenti conferenze sul welfare. In questo caso gli eventi di riferimento sono due: il Forum annuale di «Rps» e la VII Conferenza europea del network Espanet. Anche in ragione di ciò il numero è suddiviso in due sezioni. Nella prima parte tutti i saggi, conformemente al tema del Forum, concorrono all’analisi dei tipi di riassetto del sistema sociale italiano per come determinati dall’azione della crisi finanziaria internazionale e dall’azione nazionale di governo. La seconda sezione ricalca il tema della VII Conferenza europea ESPAnet, il cui focus è stata una riflessione complessiva sul futuro del welfare, rintracciandone i percorsi di innovazione che si delineano fra limiti e opportunità. La, difficile, selezione dei contributi operata da «Rps» è stata orientata soprattutto dall’ampiezza di sguardo e compiutezza argomentativa, nonché dalla loro originalità tematica.
Parole chiave: Europa :: Italia :: welfare state :: crisi :: temi emergenti ::
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strumenti

Orario di lavoro - La disciplina comunitaria e dei paesi europei

Articolo scritto da:

Nel numero

Tempi e orari

Nella Sezione: Rubriche

Il contributo dà conto della legislazione sull'orario di lavoro in Europa, con particolare riferimento alla normativa comunitaria e alle sue recenti proposte di modifica, e di alcuni Paesi dell'Unione europea (Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Germania e Inghilterra). L'analisi condotta rileva, da un lato, le debolezze interne alla prima quanto a standard di protezione dei lavoratori e a possibilità di deroga. Dall’altro, dopo aver esaminato alla luce di questa gli istituti fondamentali delle discipline nazionali, conclude per la sua debole influenza sugli ordinamenti degli Stati membri, constatando piuttosto il suo effetto di incentivo al «ribasso» delle tutele vigenti.
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