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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)

In un tempo in cui l’incertezza sul futuro condiziona drammaticamente l’Unione Europea la conferenza si interroga sulla sua integrazione sociale e politica.

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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)
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esclusione sociale

De-istituzionalizzazione? L’immigrazione

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Il welfare territoriale fra re-istituzionalizzazione e vie alternative

La crisi, sociale e culturale oltre che economica, che sta condizionando in senso escludente le relazioni tra le persone e la disponibilità verso chi è differente, unita al ritardo della politica nella gestione pragmatica e non emergenziale dell’immigrazione, stanno spingendo ampie fasce di migranti in contesti di marginalizzazione e istituzionalizzazione. Approcci metodologici utili ad orientare le scelte di policy e caratterizzare le politiche locali come antidoti al definitivo stabilizzarsi di situazioni di esclusione della popolazione migrante vedono l’impostazione delle politiche di inclusione ad essa rivolte come strategia per migliorare complessivamente la vita dell’intera collettività e suggeriscono interventi su più livelli, dalle azioni atte ad incidere sulla rappresentazione sociale dell’immigrazione al rafforzamento dell’integrazione dei servizi, necessario a coglierne in pieno la complessità.
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documentazione

Nota Cgil/Arci - Dd.lgss su «Cittadinanza» e «Diritto di voto per gli stranieri»

Articolo scritto da:

Nel numero

Migrazioni

Nella Sezione: Rubriche

Il concetto di cittadinanza ha subito negli anni un'involuzione ed è passato da espressione del livello di qualità delle democrazie, da indice della condizione emancipativa dell'individuo, orizzonte culturale dei diritti civili, sociali e politici a elemento di esclusione di gruppi sempre più numerosi presenti nelle nostre comunità. La forza inclusiva di questo concetto che ha determinato la costruzione di una uguaglianza formale tra componenti molto diverse della società, ha lasciato il posto a una diversità che esclude, basata sull'appartenenza nazionale. C'è bisogno di rinnovare il concetto di cittadinanza legandolo non più all'appartenenza allo Stato-nazione, al vincolo di sangue, ma a un vincolo moderno, basato sulla condizione di vita delle persone in quanto appartenenti a una comunità locale e che può rappresentare un nuovo spazio per l'uguaglianza in un mondo globalizzato.
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Segnalazione

Rapporto Cies 2007 sulle politiche contro la povertà e l’esclusione sociale

Articolo scritto da:

GSB

Nella Sezione: Welfare italiano: temi emergenti

non disponibile
Parole chiave: rapporto :: 2007 :: esclusione sociale ::
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L’emergenza abitativa a Roma: traiettorie esistenziali dalla vulnerabilità all’esclusione sociale

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Italia. Migrazioni interne processi di impoverimento e percorsi di ridefinizione del welfare

Malgrado l’ampio riconoscimento di cui gode il diritto alla casa, ancora oggi in molti paesi europei numerosi cittadini sperimentano condizioni di deficit abitativo, che possono attivare e determinare veri e propri processi di esclusione sociale. Questo studio, attraverso l’analisi del linguaggio peculiare delle narrazioni di un gruppo di intervistati, si propone di individuare i fattori di resilienza o propulsivi dei processi di transizione da condizioni di vulnerabilità a situazioni di esclusione sociale. L’analisi si snoda attraverso l’individuazione di termini emblematici dei punti di rottura dei percorsi biografici, con particolare riferimento ad alcuni temi fondamentali (casa, famiglia, lavoro, partecipazione a movimenti di lotta).
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strumenti

La povertà come concetto duttile e come informatore delle politiche

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

Ogni anno la Commissione di indagine sull’esclusione sociale presenta un Rapporto povertà, in cui vengono illustrate, tramite una ricca serie di indicatori e approfondimenti, le principali caratteristiche della povertà in Italia nell’ultimo anno e delle politiche volte a contrastarla. La maggior parte dei dati presentati sembra in apparenza di facile interpretazione, ma non sempre è così: nella costruzione di alcuni indicatori infatti, si possono nascondere trappole concettuali che possono portare fuori strada e offrire una visione distorta della realtà. Senza un’operazione di chiarezza «preventiva» su cosa si intende davvero per povertà dunque, c’è il rischio di incorrere in fraintendimenti sulla reale condizione delle famiglie indigenti e sulle misure politiche più adatte a migliorare il loro tenore di vita. Occorre dunque liberare il campo da possibili confusioni se vogliamo evitare che le mistificazioni della politica possano determinare errori nella elaborazione dei provvedimenti più idonei da adottare.
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Leggere l’Europa attraverso indicatori armonizzati

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Fuori dal tema

L’articolo analizza il fenomeno dell’esclusione sociale in Europa attraverso gli indicatori proposti dalla Commissione europea, inclusi nel Portfolio of Indicators for the Monitoring of the European Strategy for Social Protection and Social Inclusion – 2009 Update. Tali indicatori garantiscono la comparabilità delle statistiche derivando anche da rilevazioni armonizzate a livello europeo. Gli indicatori sono stati analizzati dapprima in maniera disaggregata, per evidenziare le caratteristiche dei vari paesi in relazione al problema, e successivamente questi sono stati aggregati in gruppi omogenei per evidenziare omogeneità e disomogeneità tra i paesi della Ue-27.
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documentazione

Linee di tendenza dei dispositivi di ultima rete: un quadro sull'Europa

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

Questo contributo ripercorre brevemente la nascita e l’evoluzione dei dispositivi di ultima rete nei paesi dell’Unione europea (prima dell’allargamento), delineando le condizioni di eleggibilità a fronte degli aggiustamenti e delle riforme di social protection degli anni novanta e le attuali linee di tendenza dell’attivazione dei beneficiari dei minimi sociali. Da una panoramica delle politiche degli Stati europei emerge il modello prevalente e permeante che prevede l’attivazione dei beneficiari dei dispositivi di ultima istanza con condizioni di accesso/esclusione spesso stringenti. L’utilizzo eccessivo di strumenti restrittivi e condizionali rischia però di far riemergere un’idea di povertà «colpevole», intaccando l’impulso promozionale delle politiche di inclusione sociale.
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